MR. PINKLE
La Brugola Nell'Orso

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 20 min
Genere: rock alternativo


E' sempre una novità aprire il pacco di demo e CD che puntualmente ogni mese mi giungono da Shapeless; anche stavolta non sono mancate le sorprese, una su tutte questo CD autoprodotto dei Mr.Pinkle. La copertina ed il booklet tutto mi hanno subito colpito favorevolmente: un bellissimo arancione su sfondo nero costellato da stranissimi e malformati personaggi che sembrano usciti direttamente da una delle migliori puntate di South Park, o da uno tra i tanti cartoons guardati da mio figlio. Strani omuncoli, disegnati senza cura alcuna, raffiguranti alla bene e meglio i quattro componenti del gruppo in questione, per l'occasione rinominatisi Miss Pinkle, alla voce, Barba Pinkle alla chitarra, Erre Pinkle alla batteria e Max Pinkle al basso. Tutto sembrava presagire un qualcosa di nettamente demenziale ed un po' fuori dagli schemi, ma purtroppo così non è stato.
Il CD si apre con "Brucia Tn": chitarre cadenzate, dai suoni leggermente slabbrati e ruvidi, ritmica un po' fiacca e senza il necessario nerbo, vocals rozze, in leggero growling, sicuramente arrabbiate ma non del tutto convincenti.
Con "Alice" le ritmiche e la velocità in generale aumentano, le chitarre divengono più fluide e dai suoni più netti e sicuri e un leggero alone seventies fa capolino tra le note; i growling lasciano spazio ad urla ancor più sgraziate, con linee melodiche sempre troppo simili tra loro e leggermente cantilenanti. Peccato.
Il terzo brano, "Penelope", è anche il migliore del lotto, a mio parere. La struttura del brano si fa molto più rock oriented guadagnandone in efficacia e convinzione; le chitarre alternano suoni duri e distorti a brevi passaggi acustici, ben appoggiati e sorretti dalle ritmiche di basso e dalla batteria, precisa e cadenzata; da segnalare il buon passaggio centrale, dove le chitarre in flanger ed i cantati di Miss Pinkle, riescono a creare una buona atmosfera. L'incedere saltellante del pezzo ed una notevole carica live fanno il resto.
Con "Fernet-Branko", si ritorna alle ritmiche thrash ed ai cantati in leggero screaming. La velocità aumenta in maniera costante, ma si denotano anche certi limiti compositivi del gruppo, troppo legato ai classici passaggi e alle facili soluzioni sonore: le strofe sono abbastanza anonime, non vi è la minima voglia di osare, di provare a metterci del proprio, lasciando il tutto in mano a vocals non proprio convincenti, dove si tende continuamente ad accentuare i finali, sempre, costantemente in falsetto, sgraziato.
"Boogeyman" riprende decisamente in mano la situazione. Una buona canzone rock, che molto ricorda le Hole ed il loro rock-grunge, stradaiolo e senza fronzoli. La ritmica è pesante e decisa, le chitarre alternano di nuovo sonorità dure ad improvvise aperture melodiche, dove Miss Pinkle, finalmente da prova delle proprie capacità vocali, con linee melodiche ben definite, finali precisi e sostenuti ed una interpretazione veramente degna di nota.
"Contro" passa velocemente, lasciando dietro a sé solamente un greve senso di dejavù; non riuscendo a far emergere nessuna idea particolarmente azzeccata od incisiva.
Ma è con il brano finale che si raggiunge, a mio parere, veramente il massimo del "trash", inteso come spazzatura. "Maiale" infatti, riesce nel non difficile compito, purtroppo, di inficiare tutto quello che di buono era stato fatto sino ad ora. Un insieme di riff banali, alternati da brevi sfuriate grind e su tutto i cantati e soprattutto i testi di Miss Pinkle, che non hanno niente ma proprio niente di demenziale. Intendiamoci non voglio fare in alcun modo il bacchettone di turno, non mi scandalizzano affatto termini come "uccello", "sborrato"o "tetta", fanno pur sempre parte del linguaggio comune e di ogni giorno, ma è pur vero che è fin troppo facile scrivere testi di questo genere, senza ne capo e ne coda, puntando unicamente sull'effetto "shock" o scandalo e senza provare, anche minimamente, a metter giù qualche idea concreta o qualche pensiero finito. E poi, intendiamoci, sentir cantare certe cose da una donna non è proprio un bel sentire. Che dire infine ? I Mr. Pinkle ne hanno veramente ancora molta di strada fare, sia dal punto di vista compositivo che tecnico-strumentale; e cosa ancor più grave, sembrano non aver ancora le idee ben chiare sulla strada da intraprendere, se puntare sull'impatto e la durezza dei suoni o provare a sviluppare ancor più a fondo le rare, ma convincenti, divagazioni rock, dove sembrano avere qualche chance maggiore. L'uso dell'italiano alternato all'inglese nei brani è decisamente da sottolineare, ma i vari cantati e le linee vocali necessitano assolutamente di ulteriori passi in avanti.
La copertina ed il booklet lasciavano presagire un buon arrosto, ma in fondo mi son ritrovato con solo tanto, tanto fumo.
(Pasa - Settembre 2007)

Voto: 5


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