PAGANFURIES
Redeem The Rottenness
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 37 min
Genere: pagan primitive black metal
Parlare dei sardi PaganFuries significa parlare dell'esempio di come
sia difficile oggi giorno emergere per una band un underground band
specialmente se isolata in tutti i sensi (quando per emergere si
intende il solo desiderio di continuare ad esistere, non certo di
sfondare...).
Loro sono alla quarta fatica, dopo tre demo (vedi recensioni sulle
nostre pagine) ecco un demo-LP bello sostanzioso che dimostra
progressione e maturata esperienza sotterranea.
Il sound marcio accompagna nel corso dell'intera durata
l'ascoltatore nei meandri più oscuri di un genere che ultimamente sta
vivendo una continua trasformazione, qui invece abbiamo un black metal
puro, come i maestri impartirono e nessuna debolezza commerciale pur
conservando una certa dose di personalità.
Il trio spezza le ossa facendo un distinguo però, per una volta
nessuna pretesa di collimare testi e sound, ma il semplice utilizzo del
black primordiale per cantare le gesta del male e il folklore di una
terra fiera e criptica involuta nella sua maestosità e la guerra ad un
sistema imposto che ha cancellato delle credenze pagane per nulla
distruttive come la routine quotidiana dei credo imposti.
Ci sarebbero tante dissertazioni da fare ma poiché lo spazio
concessoci deve essere il più facilmente assimilabile lo utilizziamo
per parlare di musica. Loro lo fanno sciolinando le influenze anni '90,
a partire dall'intro "Varg Dux Igniferum" che esordisce con un vento
bestiale e il suono di un focolare che si accende e divampa in un
rumoreggiare di vetri rotti, si percepisce la stessa atmosfera di "vera
ribellione" e "spontanea negatività" che si udiva sulle prime tape
black circolanti a cavallo tra '80 e '90; tutto il lavoro è completo di
massicce dosi di riffing, atmosfere articolate nel verso opposto, non
un "crescendo" ma un incedere inesorabile ombrato di mistero e nebbia,
un suono marcio così come le vocals basse e sgraziate assolutamente
azzeccate.
Le chitarre dalla sudicia distorsione, il basso rumoreggiante e la
batteria (purtroppo campionata ma non per questo discostante),
orchestrano delle cavalcate imbizzarrite e maligne, le tracce dopo
"Creatures Of Pestilence" sono un alternarsi di pezzi bene strutturati,
pensati e non dei semplici puzzle buttati lì con una serie di note a
soqquadro.
Quindi si arriva a "Sa Matta De S'Impiccu" ("la pianta
dell'impiccagione", che esiste davvero!) un brano notevole e l'inizio
forse della vera era PaganFuries se mai avverrà. Il brano è
caratterizzato da un cantico malefico accompagnato da un riffing
compresso e "zanzaroso", lento, inesorabilmente malato che sfocia poi
in una parte che nella sua semplicità disarmante lascia stupefatti...
Ci sono poi le restanti tracce tutte devastanti: "Anima
Disincarnata", "Colovra" (cantate anch'esse in parte in lingua sarda) e
la chiusura con "Dead, Your Worms Growns Inside Me" l'outro finale.
In conclusione un disco da avere tra l'altro con un booklet
accettabilissimo con testi e info e CD serigrafato, per tutti gli
appassionati veri del genere, per chi ha voglia di non perdere tempo
con le solite poser band e di immergersi in un incontaminato mondo
fatto di semplice e puro black metal influenzato dai migliori act
norvegesi e svedesi ma anche dalla capacità artistica che
contraddistingue da sempre alcune band provenienti da Grecia e
Italia... Così facendo aiuterete una band a continuare ad esistere al
di là della cattiva sorte o destino avverso che sia (per info andate
sul MySpace del gruppo).
(Rotten Von Venom - Settembre 2007)
Voto: 8
Contatti:
Elymas
c/o Collu G.Paolo
via E. Piga 19
09039 Villacidro (CA)
ITALY
Sito internet: http://www.myspace.com/paganfuries