MAELSTROM
Bang In Your Ears

Etichetta: Extreme Agency
Anno: 2007
Durata: 48 min
Genere: thrash metal


Appena ho preso in mano la copia di "Bang In Your Ears" ed ho aperto il libretto ho subito detto: "Thrash". In effetti i romani Maelstrom almeno da questo punto di vista preferiscono andare sul sicuro e puntano dritto all'obiettivo. Il disegno di copertina (piuttosto amatoriale, invero), le foto alla stazione ferroviaria Roma Termini, le bottiglie di birra in mano o per terra, le magliette di Anthrax e Sodom - per non parlare del giubbino di jeans senza maniche con mille toppe di gruppi - compongono un'iconografia che non può non rimandare a una ventina di anni fa. E ritornano alla mente i ricordi dei mitici - per me, ahimè - vinili di quegli anni, fatti di "scatti fotografici urbani", liste di "special thanks" con centinaia di nomi, collage interno di mille fotografie e quant'altro.
Sono passati venti anni e passa, ma a Roberto (voce e chitarra), Manuel (basso) e Francesco (batteria) non sembra interessare più di tanto. Roberto e Francesco infatti formarono il gruppo nel 2002, per trovare poi solo nel 2004 il giusto assestamento grazie all'entrata in formazione del bassista Manuel. L'integrità del gruppo era però minata dal quarto elemento, da quanto si legge nella bio. Infatti si registrano nel tempo diversi cambi di (secondo) chitarrista fino alla decisione definitiva di rimanere un trio... E "Bang In Your Ears" è partorito appunto da una line-up a tre elementi.
Ho ascoltato più volte il dischetto in questione e sono giunto alla conclusione che ai Maelstrom manca qualcosa. La basi ci sono, l'impegno pure... È che "Bang In Your Ears" alla fine è una foto un po' sbiadita di un periodo d'oro della musica metal. Si sente lontano un miglio l'amore di questi ragazzi per il thrash della Bay Area e non solo, però quanto proposto non funziona troppo bene, in considerazione anche dell'alto minutaggio del lavoro. La produzione non è certo di quelle che aiutano a mettersi in luce, le composizioni mancano a volte dello spunto vincente, e mostrano un gruppo che gira spesso a vuoto; inoltre in alcuni frangenti si avverte la mancanza di un vero e proprio chitarrista solista, visto che il buon Roberto non sembra in grado di "reggere"sia la parte ritmica che la solista. Nei quasi cinquanta minuti di durata però c'è anche del buono ed è giusto evidenziarlo. Ad esempio, il riff dell'iniziale "Death's Back Among Us" è bello! Un buon pezzo questo, fedele a certi schemi compositivi ma ben concepito e strutturato.
Ottimo poi "On Or Off?", con il suo riff strisciante e dannatamente efficace. Il basso sferragliato e rantolante sostiene bene il tutto e l'incedere è veramente trascinante. Per finire non mi pare male l'anthem conclusivo "To Thrash Is Our Duty" (con i classici "shout" vocali dei gruppi thrash dei bei tempi a ripetere nella parte finale "duty-duty-duty!"), che termina con un classico rutto (per questo non credo siano sorte difficoltà in studio, visto che le foto sono piene di bottiglie e lattine...).
In altri brani invece qualcosa sembra non essere al punto giusto, prendiamo la sparata "Headbangers": il rallentamento a metà pezzo, con tanto di assolo molto scolastico di chitarra, fa perdere un po' di tiro all'insieme, e alla fine sette minuti e passa sono troppi per brani di questo tipo. Anche un pezzo come "Circuit Of Madness" risulta alla fine abbastanza inconcludente.
Per il resto, qua e là si notano intuizioni valide alternate ad altre meno convincenti, spunti solitari che faticano però a emergere. Il mio consiglio è quello di provare, provare e ancora provare in sala prove. Poi, tra un po' di tempo, riprovarci cimentandosi prima di tutto su un numero minore di brani... Inoltre consiglierei al gruppo di "levigare" alcune parti. Ovviamente nel thrash la chitarra solista non è certamente l'ingrediente fondamentale, però se l'intenzione è di rimanere un trio... beh, consiglio al buon Roberto di iniziare già da ora a definire meglio le parti soliste per i brani in costruzione. E un'altra cosa che mi sento di consigliare al gruppo è quella di cercare di sintetizzare meglio le proprie idee: alcune volte c'è un buono spunto, un buon riff, che però non regge per 5 minuti di durata. Ecco, un demo di tre pezzi con "Death's Back Among Us", "On Or Off?" e "To Thrash Is Our Duty!!", magari registrato meglio, sarebbe stato sicuramente più efficace di questi dieci pezzi, onesti e sinceri quanto si vuole, ma allo stato attuale ancora acerbi...
Un lavoro di rifinitura e di sintesi, quindi.
A quel punto probabilmente i fan di Slayer, Testament, Anthrax, Exodus e compagnia bella avranno un altro nome da appuntarsi...
(Linho - Aprile 2008)

Voto: 6


Contatti:
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