VIOLENT ASSAULT
The Flag Of The Inverted Cross
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: 18 min
Genere: thrash/speed/black metal
"The Flag Of The Inverted Cross" è un demo tradizionalista ad oltranza
dei friulani Violent Assault. In primo luogo, è disponibile soltanto in
formato cassetta (222 copie, delle quali 66 con copertina nera e 156
con copertina bianca: prezzo 4 euro). In secondo luogo, lo stile del
logo, il disegno della copertina, gli pseudonimi dei musicisti, ci
riportano con la mente indietro di decenni. Infatti, i Violent Assault
si ispirano al lato più oscuro e cupo del metal, che si rifà a quei
gruppi che hanno fatto dell'immaginario negativo ed infernale e delle
ritmiche tese ed avvicinenti i loro punti di forza. Il quintetto, nato
nel 2006 ed afflitto da vari cambi nella formazione, non ha alcuna
intenzione di portare qualcosa di nuovo alla scena metal, ma vuole
semplicemente suonare quella forma di metal citata in precedenza, così
tipica degli anni '80 (e spesso relegata all'underground, salvo
rivalutazioni e sopravvalutazioni nei decenni seguenti).
La formazione dei Violent Assault vede Metalucifer alla voce,
Nuclear Aggressor e The Cripple alle chitarre, The Reaper al basso e
Cris The Beast alla batteria.
Si parte con la "Side Infernal", e con l'introduzione "Warrior".
La melodia tesa e misteriosa di una chitarra acustica riesce a creare
efficacemente un clima di attesa. Una voce (quella dell'ospite king Of
Death) urla proprio la parola che dà il titolo al brano. Ed ecco
partire "In Honour To Satan", una cavalcata marcia da headbanging
assassino. Riff oscuri e thrasheggianti, una ritmica essenziale ed
avvincente, una voce grezza e roca: ecco gli ingredienti di questo
brano nostalgico e coinvolgente. Stilisticamente, il gruppo si dimostra
fedele a gruppi quali Sodom, Venom, Sarcofago, primi Bathory e così
via. Influenze dichiarate, tra l'altro, dagli stessi musicisti. Una
musica quindi energica, oscura ed istintiva, forse priva di grandissime
pretese artistiche, ma desiderosa come non mai di trascinare
l'ascoltatore.
"Devastator" è un'altra mazzata in pieno volto, senza compromessi
e tradizionalista come non mai. I cantanti (oltre a Metalucifer, è
presente l'ospite Andreas Richwien dei Minotaur) alternano i loro
vocalizzi più bassi con altre urla più esteriche: in quei frangenti, i
Violent Assault possono ricordare i giapponesi Sabbat. L'esecuzione è
sicura per il genere proposto; l'attitudine è perfetta. Tra l'altro, i
Violent Assault giocano anche la carta della melodia, che dona un tocco
più classicamente heavy/speed al tutto. Piacevole.
Passiamo ora alla "Side Thrash", con "Antimosh". Il titolo è tutto
un programma, e la dice lunga sulla mentalità del quintetto. Dopo
qualche battuta introduttiva, i nostri tornano a pigiare
sull'acceleratore. La loro è una corsa senza freni verso l'inferno.
L'elemento thrash è predominante. Thrash nella sua accezione più rozza
e schiettamente europea (i già citati Sodom, ma anche Destruction,
Kreator, Poison, Assassin, Hellhammer e così via). Ovviamente quasi
tutte le soluzioni musicali sono scontate, ma i nostalgici potranno
trovare nella musica dei Violent Assault del pane per i loro denti.
Anche in "Antimosh", il cui testo ricorda il logo delle pubblicazioni
della Deathlike Silence, dà il suo contributo l'ospite Andreas
Richwien.
"Teutonic Furor" è un'altra canzone da torcicollo. Tesa allo
spasimo, sanguinaria, fa della semplicità il suo vero motore (come le
tracce precedenti, tra l'altro). L'ottima qualità di registrazione
garantita dallo Zolfo Studio di Udine, fa sì che i Violent Assault
riescano ad esprimersi con un suono potente e convincente, intenso e
distruttivo.
Il demo è chiuso dalla outro per chitarra "Triumph Of Death".
I Violent Assault non fanno altro che suonare la musica che amano, e
"The Flag Of The Inverted Cross" ne è la dimostrazione. Ora, è chiaro
che la loro proposta musicale sia indirizzata ad un certo tipo di
pubblico. Accusare il quintetto di scarsità di inventiva, di essere
totalmente derivativo e così via, sarebbe ingiusto e mancherebbe
clamorosamente l'obiettivo. I Violent Assault sono derivativi perchè
vogliono esserlo. Non è nelle loro intenzioni sperimentare. Vogliono
soltanto riproporre ciò che già hanno fatto Venom, Bathory, Sodom e
compagnia bella in passato. E sono fieri di farlo. Nel suo genere,
quindi, "The Flag Of The Inverted Cross" è un buon demo, registrato con
professionalità e discretamente trascinante. Dedicato agli inguaribili
nostalgici: se pensate che questa musica possa fare per voi, fateci un
pensierino. Senza molte pretese, ovviamente.
(Hellvis - Aprile 2010)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: dreamevil@tele2.it
Sito internet: http://www.myspace.com/violentassault