NOVA MELICA
Endless Maze

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 14 min
Genere: death metal con influenze prog e black metal


Le basi dei Nova Melica di Cosenza vengono costruite sulla collaborazione di Andrea Giordano, chitarrista, e Massimo Elia, bassista, entrambi uscenti da esperienze musicali precedenti, i Zero Kelvin e i Valgrid, nelle quali si erano fatti le ossa, arrivando anche alla pubblicazione di diversi prodotti. Dopo l'iniziale ricerca di un secondo chitarrista i due decidono che la drammaticità della loro musica è più adatta all'inserimento di un tastierista e reclutano Gabriele Gigliucci, già nell'organico degli Shadow Of Soul. Vengono poi inseriti il cantante alla prima esperienza Vittorio Scullari e il bassista Federico Occhiuzzi, già con i Draconian Order. E' con questa formazione che la band incide il primo demo, "Endless Maze". La loro musica parte sicuramente dalle consolidate basi dell'heavy metal classico, ma con forti influenze death metal, soprattutto per l'uso di tempi veloci complessi e articolati, stile "The Gallery" dei Dark Tranquillity; anche se in quell'album non vi era un tastierista nella formazione mi sembra quello che più può dare l'idea della musica dei Nova Melica. Quindi presenti anche influenze prog metal, ma l'uso delle tastiere in alcuni episodi particolarmente intensi e oscuri, li avvicina anche al black metal sinfonico. Il cantante utilizza la propria voce sempre in modo pulito: non ci sono da segnalare episodi in cui il cantato è particolarmente aggressivo o ringhiante anzi, in certi passaggi è quasi lirico. Questa scelta può essere positiva per chi, come me, apprezza questo modo di cantare, ma sono convinto che molti avrebbero gradito maggiormente, su questo tipo di basi musicali, un cantato più estremo.
La title-track, che apre il demo, dimostra immediatamente la competenza della band e riassume un po' tutte le caratteristiche che ho elencato precedentemente. Il tastierista ha un ruolo fondamentale negli arrangiamenti; nella parte centrale, quando rimane solo il piano, dimostra una notevole preparazione e una predilezione verso le atmosfere classiche e più progressive. In evidenza in questa, ma anche nella altre composizioni del demo, la complessità delle soluzioni ritmiche costruite dal batterista.
"A Bad Dream", la seconda track, è quella che si avvicina di più all'album dei Dark Tranquillity che ho nominato prima, sia per la velocità e per gli articolati arrangiamenti della batteria, sia nel modo di evolversi nelle parti soliste di chitarra e tastiere. Notevoli anche le complicate sezioni musicali che accompagnano le varie linee vocali. Probabilmente è la traccia meglio riuscita delle tre che formano il CD.
Chiude la prima prova della band "Locusta". L'inizio è tellurico e devastante; se è deve rappresentare l'invasione di milioni di cavallette, l'impresa è pienamente riuscita. Bello il lavoro della chitarra e il cantato delle strofe sul tempo spezzato della batteria. Ben riuscita anche la parte più tranquilla della composizione, molto classicheggiante e struggente. Da registrare, a mio parere, un calo di qualità nella parte cantata di questa sezione, dove sono presenti alcune ingenuità di Vittorio, probabilmente dovute alla sua minore esperienza.
Tutto sommato il prodotto è buono, da tutti i punti di vista: compositivo, della produzione e dell'esecuzione. Forse leggermente impastato il basso che tende a diventare, in alcuni passaggi, solo intuibile. Un po' poche tre canzoni per capire se si tratta di vera gloria... però i presupposti sono incoraggianti. Una pignoleria, ma forse neanche tanto... il logo è indecifrabile. Neanche con davanti la "Stele di Rosetta" sarei stato in grado di decifrarlo!!
(J.L. Seagull - Novembre 2007)

Voto: 7.5


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