MYSIA
No Backwards
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: --
Genere: prog/death metal alternativo
I Mysia si sono formati nel 1999, pubblicando il demo "Features In
Oblivion" nel 2001. All'epoca, nel gruppo si sono alternate voci
femminili, e lo stile musicale era differente da quello attuale. Anche
perchè i Mysia odierni sono rinati nel 2006, dopo un lungo periodo di
stasi. Agguerriti, con un cantante uomo, e decisamente estermi. Questo
però senza perdere quella vena sperimentale e progressive che li ha
contraddistinti da sempre.
La formazione che ha inciso "No Backwards" è costituita da Simone Leone (voce), Alexander Saturni e
Bruno Ciarfella (chitarre), Daniele Valeri (basso) e Omar Moretti
(batteria). La copertina del demo, semplice ed in bianco e nero, è
affascinante e psichedelica.
"Unhinge My Hate" esordisce in maniera prepotente, mettendo
chiaramente in luce alcuni aspetti del suono della band, in particolare
le consistenti radici death metal. Asprezze che comunque si smussano
con l'intervento della voce, pulita, che traccia una melodia semplice
sulle belle armonie realizzate dal resto della band. In breve, il
gruppo torna a picchiare dando però un certo rilievo al suo lato più
melodico. Simone se la cava bene anche nel gutturale, sostenuto dai
vocalizzi estremi in coro dell'ospite Alessandro Stinziani dei Putrid
Carnage. Le sezioni più morbide mettono in mostra la tecnica sicura del
quintetto, che crea arrangiamenti spesso vicini al prog, con l'ottimo
lavoro del batterista Omar in evidenza. In alcuni frangenti della
canzone, i Mysia mi ricordano qualcosa dei vecchi Fe.. Dup, un gruppo
veneto, che però ha preso attualmente altre direzioni artistiche.
Comunque sia, "Unhinge My Hate" è un ottimo biglietto da visita,
notevole anche negli spunti solisti. La qualità di registrazione non è
eccezionale, ma è funzionale agli scopi del demo.
"Her Cold Breath" è una canzone variegata e stratificata come la
precedente, ma dalle sonorità più arrabbiate e dall'arrangiamento ricco
anche di dissonanze. Descrivere le canzoni dei Mysia è sempre
difficile, perchè non sono lineari nello svolgimento, e sviluppandosi
attraversano i quadri sonori più differenti, e portano spesso a
soluzioni imprevedibili. E' chiaro comunque che il gruppo, nei suoi
momenti più estremi, veloci o lenti che siano, riesce ad essere
convincente e a far male. A volte sono riscontrabili alcune piccole
ingenuità, come passaggi forse un po' troppo lunghi, o viceversa troppo
corti, ma sono tutti difetti di piccola entità, che andranno a sparire
mano a mano che il gruppo acquisirà esperienza. Dalla loro, hanno un
songwriting ricco di naturalezza, e questo nonostante la complessità
della proposta musicale. "Her Cold Breath" in alcuni frangenti è
davvero sinistra, ed è carica di un'oscurità difficile da dissipare
anche ad ascolto ultimato.
Lo spettro degli Opeth più intimisti infesta la battute di "Red
Tears", dando vita ad un brano spettrale, misterioso, praticamente
acustico per gran parte della durata, capace di abbracciare mestamente
il cuore e l'anima. La canzone si fa via via più aggressiva, e
l'arrangiamento (discretamente semplice, ma gelidamente nordico) si
arricchisce dei vocalizzi dell'ospite Betty Fazio.
Più su territori techno-death, "Existence" amplia ulteriormente lo
spettro espressivo dei nostri, inserendo inedite suggestioni di black
svedese di scuola Dissection, mescolate ad una consistente dose di
death metal tecnico appunto. Ben realizzata e suonata con il consueto
feeling. Belli i rallentamenti doom gotici, con tanto di vocalizzi
femminili.
"Cera Vuota", che gode del contributo di Carlo Strappa dei
Resurrecturis, è un brano death metal di valore, molto cattivo e
personale. La canzone rappresenta il lato più violento, atonale e
puramente death del gruppo, e non è affatto male, anzi dimostra come i
Mysia sappiano essere distruttivi.
Conclude il tutto la bonus-track "Inside", traccia numero 99, uno
strano ibrido tra generi, moderno, molto ben registrato e di sicuro
fascino. Davvero ben fatta, e ricca di suggestioni e nuovi spunto per
il futuro dei Mysia.
"No Backwards" è un demo intrigante, forse non ancora maturo, ma
sicuramente promettente. I Mysia devono solo trovare la coerenza
stilistica tipica dei gruppi con esperienza, dalla formazione stabile.
E' importante che ci siano gruppi come i Mysia, attenti a guardare agli
sviluppi più interessanti del death metal, e desiderosi di metterci del
proprio. Per gruppi dalla mentalità così aperta, non ci possono essere
limiti all'evoluzione ed ai risultati. Auguro quindi alla band la
maggior fortuna. Teniamoli d'occhio!
(Hellvis - Giugno 2009)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail: info@mysiametal.it
Sito internet: http://www.mysiametal.it/