PURE ASSAULT
Pure Assault
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: 19 min
Genere: death metal
La Sardegna è una delle regioni più prolifiche d'Italia per quanto
concerne la scena musicale metal. Da Alghero, ecco aggiungersi un nuovo
promettente gruppo alla lista: trattasi dei Pure Assault, alle prese
con il loro primo demo. Nati nel 2005 per volere di Daniele Caboni e
Ignazio Simula, rispettivamente chitarrista e cantante, i Pure Assault
reclutano in breve un bassista, Stefano Oggiano, e un batterista, Mauro
Ferroni. Quest'ultimo lascia i compagni dopo nemmeno un anno di
collaborazione; al suo posto subentra Alessandro Pudella. Passano pochi
mesi e un nuovo chitarrista entra nelle fila della band, ma anche lui
molla quasi subito. Nel novembre del 2006 si unisce Stefano Mura, la
seconda ascia. Purtroppo, nemmeno questa formazione si dimostra
stabile, visto che bassista e batterista abbandonano il gruppo, che
però non si dà per vinto e decide di registrare ugualmente un demo di
quattro canzoni ricorrendo alla drum machine. Al basso si cimenta
Stefano.
Dopo questa lunga introduzione biografica, passiamo a descrivere
la musica dei Pure Assault. Si tratta di un death metal abbastanza
vario, nel senso che le fonti di ispirazione sono diverse per ciascuna
canzone. Denominatore comune è una certa adesione ai canoni del death
anni '90, specialmente alle scene europee; la tecnica non gioca un
ruolo principale, anche se, in alcuni frangenti, i quattro si
dimostrano abili compositori e musicisti. Le strutture non paiono mai
contorte, tutt'altro.
"While Everything Happens" ricorda i Napalm Death dei primi anni
'90. In particolare, il cantato è molto simile a quello di Barney
Greenway. La musica, invece, mescola differenti scuole europee, senza
privilegiarne una piuttosto che un'altra. Non si raggiungono mai
velocità esasperate, però la band riesce ad essere abbastanza incisiva.
Se la prima parte del brano è tutto sommato canonica, non certo
complicata, il finale stupisce per la ritmica molto più articolata,
rocciosa e moderna. Proprio su questa base si inserisce la chitarra
solista, creando un bell'effetto. Sono questi lampi ad accendere
l'entusiasmo per questo CDr, che altrimenti finirebbe per passare
inosservato.
"Martyr" è un brano sostenuto, nel quale l'approccio thrash è
assai marcato. La scelta dei riff non è entusiasmante, ma nei frangenti
lenti e claustrofobici i nostri si difendono senza problemi. Anche in
questo caso, la canzone raggiunge l'apice proprio nel finale.
strisciante, ancora suggellato da un buon assolo.
"Show Of Your Death" è un pezzo discontinuo, nel quale fraseggi
abbastanza melodici e privi di mordente, figli delle ultime correnti
death, cozzano rovinosamente contro il muro sonoro eretto nei momenti
cadenzati. Per certi versi, questo è il brano più debole del lotto,
minato da alcuni evidenti cali di tensione e dalla poca fantasia.
Siamo giunti all'ultima traccia, "Three Days Of Resurrection".
L'inizio evocativo, nel quale una lenta chitarra solista è sorretta da
accordi lunghissimi e tempi dilatati, lascia spazio ad un assalto ben
più veloce. Il brano rallenta poi nuovamente, assumendo contorni e
sfumature tanto cari ai Nile dei primi lavori. Ancora una volta,
influenze diverse vengono mescolate in una stessa composizione con
risultati non eccelsi. Le parti alla Nile sono davvero troppo
derivative, per quanto ben costruite (c'è anche spazio per un ottimo
arpeggio acustico, anch'esso in stile), mentre le accelerazioni e i
fuori tema lasciano interdetti, dal momento che si contrappongono
troppo nettamente, senza concedere alcuna soluzione di continuità.
Il problema maggiore dei Pure Assault, insomma, risiede nella
mancanza di continuità. Una continuità intesa sia dal punto di vista
qualitativo (buoni o addirittura ottimi riff si alternano a passaggi
alquanto incolori), sia dal punto di vista stilistico, dal momento che
varie influenze si trovano a coesistere forzatamente, senza che il
gruppo provi a intrecciarle e amalgamarle come si deve. Superate queste
difficoltà, i Pure Assault diventeranno un gruppo da tenere in grande
considerazione.
Per quanto riguarda la registrazione, abbiamo a che fare con un
demo ruvido, casalingo, caratterizzato da suoni tutt'altro che
brillanti. Non la ritengo, comunque, una pecca, essendo il suono
complessivo tutto sommato adatto e funzionale alla musica. Inoltre, la
drum machine è programmata con intelligenza, tanto che non si nota più
di tanto l'assenza di un batterista vero: i pattern sono vari e la
velocità, salvo rare eccezioni, non certo esagerata.
Se volete supportare questo gruppo, potete acquistare il demo al prezzo di 7 euro, comprese le spese di spedizione.
(BRN - Aprile 2010)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: pureassault@hotmail.it
Sito internet: http://www.myspace.com/pureassaultmetal