WHITE MIRROR
Hidden Whispers
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 17 min
Genere: power metal sinfonico
Sebbene ormai si sia spenta la deflagrazione che aveva colpito qualche
anno fa la scena power metal mondiale, ancora adesso continuano a
fiorire gruppi che si cimentano nel power metal sinfonico di stampo
fantasy. Certo, ormai i punti di riferimento sembrano essersi spostati
e i numi tutelari ormai si chiamano Nightwish e Rhapsody piuttosto che
Helloween e Blind Guardian, ma la sostanza non cambia.
A questo proposito eccoci qui a parlare dei White Mirror, una
giovane band abruzzese che ci regala questo demo di tre pezzi come
biglietto da visita. "Hidden Whispers" è il primo lavoro 'ufficiale'
del gruppo, che va a sviluppare alcuni estratti da un primo demo del
2005 e arriva dopo alcuni anni di assestamenti e di gavetta che hanno
portato alla attuale formazione, composta da Alessio Scalzini
(tastiere), Riccardo Leuzzi e Corrado Chiodi (chitarre), Mariarosa
Cavallo (voce), Anita Petruzzi (basso) e Efrem D'Orazio (batteria).
A questo punto bando alle ciance e passiamo a parlare di "Hidden
Whispers", un demo sicuramente onesto che però risulta ancora
decisamente acerbo. Il risultato sono tre composizioni che pur
mostrando alcuni spunti interessanti incespica nella maggior parte dei
casi per colpa di alcuni difetti di fondo. Entriamo un po' nello
specifico: le tre composizioni del CD si assestano su uno stile barocco
e melodico, che va a pescare a piene mani dall'approccio
fantasy-sinfonico dei Rhapsody, senza dimenticare il romanticismo in
stile Nightwish, suggerito anche dall'uso della voce femminile. Inutile
dire che la band non si lancia in nessun tipo di sperimentazione,
seguendo con linearità i canoni del genere. Fin qui, comunque, non c'è
niente di male: sono numerosi i dischi di genere piacevoli e pieni di
ottime canzoni. Purtroppo, però, i White Mirror devono ancora crescere
a livello di songwriting e le tre canzoni di "Hidden Whispers" ancora
non riescono a colpire nel segno. Da una parte abbiamo le prime due
composizioni, "Sunset Of Our Dreams" e "The Lord Of The Rings", che
giocano la carta dell'impatto e dell'immediatezza: ritmi sostenuti,
anche se non indiavolati, arrangiamenti sinfonici e un discreto lavoro
di tastiere. La voce di Mariarosa è convincente, così come non si
segnalano cadute di tono nell'esecuzione dei vari strumentisti.
Quello che non funziona, però, sono proprio le melodie, che non
riescono a imprimersi nella mente dell'ascoltatore, riducendo il tutto
ad una serie di linee già sentite a più non posso. A questo, poi, si
aggiunge una produzione piuttosto povera, che affossa le chitarre e
rende tutto piuttosto confuso: non è certo una colpa, ma sicuramente
non aiuta l'ascolto.
Piuttosto diversa, invece, è "Out Of Control", un brano che sfiora
gli otto minuti di durata e che porta in luce il carattere più
sfaccettato della musica dei White Mirror: qui gli arrangiamenti si
fanno più complessi e articolati e il risultato è certamente migliore.
Anche in questo caso c'è ancora molto da migliorare e in diversi
passaggi il risultato finisce per essere un po' prolisso, ma con un po'
di lavoro questa potrebbe essere la strada giusta da intraprendere per
farsi notare da un pubblico sempre più esigente. Per ora, quindi, c'è
ancora troppo poco per promuovere il lavoro di questi ragazzi, ma la
meta non è poi così lontana come potrebbe sembrare.
(Danny Boodman - Aprile 2008)
Voto: 5.5
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