KAILASH
Unofficial Promo
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: 38 min
Genere: black metal strumentale, sperimentale e progressivo
Come i nostri affezionati lettori ben sapranno, ho sempre avuto un
occhio di riguardo per i Kailash, prodigiosa band di Viterbo. Il motivo
di tutta questa passione è semplice: a parer mio, si tratta del miglior
gruppo black metal italiano. Lo sò che è un'affermazione audace, ma è
comunque una mia opinione sincera. Un'opinione maturata ascoltando la
loro evoluzione musicale, le cui tappe sono tra l'altro recensite nella
nostra webzine, ed alle quali vi rimando per ulteriori approfondimenti,
anche biografici: potrete trovare le varie recensioni nei nostri
archivi demo (sotto la voce Krom, primo moniker della band) ed album
(come Kailash).
Se già nel 2003, con "Krom" e "Through The Looking Glass", il gruppo
aveva stupito sia per la freschezza delle composizioni che per
l'abilità tecnica, a partire dal 2004 la band ha posato la prima pietra
miliare della sua storia musicale: il demo "Spectrum Token Shift".
Sulla scia di queste nuove sperimentazioni, dopo lo scioglimento della
vecchia formazione, i nostri sono tornati nel 2005 con "Wind Under The
Door", un lavoro meno ardito del precedente ma comunque solido ed
innovativo.
Dopo aver cambiato nome in Kailash, per evitare omonimie con un
altro gruppo, nel 2006 sono stati riprese le tracce di "Spectrum Token
Shift" e di "Wind Under The Door", ed è stato realizzato l'album
d'esordio "Kailash", pubblicato dalla piccola ma ottima etichetta
Trazeroeuno.
Purtroppo, dopo questa pubblicazione, la band dei fratelli Basili,
Marco (chitarra, basso, voce) e Andrea (batteria, percussioni) è
entrata in un momento di stasi. A quanto pare, nessuna etichetta di un
certo spessore pare aver notato questo gruppo. Inoltre, a parte i due
fondatori del progetto musicale, non ci sono stati nuovi arrivi in
formazione. Probabilmente la difficoltà di trovare una nuova line-up
adeguata, unito ad un senso di frustrazione per la mancanza di
attenzione da parte di etichette che contino, ha fatto sì che i Kailash
rimanessero nell'ombra per qualche anno, studiando con attenzione la
prossima mossa da fare. Non bisogna dimenticare, tra l'altro, anche la
delusione avuta con il contratto sfumato tra gli Hastur, altra band dei
fratelli Basili, e la Xtreem Records.
Di recente, "Kailash" è stato ristampato in cassetta.
Sò di per certo, comunque, che i Kailash siano alla ricerca di
un'etichetta disposta a produrli, ed a distribuirli capillarmente.
Proprio per questo, hanno inviato alla redazione di Shapeless una sorta
di promo non ufficiale, contenente sei tracce registrare su un CDr. Non
è un promo ufficiale, distribuito ai giornali. Potremmo considerarla
un'anteprima, per tastare un po' il terreno. Per noi di Shapeless, è
invece un privilegio presentare le nuove composizioni dei Kailash,
quattro delle quali sono tra l'altro disponibili nel sito MySpace della
band (http://www.myspace.com/kailashofficial).
Per prepararmi all'ascolto delle nuove canzoni, che comunque avevo già
ascoltato di sfuggita nelle anteprime inserite su internet dai ragazzi,
ho ripreso i vecchi demo targati Krom, per rifarmi un'idea fresca della
progressione stilistica dei Kailash.
Si parte con "Winter Glimpse". Aperta da un arpeggio sghembo e curioso,
la composizione si apre poi in una serie di passaggi armonici
complessi, ma comunque melodici. Sin dal primo ascolto, è notevole la
cura messa dai musicisti nel creare sonorità varie ed intriganti, e
passaggi tecnici di ottima fattura, sebbene non esibiti in maniera
sfacciata. Pur essendo un genere estremo, quello dei Kailash, è
trattato con il garbo tipico del jazz, la cui influenza (voluta o meno)
è presente in certe armonizzazioni. Il lavoro della chitarra è
fenomenale: riesce a comunicare sensazioni molto oscure, in grado però
di evolversi in esplosioni potenti. Attorno ai tre minuti, la struttura
del brano si fa meno lineare, con tanti variazioni addirittura
stridenti, a volte, fra di loro. La batteria di Andrea, come al solito,
non si limita ad accompagnare, ma partecipa alla creazione di una
musica particolare, ma che porta in sè il marchio tipico dei Kailash.
Sin da questa prima canzone, si comprende come la musica dei Kailash
non sia per tutti. Nella sua complessità, è sfuggente. Però è così
bella. "Past Changing Fast" ne è la riconferma. La canzone non si
sviluppa in maniera lineare. E' un continuo susseguirsi di emozioni,
evocate da esplosioni sonore, pause, momenti introspettivi, ripartenze
vigorose. La materia musicale è trattata con una confidenza
eccezionale, ma come al solito in maniera molto matura. Ammetto che non
basta un ascolto per comprendere appienola musica dei nostri. Certo,
l'impatto c'è eccome. Ma per capire ed apprezzare il tutto, è
necessario concentrarsi e lasciarsi trasportare dall'universo di note
che i fratelli Basili ci mettono a disposizione. Buono anche il lavoro
del basso. Tra l'altro, il gruppo è alla ricerca di un bassista in zona
Roma. Perciò se qualcuno si sentisse in grado di affrontare una musica
così difficile, pregna di retaggi progressive, si faccia vivo.
"Return To The Desert" alterna, come anche in precedenza, passaggi più
delicati e raffinati a nuove esplosioni sonore. I Kailash trattano i
suoni come un pittore potrebbe utilizzare i colori. Li mescolano, li
trattano, li accostano l'un con l'altro creando sempre nuovi contrasti,
nuove simpatie. Insomma, la loro creatività timbrica è davvero
inesauribile, e ad essa è data un'importanza paritaria alla scelta
delle note, delle successioni armoniche, ed alle figure più complesse e
meno usuali. Si avvertono, quindi, tante influenze esterne al black
metal tout-court: classiche, jazz e non solo. L'unico limite, a mio
avviso, sono gli stacchi talvolta un po' troppo drastici, che a volte
funzionano, altre volte meno.
"Through The Water" è una composizione intensa, eseguita
perfettamente, che talvolta si libera in passaggi quasi ipnotici, in
cui le variazioni sono minime. Il suo fascino sta però in questo, e
l'abilità dei musiciti si riconferma per l'ennesima volta ad altissimi
livelli. Questa traccia è pesante, ma viene spesso alleggerita da
sezioni arpeggiate meno travolgenti, capaci di farci rifiatare.
"Nested Thoughts" racchiude in sè alcuni dei più bei momenti
dell'intero promo, pur non essendo la composizione più estrema. Però ha
un fascino unico, ed una linearità stupefacente. La pause qui non
stridono nel contesto, ed anzi, ne aumentano il potenziale evocativo.
Marco ed Andrea riescono a far "parlare" la loro musica anche senza
parole. In questo promo infatti non sono presenti vocalizzi di sorta.
Per quello non ne ho scritto. Non saprei dire se delle tracce vocali
debbano essere aggiunte o meno, o se queste composizioni siano soltanto
strumentali. Come strumentali, comunque, funzionano benissimo!
Ovviamente, presentare un lavoro solo strumentale significherebbe
renderlo gradito solo ad una piccola nicchia di ascoltatori. Sta però
ai Kailash decidere i loro obiettivi, e quali percorsi seguire.
"Endless Night, Sweet Delight" chiude il promo in maniera
decisamente confidenziale e raffinata. Ed anche un po' malinconica. In
questo caso, le asprezze metal sono lasciate in secondo piano a favore
di una ricerca dell'espressività insistita e raggiunta con successo. La
cattiveria esecutiva torna a farsi viva ben dopo i cinque minuti della
durata complessiva della composizione.
Spero, con questa recensione, di avervi comunicato in qualche modo
il significato della musica dei Kailash, e di avervene dato un'idea. E'
molto difficile da descrivere a parole. Posso comunque consigliarvi di
visitare il sito di MySpace della band, che ho indicato in precedenza,
ed ascoltare le composizioni lì presenti. Ora, non so se il gruppo
abbia intenzione di aggiungere delle linee vocali alle composizioni, o
se voglia lasciare tutto strumentale. In qualunque caso, la qualità
della musica è indiscutibile. I Kailash rimangono quei mostri di
bravura che erano. Ovviamente, se il loro obiettivo fosse quello di
avere un pubblico più vasto, l'idea di uno strumentale non sarebbe
brillantissima. Se invece volessero proseguire il loro percorso
musicale fatto di alta qualità, stoico e carico di abnegazione, nessuno
glielo impedirà. Tanto qualunque cosa facciano sui loro strumenti, la
fanno bene.
Sostenere questa band è un dovere di ogni vero amante della musica di qualità.
(Hellvis - Marzo 2009)
Voto: 8.5
Contatti:
Mail: info@kailashband.com
Sito internet: http://www.kailashband.com/