SHARDANA
Shardana
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2010
Durata: 19 min
Genere: epic metal
Non so come la pensiate voi, ma io ho sempre trovato abbastanza assurdi
quei lavori in cui una band italiana si ritrova a cantare le gesta
degli antichi dei nordici, inneggianto a Thor, le foreste, Odino e il
freddo del nord. Molto più volentieri, invece, apprezzo coloro che, se
devo celebrare l'epica antica riescono a trovare l'orgoglio delle
proprie radici, invece che di quelle degli altri. È il caso dei sardi
Shardana, il cui nome deriva da un'antica civiltà nuragica vissuta in
Sardegna circa 2000 anni prima di Cristo. Ammetto candidamente che non
conoscevo nulla di questo popolo e così scopro che di loro si fa cenno
in alcune cronache dell'antico Egitto, in cui venivano citati come
mercenari e predoni provenienti dal mare aperto, talvolta come nemici,
talvolta come alleati.
Così questo quartetto di musicisti sardi ha deciso di pagare un
tributo a questa antica popolazione, confezionando un demo di quattro
pezzi (più una introduzione), in cui lo spirito guerresco viene
tradotto in un epic metal possente che definiremmo come 'viking' se non
fosse che coi vichinghi non c'entra nulla. Dopo la breve "Anthem" che
funge da introduzione al demo con un ottimo dialogo tra il suono delle
launeddas e le possenti chitarre elettriche, si passa a "Shardana (Sea
Folk)", vero e proprio manifesto della band sarda: ritmi sostenuti e
battaglieri accompagnano un incedere potente ed epico, con una buona
dose di melodia che dimostra l'ottima capacità di scrittura della band.
Certo, alcune soluzioni sono ancora un po' ingenue, nel senso che si
rifanno un po' troppo alle linee guida del genere, ma nel complesso la
band dimostra capacità esecutiva, compositiva e una buona personalità.
Inarrestabile anche "Sa Batalla", cantata in dialetto sardo, che
continua a portare avanti la vena epica e maestosa della band, che
riesce a risultare tale, senza per questo perdersi in inutili ricami
ampollosi. Ottima la successiva "Back To Homeland", introdotta
egregiamente da tastiere e chitarre acustiche che portano poi al
dispiegarsi della componente elettrica, guidata questa volta da uno
spiccato spirito power che richiama alcuni lavori più immediati dei
Blind Guardian. Chiude il lavoro "The Doom That Came To Sarnath":
l'apertura qui è più cupa, ma ben presto i ritmi tornano a farsi
tellurici e il brano si dispiega in un assalto thrashy che convince
ancora una volta.
Come biglietto da visita, quindi, non c'è davvero di che
lamentarsi: una volta finito di ascoltare questo "Shardana" vi rimarrà
sicuramente la curiosità di sapere come questi ragazzi sapranno
evolversi, magari nella sfida più ardua di un full-length. Sicuramente
questo CD non va considerato come un punto di arrivo e naturalmente non
vuole nemmeno esserlo: ci sono diversi aspetti che vanno migliorati in
fase di registrazione e produzione, le parti vocali talvolta sono po'
sopra le righe e come dicevo c'è sicuramente spazio per allontanarsi un
po' dai cliché di genere. Nonostante questo, però, questo primo
incontro con gli Shardana è sicuramente positivo e merita la vostra
attenzione.
(Danny Boodman - Giugno 2010)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/shardanametal