SEIDE
Dogma

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: 25 min
Genere: black/dark metal


I Seide sono francesi, di Parigi, e si sono formati nel 2007. All'inizio pensavo che il loro moniker sigificasse "lato", dato che questo è il significato della parola "Seide" in tedesco. Invece, ho scoperto che questa parola, seppur graficamente uguale, è invece tratta dal francese antico, e che serviva ad indicare un uomo la cui devozione sia cieca e fanatica.
"Dogma" è il primo demo per questa band, un quartetto che vede tra le sue fila Count D (voce), Shub Niggurath (voce, chitarra), Wotan (basso) e R. Rikk (batteria). Tutti musicisti non alle prime armi. Il cantante infatti, dopo aver prestato i suoi servizi ai Nemost, è passato agli Anteis Symphonia. Shub Niggurath suona invece nei Sin S Thesia. Il bassista continua a mantenere il suo ruolo anche nei Sow, mentre R. Rikk vanta dei trascorsi nei Penumbra, nei Temple Of Baal e nei Nydvind.
"Dogma" è stato inciso nel 2008 presso il Maze Studio. L'artwork, molto bello e professionale, e stato realizzato da Shub Niggurath. Il disegno di copertina, in particolare, è ricco di fascino macabro. Esso ritrae un uomo dai capelli lunghi, in groppa ad un cavallo morto, del quale non restano che le ossa. I colori plumbei, verdastri, notturni fanno il resto. Le due facciate del libretto sono nere, e non contengono testi.
Si parte con la title-track. La canzone esordisce in maniera molto violenta, decisa e negativa. La qualità di registrazione non è eccezionale, anzi, è abbastanza scadente. Comunica però quel senso di marcio che è tanto tipico del black ortodosso. Dopo una prima sfuriata, la canzone rallenta e aumenta il senso di oscurità, comunque presente, nella musica dei Seide. Nonostante i limiti produttivi, risulta abbastanza evidente che i Seide sappiano il fatto loro. L'esecuzione è perfetta e sicura, grazie anche ad una certa semplicità di fondo. Count D, in alcuni frangenti, si esibisce anche in un gutturale molto profondo, oltre che in un digrigno classicamente black. Spesso la chitarra si azzitisce, o opta per suoni più morbidi, lasciando in primo piano basso e batteria. In questi frangenti, la musica assume connotati più dark, e ricorda da vicino qualcosa dei primi Samael. Da sottolineare l'utilizzo di più lingue nei testi: qui è evidente lo spagnolo. Distruttiva e deprimente, "Dogma" è un ottimo biglietto da visita.
Si prosegue con "Pleine Lune". La partenza è discretamente dinamica, con riff ben distinti e tanta furia nella ritmica. Poi il ritmo si fa più lento, pur mantenendo una discreta decisione. Buono l'utilizzo della melodia, che rende il tutto più personale, anche se meno oscuro rispetto al brano precedente. Ogni tanto i vocalizzi di Count D vengono doppiati da quelli di Shub Niggurath. L'arrangiamento è molto vario, nonostante lo stile. Spesso il chitarrista opta per suoni acustici, o comunque puliti. E l'esecuzione non è un muro sonoro dall'inizio alla fine, ma alterna sezioni potenti ad altre più introspettive, velando il tutto di una tristezza palpabile.
"Unbeliever" è aperta da battute molto evocative e morbide, con un temporale in sottofondo. Quando il gruppo attacca al gran completo, la canzone mantiene un ritmo goffo, che sembra impedire una vera e propria partenza. Questa "fatica" esecutiva rende il brano incredibilmente pesante e torturato. Ci sono anche dei vocalizzi in falsetto, in sottofondo, che contribuiscono alla melodia. Lenta e goffa, "Unbeliever" è, a parer mio, una canzone meno incisiva delle precedenti, e forse un po' più noiosa.
"Unholy Triad" potrebbe ricordare, come riffing, una di quelle vecchie canzoni heavy metal europee degli anni '80, quelle dei gruppi più oscuri. La differenza sta nel suono zanzaroso delle chitarre, e nei vocalizzi estremi. E in qualche altra variazione che la modernizza. In fin dei conti, "Unholy Triad" è una canzone nostalgica, che però porta un po' di varietà nella proposta musicale dei Seide. Nulla di che, comunque.
"The Outsider" è una canzone melodica, desolata e malinconica. C'è ben poco di oscuro, in questa prova, che tende decisamente al dark metal, al gothic. La melodia, sebbene sia efficace nel suo intento comunicativo, risulta però banale, scontata e sà di già sentito. Insomma, non mi si scolla l'idea che forse il gruppo avrebbe potuto fare di più. "The Outsider" è veramente troppo facile, troppo prevedibile. Insomma, lascia veramente poco all'ascoltatore. Migliora un po' nel corso delle variazioni finali. Buono però l'assolo di chitarra.
"Dogma" è un demo diviso in due parti ben distinte. La prima è costituita dalle prime due canzoni, davvero belle e promettenti. La seconda è contraddistinta invece da tre composizioni fiacche, prevedibili e di livello decisamente inferiore. A questo va aggiunta la considerazione che i Seide risultano più convincenti quando si buttano sul black, piuttosto che sul dark/gothic. Volendo, si potrebbe fare un terzo appunto: a parte la title-track, nelle restanti canzoni non si sente un vero amalgama tra il lato più black dei nostri e quello più dark, ma sembra sempre che queste due nature debbano procedere separatamente. In base a tutto questo, non si può che sottolineare l'immaturità della band, o meglio, che tale maturità debba ancora completarsi. Perchè quando i Seide riescono ad esprimere il loro talento al massimo, vedi la canzone "Dogma", allora risultano convincenti e promettenti. Quando invece si limitano a svolgere il compitino, scegliendo riff facili o successioni di accordi scontati, allora proprio non ci siamo. Ragion per cui, reputo opportuno consigliare questo demo ai completisti, anche perchè è limitato a 500 copie, ed in caso i Seide diventassero famosi o di culto, "Dogma" risulterebbe sicuramente una rarità. Però è importante che il gruppo scelga sempre al meglio i propri riff, le sue melodie, ed unisca la selezione dell'intelligenza alla spinta del cuore. Solo così si può creare una musica che duri nel tempo.
(Hellvis - Giugno 2009)

Voto: 6.5


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