WORST ENEMIES
New Life

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 16 min
Genere: thrash/death strumentale


I Worst Enemies nascono nel 2002, da un'idea di Cecco, chitarra, Sandro, basso/voce e Mengus alla batteria. Nel 2003 nasce "Toughs Like Shit", e dopo un cambio di formazione prende vita nel 2005, "Chupacabras", decisivo passo in avanti nell'evoluzione musicale nei nostri. Da lì in poi, sino ad oggi la strada dei Worst Enemies si è fatta impervia, andando a perdere gradualmente tutti i componenti del gruppo, tutti tranne Cecco, che ha deciso ugualmente di portare avanti questo progetto, in cui ha sempre e comunque creduto e dal quale a sempre e comunque tratto gran divertimento. "New Life", quindi, non è altro che la messa in opera di tutte le idee, i riff e le composizioni che il nostro ha continuato a comporre negli ultimi periodi.
Il CD è aperto da "The Birth", una sorta di introduzione; chitarre distorte, dal suono molto freddo distaccato; riff taglienti, abrasivi che riescono veramente ad entrarti dentro con una facilità incredibile, suoni che tanto ricordano e riportano alla mente il buon vecchio swedish deathmetal.
"Royal Rumble" porta avanti egregiamente le sonorità solo abbozzate in precedenza, alternando partiture in mid-tempo ad altre più cadenzate, dove le chitarre trovano modo e possibilità di sfogo, armonizzandosi mirabilmente tra loro ed andando a creare un suono ed un'atmosfera totale assolutamente buona; le sonorità ricalcano ancora i dettami e le strutture base del primo swedish death, quello dei primi anni '90, per intendersi, ricordando gruppi storici come Entombed, Unleashed ecc. Breve pezzo questo, ma che mette sul piatto, delle idee decisamente notevoli ed interessanti.
Con il brano seguente, "Psychotic Disturbs", la velocità di base e le distorsioni accrescono notevolmente; i suoni si fanno molto più duri e cupi e diversi sono gli stacchi in doppia cassa, ai limiti del black; sì, il black metal sembra entrare con vigore nelle strutture e nei suoni, con i riff che via,via si fanno più malefici e taglienti e i suoni molto più abrasivi. Con "New Life" le sonorità cambiano ancora una volta; chitarre pesanti dal lento incedere, riff dissonanti a segnarne il tempo e la malignità, ritmica dimezzata e scarna; sembra di sentire i Meshuggah, sicuramente meno potenti e assordanti, ma ugualmente ipnotici, strazianti e violenti. Grande pezzo.
Con "Abductions" la velocità ritorna in primo piano; lungo componimento thrash/death, dai continui inserti industrial e dalle chitarre veramente taglienti e penetranti, i cui suoni ricordano molto Kerry King ed i suoi Slayer.
"Before The Conflict" va a chiudere egregiamente questo breve lavoro, ponendoci di fronte ad un massiccio riff in mid-tempo, asciutto, secco, dai precisi connotati ottantiani.
Questo lavoro deve esser preso non come il canto del cigno per questo giovane ed onesto gruppo, ma, come anche lo stesso autore tiene a porre in risalto, come un modo per portare avanti lo spirito del gruppo stesso e la decisa e ferma volontà a continuare contro tutti e tutto, sperando che prima o poi gli Worst Enemies tornino ad essere una vera e propria formazione. Ci troviamo di fronte, allora, non a veri e propri componimenti, non a canzoni finite, ma ad un insieme di riff ed idee strumentali che era giusto proporre e registrare; validi embrioni, precise idee e spunti veramente validi; sicuramente il tutto è da rivedere, abbisogna di aggiustamenti e di un notevole lavoro d'insieme, ma le idee di fondo ci sono eccome e sembrano avere una valenza decisamente importante. Cecco, l'autore dei brani, sembra avere le idee molto chiare e tutto il background necessario per poter sviluppare con cognizione ed autorevolezza tutti i brani proposti, l'unica sua speranza, ed un po' anche la nostra, è che riesca a trovare qualche nuovo compagno di viaggio con la giusta voglia, la giusta convinzione e lo stesso amore per la musica che lui sembra dimostrare; compagni di viaggio pronti a sacrificarsi un minimo in nome della band, pronti a credere veramente in ciò che stanno componendo e soprattutto, sopra ogni altra cosa, con una gran voglia di divertirsi insieme, proponendo la musica che da sempre amano ed ascoltano. Purtroppo queste, sembrano essere cose assolutamente confacenti al DNA di ogni musicista o membro di band, sembrano cose assolutamente naturali; ma invece, come tante altre cose nella vita di ognuno di noi hanno un continuo bisogno di essere nutrite e rinnovate nel tempo, trovando sempre nuovi orizzonti, nuove mete da raggiungere, coltivando continuamente l'interesse per la musica sia suonata che ascoltata e cercando sempre e comunque di mantenere un ruolo il più che mai attivo all'interno della band d'appartenenza. Sembra tutto facile, ma se anche una sola cosa tra queste viene a mancare con il tempo andrà a minare inevitabilmente anche le altre portando poi al progressivo allontanamento dalla musica e dal gruppo. Ai Worst Enemies, così come ad altre centinaia, migliaia di band è successo, ma basta che ad uno solo dei componenti rimanga la voglia e lo spirito per continuare per far si che il grande sogno continui, o ve ne sia speranza. Bravo Cecco, bravi Worst Enemies, continuate così.
(Pasa - Ottobre 2007)

Voto: 6


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