TMO
Free To Choose

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 18 min
Genere: rock


I TMO nascono intorno al 2001 a Venezia e inizialmente si dedicano alla realizzazione di cover di Jimi Hendrix, poi però, come spesso accade, la voglia di creare la propria musica prende il sopravvento e così dopo tre anni arriva il primo demo, "Distance - The Midnight Sun". Dopo questa prima prova in studio il gruppo continua a farsi le ossa suonando in giro nell'area veneziana e così passano altri tre anni prima di riuscire a dare vita a questo nuovo demo, "Free To Choose".
Lo stile dei TMO è lineare e immediato: la loro musica suona attuale ma si vede come le radici del gruppo siano saldamente legate al passato del grande rock mondiale. Nelle loro canzoni c'è il rock classico degli anni '60, Hendrix, qualcosa degli Who, e anche un certo soft-rock, che si sente soprattutto nei pezzi più lenti. Allo stesso tempo non mancano le influenze più hard: gli anni '70 sono altrettanto importanti nella crescita dei TMO e così echi di Thin Lizzy e Led Zeppelin si fanno sentire con energetica insistenza. Il risultato è un lavoro sicuramente piacevole, che ancora deve crescere e migliorare, ma che mostra già dei segni di maturità promettenti. Tra gli aspetti positivi va citata l'abilità dei musicisti di arrangiare i brani, così come la performance del cantante, sempre bilanciato e convincente. Le canzoni sono curate con attenzione e si vede che non sono state buttate giù tanto per fare; la produzione è leggera ma tutto sommato buona e le canzoni sono di buona fattura. Allo stesso tempo, però, sembra mancare un po' di convinzione, un po' di quell'energia rock che rendeva infuocati tutti gli show delle band ispiratrici citate prima.
Ascoltando "Free To Choose" si possono vedere tutte le anime del gruppo e quindi vale la pena di spendere due parole per ognuno dei quattro brani presenti. Si parte di "Broken Into Shards" ed è subito un perfetto esempio di quello che dicevo: arrangiamenti eleganti, suoni dosati e buona melodia, ma manca proprio quella spinta in più. Il pezzo non vuole essere una bordata, ovviamente, ma anche con questo stile più soft, un po' di spinta in più avrebbe fatto iniziare col piede giusto. A parte questo, comunque, un buon pezzo.
Il discorso si ripete praticamente invariato per la successiva "Horizon", che funziona meglio nella prima parte, più ammiccante e calda, mentre quando partono i riff più frizzanti la sensazione di prima rimane.
Tutto questo scompare nella seconda parte del demo, che secondo me mostra le qualità migliori dei TMO. "Things I've Lived" è una ballad delicata, leggera e calda: qui il gruppo va sul sicuro e gioca tutta la sua eleganza in un brano che è perfetto così com'è. Sembra di sentire un po' gli Eagles, quando giocano a far battere i cuori con i loro lenti leggeri ed emozionanti.
A chiudere il tutto troviamo "Die Dirty Bitch" che, come si può vagamente intuire dal titolo, è il pezzo più incazzato del demo. Certo, non aspettatevi un assalto thrash metal, anzi, il tutto rimane sempre su toni solari e quasi ballabili, ma finalmente le chitarre si fanno più convincenti e frizzanti, con un finale impreziosito da un bell'assolo hard blues, tanto semplice quanto efficace.
Che dire, quindi? I TMO hanno confezionato un demo che si lascia ascoltare con piacere: ancora è troppo presto per dare giudizi definitivi e, a mio parere, almeno alcune cose vanno ridisegnate completamente. Le capacità per farlo, però, ci sono e gli ultimi due brani lo dimostrano molto bene. In bocca al lupo e alla prossima!
(Danny Boodman - Febbraio 2008)

Voto: 6.5


Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/tmotheband