K.E.S.
Il Rumore Delle Cose

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 40 min
Genere: pop/rock/alternative


Ogni tanto succede che nella casella postale di Shapeless vengano consegnati lavori che difficilmente potrebbero trovare spazio in una enciclopedia metallica. È il caso dei K.E.S., una band di Recanati dedita ad un rock cantato in lingua italiana. Il trio è composto da Andrea Castagnari (voce, chitarra e armonica), Giorgio Guerra (batteria) e Stefano Maganuco (basso) e si presenta al pubblico con un lavoro autoprodotto di ben 40 minuti, con dodici tracce di pop/rock orecchiabile ma non banale, che dimostrano come sia possibile suonare musica intelligente e allo stesso tempo restare nei confini popolari della musica leggera.
Forse il pubblico metal potrebbe considerare poco incisive le composizioni dei K.E.S., eppure non mancano i momenti degni di nota all'interno de "Il Rumore Delle Cose": si parte già alla grande con "Koan", un breve strumentale acustico, con l'armonica a bocca in primo piano, che introduce lentamente la prima canzone, "Linee". Con questo pezzo inizia a venire fuori una delle facce del gruppo italiano: ritmi ballabili, melodie accattivanti, un cantato misurato e trascinante, e arrangiamenti eleganti, curati sotto ogni aspetto e dotati di quella semplicità che, a conti fatti, è un pregio non da poco. Più o meno sullo stesso tono troviamo la bella "Little Song n°2", cantata in inglese, "Fine Di Un Mondo" e "Canzone Politica '06".
Allo stesso tempo troviamo anche un'altra anima dei K.E.S., rappresentata dai momenti più lenti e delicati, come in "Solo Pioggia" o la conclusiva "Lucenera": qui la musica si fa più soffusa e calda grazie al tocco delle chitarre acustiche, i testi prendono una nota malinconica e, ancora una volta, ci si accorge che nei K.E.S. c'è più di quello che si vede in superficie.
A sintetizzare perfettamente questo equilibrio multiforme troviamo poi una cover di "New Frontiers" di Battiato, un artista che da sempre ha vissuto questa dicotomia tra elevato e popolare: da una parte l'artista asceta, dall'altra l'autore di alcuni dei megasuccessi della canzone pop italiana. I K.E.S. affrontano la rilettura del brano con il loro stile rock, integrandola con facilità nella tracklist del CD.
Il trio, quindi, ha sicuramente del potenziale non indifferente, ma, a mio parere, non è ancora tempo di adagiarsi su quanto c'è di buono e, al contrario, bisogna darci dentro sempre di più. Personalmente non posso dire di essere impazzito per ogni singolo brano del CD: si sentono dei momenti un po' smorti con qualche normale riempitivo ("Nuova Energia" e "Ogni Sé", per esempio). Allo stesso modo una maggior grinta nell'esecuzione dei pezzi più rock non avrebbe fatto male al risultato finale, ma in generale non c'è di che lamentarsi.
A questo punto il mio consiglio è di farvi un giro sulla pagina MySpace del gruppo per provare ad assaggiare un po' della loro musica: certo, se siete il genere di ascoltatori per cui 'senza chitarre distorte e batteria pestata non è musica', forse sarebbe tempo perso, ma per tutti gli altri potrebbe essere una buona occasione per scoprire una nuova realtà del pop/rock nostrano.
(Danny Boodman - Gennaio 2008)

Voto: 7


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