LOBO DI ROCHE
Lobo Di Roche

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2010
Durata: 24 min
Genere: heavy rock


Con questo demo eponimo facciamo la conoscenza dei Lobo Di Roche, formazione milanese dai natali piuttosto recenti che ha però già dovuto affrontare diversi cambi di line-up prima di raggiungere una certa solidità. Attualmente la band è composta da Sonia (voce), Fello (chitarra), Pie (basso) e Lucky (batteria) e ci presenta un lavoro di cinque pezzi che vanno a costituire il loro secondo demo, dopo "Le Tue Ali".
In realtà è proprio il brano "Le Tue Ali" che apre il CD in mio possesso e ci permette di fare qualche osservazione per inquadrare la proposta del gruppo: la canzone si apre in maniera sinuosa, tra arpeggi di chitarra, una ritmica non troppo sostenuta e la voce suadente di Sonia a guidare il tutto. Ben presto però l'anima più rock della band esce in maniera preponderante e il brano continua su coordinate decisamente più energiche ed aggressive. Le chitarre elettriche si fanno profonde, la cantante sfodera un timbro più graffiante e l'intera sezione ritmica suona possente e compatta. Stilisticamente siamo nell'ambito del rock alternativo dal taglio decisamente metal, con testi in italiano, che quindi cerca di coniugare un'attitudine non troppo estrema e votata alla melodia, con la pesantezza e il groove del metal.
Anche "Corpo Ribelle" inizia in sordina con la voce di Sonia scandita dal semplice ritmo della batteria; poco dopo si aggiungono gli altri strumenti, ma questa volta non si spinge particolarmente sull'acceleratore e il gruppo confeziona un pezzo cadenzato e dall'umore malinconico. Quasi a fare da contrappunto a questo pezzo, troviamo poi "La Furia" che, come potete immaginare anche dal titolo, colpisce con un bel diretto senza troppi fronzoli. Riff ribassati e groovy accompagnano una performance vocale arrabbiata mentre la batteria spinge con qualche passaggio decisamente più tirato. Il compito di tirare fuori l'anima più alternative sembra spettare ad "Ancora Grandine", pezzo dall'impatto vagamente hardcore, che sembra pensato appositamente per far scatenare il pubblico dal vivo. Infine abbiamo "Parentesi", che ritorna un po' a quell'equilibrio tra parti malinconiche e assalti di energia rock, mostrando una buona preparazione da parte di tutti i musicisti, che non saranno ancora degli autori sopraffini, né dei perfetti arrangiatori, ma cercano indubbiamente di dare dinamismo alle loro composizioni.
Insomma, formalmente il lavoro dei Lobo Di Roche non ha difetti macroscopici e scorre senza incespicare, eppure la strada da fare per convincere pienamente è ancora lunga e non esente da pericoli. Infatti, se mi permettete una riflessione molto personale, la scelta di suonare questo genere potrebbe essere piuttosto rischiosa per la band: nella maggior parte delle formazioni che ho sentito, infatti, questa sorta di ibrido tra il rock alternativo, il metal e i testi in italiano finisce inesorabilmente in un alone di provincialismo che va benissimo finchè si suona nei pub della zona, ma che diventa un ostacolo non da poco quando bisogna fare il grande salto. Non a caso, così su due piedi, non mi vengono in mente molti gruppi che suonando qualcosa del genere abbiano lasciato un'impronta decisa nel tempo, né in Italia, né tantomeno all'estero. Non so se i Lobo Di Roche riusciranno ad appartenere a questa categoria e l'ascolto di questi 5 pezzi, pur avendo spunti interessanti, non è ancora riuscito a far sparire ogni dubbio. Per ora va bene così, ma ripeto, la strada è lunga, in salita e la meta ancora un po' vaga. Rimboccatevi le maniche e in bocca al lupo.

(Danny Boodman - Settembre 2010)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail: lobodiroche@yahoo.it
Sito internet: http://www.myspace.com/lobodirocheband