LAHMIA
An Eternal Memory

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 21 min
Genere: heavy/gothic metal


I Lahmia nascono a Roma nel 2001 quando il batterista Fabio Cesarini contatta un suo vecchio amico, il bassista Corrado Ciaccia, per formare un gruppo thrash metal sullo stile di Metallica e Megadeth.
La formazione viene subito espansa con l'ingresso dei due chitarristi Samuele Piacenti e Ugo Bandinu, e nel novembre del 2001 il gruppo fa la sua prima prova. La formazione viene completata solo qualche mese dopo con l'ingresso del cantante Francesco Amerise, che introduce nel gruppo sonorità più moderne, e con questa formazione il gruppo arriva alle finali di Emergenza Rock del 2003. Nel 2004 la band è un po' ferma, e a inizi 2005 Bandinu viene sostituito da Flavio Giannello che porterà il gruppo a spostare le proprie sonorità su un Death Melodico con influenze Gothic. E nel gennaio 2007 esce il primo mini-CD/promo "An Eternal Memory", seguito da vari concerti, tra cui la Eutk.net Night la notte di Halloween.
Attualmente il gruppo sta registrando il primo full-length che segnerà un ulteriore evoluzione nel loro suono.
Ci troviamo quindi al cospetto di una band che punta subito in grande, e lo si nota anche dalla grande cura delle composizioni e della produzione, forti anche di un bagaglio tecnico di tutto rispetto.
Del thrash Bay Area degli esordi, citato nella bio, non troviamo praticamente più nulla, e lo spazio viene lasciato a un metal moderno che spazia da melodie gothic a parti melodiche svedesi di scuola Dark Tranquillity, almeno nelle tre delle cinque tracce di questo promo...
La traccia introduttiva, nei suoi otto minuti, cerca di spaziare il più possibile tra le influenze, e il marchio dei Dark Tranquillity si fa prepotente nelle melodie di chitarra, fino a che non si arriva a un lungo stacco acustico, a mio avviso troppo lungo e slegato dal contesto.
Nella seconda canzone "Crystal Earth" invece si fa sentire una matrice di Power metal europea, anche se con un approccio più roccioso e con una voce più ruvida rispetto agli standard del genere.
L'ultima traccia "Winter's Funeral" invece si muove su territori più gothic, in un pezzo lento e giocato soprattutto su arpeggi di chitarra e melodie 'decadenti'.
Quello che si nota dalle canzoni è la strutturazione curata ma allo stesso tempo un po' 'ruffiana', con ritornelli messi sempre al punto giusto, il che se da una parte è un bene perché rende le canzoni scorrevoli, dall'altra fa quasi venire voglia di togliere la canzone dopo un paio di minuti perché ci viene l'impressione di sapere gia come andrà avanti...
Sul lato tecnico il gruppo è maturo già al punto giusto, in particolar modo il cantante dimostra buona dimestichezza in tutti gli stili da lui esplorati; anche il batterista se la cava davvero bene, e i suoni curati fanno risaltare ancor meglio il buon lavoro svolto.
A mio avviso nel complesso è proprio il senso di mescolone a limitare i nostri, portando a non creare uno stile personale che invece è tutto. Sono dell'idea che nel 2008 sia meglio riuscire a crearsi un proprio timbro piuttosto che a voler essere originali a tutti i costi, quando poi però originali non siamo perché, mescolone a parte, i riff e le melodie sanno di sentito e risentito.
Alla fin fine li promuovo a pieni voti perché sono dei professionisti, sanno suonare e il demo è prodotto bene, tuttavia sono convinto che ci sia ancora molto da lavorare sulla sostanza per riuscire a mescolare ancora meglio le varie influenze e creare quindi uno stile più compatto e personale.
(DanieleDNR - Marzo 2008)

Voto: 7


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