NIBELHEIM
The Waiting Room
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: 24 min
Genere: groove thrash metal
Solo poche settimane fa mi ritrovavo a scoprire un'ottima realtà del
panorama underground italico, augurandomi di poter ascoltare a breve
una nuova fatica del quintetto in questione (essendo la prima prova in
studio datata 2007). Nemmeno a farlo apposta, il giorno seguente
l'inserimento della recensione su un altro canale di supporto
informatico, è stata annunciata l'uscita della nuova demo dei
Nibelheim, "The Waiting Room", di poco più sostanziosa rispetto a
"Drawing the Lines..." in termini di durata. Un cambio di stile, seppur
non particolarmente discernibile dalle vecchie composizioni se non in
termini di "velocità", mostra una band con le idee chiare riguardo al
cammino stilistico musicale sul quale vuole proseguire, che va a
differenziarsi dal precedente e viene ad interessarsi maggiormente di
certe soluzioni "moderne" inizialmente non contemplate... una piega che
molte band stanno prendendo proprio oggigiorno, parallelamente ad un
forte "comeback" ai suoni primigeni (come dimostrato in più occasioni
dal ritorno in auge del thrash old school).
Ancora una volta è la voce di Stefania a farla da padrone, e se
già nel primo caso ci si poteva ritenere soddisfatti del risultato
finale, in questa seconda occasione la conclusione rimane inalterata,
anzi, la violenza sprigionata è ancora maggiore, con due anni a
disposizione per affinare la tecnica. Ovviamente il contorno non è da
meno, e la formazione dei Nibelheim dimostra una crescita ed una
maturazione artistica invidiabile, con una sezione ritmica (Gabriele e
Federico, insieme alla chitarra di Luca) precisa e mai monotona, ed una
prova solista di Andrea che viene a confermarsi ottimo maniaco della 6
corde ed ottimo arrangiatore.
24 minuti suddivisi in 5 brani, aperti da un'intro troppo prolissa
e dispersiva (metà della durata sarebbe stata sufficiente), forse
l'unica "esternazione" veramente discutibile dell'intero lotto; ci
pensa "This Decaying Walls" a riportare in carreggiata, un mid tempo
compatto che in alcune occasioni rievoca lo spettro dei primi
Meshuggah, dal punto di vista delle atmosfere che si vengono a
delineare ma senza esplorare le lande tecniche su cui si avventura da
sempre il quintetto nordeuropeo. "Lunatic Asylum" prosegue il discorso
intrapreso, mentre "Reshaping" mostra un netto cambio di suoni, proprio
a livello di mix; si riassaporano certe scelte relative a quel
songwriting che aveva contraddistinto la prima produzione, con richiami
al thrash metal della Bay Area ed una strizzata d'occhio a Testament e
Forbidden, come già molti avranno avuto modo di notare in precedenza.
Chiude "The Waiting Room" l'eclettica "Death O' Clock", summa delle
caratteristiche della band e pezzo che si aggiudica lo scettro di
miglior composizione, con intrecci di sound moderno ed "antico" che si
vengono ad amalgamare in un perfetto connubio (mi piace rievocare, a
titolo di esempio, Dark Angel ed i "paralleli" Viking).
Il metronomo segna ora un numero di bpm inferiore rispetto
all'esordio, e mi ritrovo egoisticamente (quindi da un punto di vista
puramente soggettivo) a rimpiangere quell'attitudine tipicamente old
school marchiata a ferro e fuoco nelle prime composizioni venute alla
luce. La band segue il proprio corso, e se gli ascolti ed i riferimenti
sono attualmente indirizzati ad un nuovo modo di concepire il thrash
metal, unitamente ad un songwriting comunque ben definito e non campato
per aria, non c'è motivo per criticare la fase che sta vivendo... che
resta da dire? Ancora una volta supporto ad un act italiano che lotta
per ricavarsi il proprio spazio all'interno della scena tricolore!!!
(PaulThrash - Marzo 2009)
Voto: 7
Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/nibelheim1