REPLOSION
Resting Place Of Illusion
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 39 min
Genere: prog metal
Iniziano ad essere davvero tante le volte in cui mi trovo a scrivere un
incipit ad una recensione in cui si ribadisce con forza lo stretto
legame che c'è tra la scena italiana e il progressive metal. Niente da
fare, certa musica qui ha trovato terreno fertile e sembra ritagliarsi
sempre nuovi spazi in cui attecchire. D'altra parte l'Italia ha una
lunga tradizione in ambito prog: siamo stati uno dei primi Paesi a
riconoscere la grandezza dei Genesis, quando ancora erano dei
semi-sconosciuti, per non parlare dei numerosissimi gruppi storici
(Pfm, Banco, Area, Le Orme e via dicendo) che, in molti casi, non
avevano niente da invidiare ai grandi del prog inglese. Con l'arrivo
del prog metal, poi, gruppi come i Dream Theater riempiono palazzetti
ogni anno e riescono persino a spuntare nelle classifiche ufficiali,
tra un Pino Daniele e un rapper afroamericano.
Insomma, nel vecchio Stivale questa musica piace e, di
conseguenza, sono sempre di più i gruppi che si cimentano in questo
stile, con tutti i pro e i contro del caso.
Prendiamo per esempio i Replosion: il gruppo nasce intorno al 2000 e
sembra voler raccogliere al suo interno tutte le influenze di cui
abbiamo parlato. La scena progressive degli anni '70, il prog metal dei
'90, il barocco scintillante dei Queen, senza dimenticare un pizzico di
power metal che, spesso, fa capolino. Di per sé questo cocktail non è
nulla di innovativo e sono innumerevoli le band che hanno intrapreso
questa strada, ma la formula è sempre intrigante e quindi proviamo a
vedere cosa ne esce fuori.
Dopo aver ascoltato per bene il CD, però, non posso dire che tutto
funzioni nella proposta dei Replosion. Iniziamo con le note di merito:
indubbiamente la band ha una preparazione non indifferente, sia da un
punto di vista tecnico, sia per quanto riguarda il bagaglio musicale da
cui attingono. La padronanza degli strumenti è, se non ancora assoluta,
decisamente notevole; tutti i musicisti si impegnano a creare
arrangiamenti complessi, ricercati, evitando con cura tutto ciò che
potrebbe sembrare lineare e scontato.
Purtroppo questo innegabile pregio, alla lunga, si rivela un'arma a
doppio taglio per i Replosion, che soffrono una certa mancanza di
equilibrio. Se è vero, infatti, che la componente tecnica e funambolica
ha contraddistinto un sacco di gruppi, costituendo la punta di diamante
del loro sound, è anche vero che l'importanza primaria era data alla
canzone, che riusciva ad essere perfettamente riconoscibile nonostante
tutti gli arzigogoli. Purtroppo questo non accade sempre con i
Replosion, che spesso si perdono all'interno delle loro stesso
composizioni.
Il risultato finale, quindi, è altalenante: da una parte abbiamo
composizioni decisamente apprezzabili come "Resting Place Of Illusion",
sfaccettata ed equilibrata, con il suo sound di tastiera così
settantiano e un arrangiamento intelligente; dall'altra abbiamo pezzi
meno riusciti, come "The Fallen Gates" e "The Unknown God".
Paradossalmente, il pezzo che mi ha convinto di più, oltre la
title-track, è stato uno di quelli più semplici e prevedibili: si
intitola "Push Me Down" ed è quello che più di tutti subisce
l'influenza del power metal, con i suoi ritmi veloci, il cantato
altissimo e la doppia cassa a elicottero. Chi l'avrebbe mai detto?
Per concludere, quindi, posso dire che i Replosion sono una band
potenzialmente interessante, che però deve ancora raggiungere quel
senso della misura che permette di dosare le proprie capacità in
funzione del pezzo. Vedremo cosa sapranno fare in futuro questi ragazzi.
(Danny Boodman - Gennaio 2008)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: info@replosion.com
Sito internet: http://www.replosion.com/