RUST REQUIEM
Migrationis Obscvra Aetas

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 65 min
Genere: black metal


Rust Requiem è un progetto musicale che risponde alla personalità artistica di Ianvs, un polistrumentista italiano dotato di un discreto talento e di una buona creatività. "Migrationis Obscvra Aetas" è il primo lavoro targato Rust Requiem, e si tratta di un semplice CDr corredato da una copertina stampata su due sezioni di carta rigida incollati assieme. L'artwork è a colori, e mostra una lunga processione di forme umane appena abbozzate, dai colori particolarmente rugginosi. Non esiste un vero e proprio libretto, ma nelle pagine interne della confezione si trova una foto di Ianvs, i contatti e la lista delle composizioni. Ed ecco saltare all'occhio subito un particolare: i testi sono tutti in latino. Le composizioni sono sette, ma alcune sono suddivise in più episodi, per un totale complessivo di dodici tracce.
Assieme al CDr completo di copertina, ho trovato anche una serie di fogli promozionali, nei quali l'artista ha cercato di spiegare il significato del progetto Rust Requiem, e il tema portante di "Migrationis Obscvra Aetas". Per esperienza, ho imparato a diffidare dei gruppi o degli artisti che accompagnano i loro album o i loro demo con fogli e fogli di spiegazioni. Spesso e volentieri, infatti, tutte queste parole sono vani tentativi di nobilitare una musica che, in fin dei conti, non ha nulla da dire. E' comprensibile quindi che questi tre fogli pinzati assieme mi abbiano fatto storcere il naso, così, come prima impressione. Li ho letti però, e con attenzione: è sempre un buon esercizio, quello di affrontare a viso aperto i propri pregiudizi. E' importante, infatti, capire cosa voglia esprimere Ianvs con la sua musica. Ed ecco che "Migrationis Obscvra Aetas" si presenta come una riflessione, lunga 65 minuti, sulla capacità umana di autolimitarsi ideologicamente, sia per scelta personale che come imposizione. Dietro tante parole, ed un italiano aulico a parer mio troppo pretenzioso, si nasconde un concetto semplice, ma mai completamente esplorato. Ad una libertà lecita e naturale, si contrappone un'autolimitazione teoricamente assurda, ma comunque inerente all'essere umano. Questi limiti possono essere privati, oppure possono venire estesi ed imposti ad una comunità più vasta. Come nel caso, secondo Ianvus, della religione cristiana medievale. Un sistema rigido di pensieri, valori e pregiudizi atti ad annullare la libertà individuale, nella convinzione di muovere le coscienze verso una verità innegabile e certa. Nello specifico di "Migrationis Obscvra Aetas", tali riflessioni sono proposte sotto forma della narrazione di un viaggio. Il classico viaggio di crescita e maturazione, che vede il protagonista, Maeror, aprirsi ad una nuova coscienza osservando il mondo e la realtà che lo circonda.
Fermiamoci qui. Scriviamo di musica ora. Anche perchè Rust Requiem è un progetto musicale, in primis. Dunque, che musica ci propone Ianvs? Beh, black metal. Un black metal tendenzialmente lento e doomeggiante, spesso arricchito da frequenti passaggi dark ambient. Tale mescolanza di stili ed idee è evidente, e maggiormente godibile, in seguito ad un ascolto di "Migrationis Obscvra Aetas" nella sua interezza. Questo disco è un concept, e solo ascoltato con attenzione e passione, facendosi trasportare dalle sonorità e dal fascino delle linee vocali in latino, può essere goduto sino in fondo. Sì, perchè questo lavoro è pienamente godibile. E Ianvus ha operato due scelte molto intelligenti. La prima è quella di aver optato per una qualità di registrazione accettabile, capace di far risaltare le canzoni senza nascondersi dietro a fruscii e altri espedienti da poveracci. In più, l'artista ha scritto composizioni semplici, senza tentare di dar vita ad una musica superiore alle sue possibilità. "Migrationis Obscvra Aetas" è un disco da studio, ma Ianvs potrebbe benissimo riprodurlo dal vivo. Questo compositore non prende in giro gli ascoltatori. La sua musica, vuoi evocativa, vuoi violenta, vuoi disturbante, è schietta e sincera. Ed è in grado di dar vita ad atmosfere oscure, malate e senza dubbio affascinanti. Parte del fascino penso che stia in questo suo aspetto underground, che potrebbe riportare alla mente i primi anni '90, soprattutto a chi li ha vissuti come il sottoscritto. Rust Requiem ricorda infatti quel periodo di sperimentazione, ed ha un suono senza ombra di dubbio italiano. Vuoi per i testi in latino, vuoi per le scelte di arrangiamenti, così essenziali e mai pretenziose. Come ho scritto in precedenza, Rust Requiem è capace di liberarsi in sfuriate di violenza, ma nel corso del CDr vengono prediletti i ritmi lenti e funerei. In alcune occasioni mi sono venuti in mente, non come sonorità ma come suggestione, i primissimi Ancient Wisdom e, come ad esempio nel caso del brano d'apertura "Nvmqvuam", qualcosa dei Dornenreich. Ianvs ha comunque abbastanza presenza di spirito per giocare carte personali, ed ecco quindi l'inserimento di vocalizzi puliti, ed un uso costante della melodia, più che altro malinconica e deprimente.
"Migrationis Obscvra Aetas" è un buon primo passo, in attesa di ulteriori sviluppi. Il disco è godibile, soprattutto dagli amanti delle sonorità più cupe, underground e deprimenti. Però, per dire la propria in ambito nazionale ed internazionale, Ianvus avrebbe bisogno di incrementare la complessità delle composizioni, e di personalizzare ancora un po' di più la propria proposta musicale. Rust Requiem non è un cattivo progetto, anzi. Già così è meglio di tanta spazzatura piena di parole ma povera di idee. Semplicemente, Ianvus non deve stancarsi di crescere. Io credo che in futuro ci stupirà con prove valide ed emozionanti. Per ora, un esordio onesto ed una base solida dalla quale partire.
(Hellvis - Febbraio 2009)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail: ianvsvpremvs@tiscali.it
Sito internet: http://www.myspace.com/rustrequiem