JOLLY BLACK SINS
Just For You
Etichetta: Pieronero/autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 15 min
Genere: alternative metal
I Jolly Black Sins giungono a noi da Cesena, si sono formati
ufficialmente solo nel 2006 ed è giusto e lecito ricordare che l'età
media dei suoi componenti supera di poco i diciotto anni. I concerti ed
i contest sono stati molti, così come le giuste critiche ed i numerosi
apprezzamenti, sino a giungere al marzo di quest'anno, quando incidono
il loro primo demo, questo "Just For You".
"Real In Dust" non è altro che una breve intro, basata
essenzialmente sulle tastiere e sul pianoforte, dal sapore leggermente
ottantiano, pomposa e piena di brio.
Tocca quindi a "Killer Way" aprire realmente il demo, ponendoci di
fronte ad uno strano ibrido tra il metal-core, tanto di voga oggi
giorno, ed un più classico black metal, dai tratti sinfonici ed
orchestrali. Le chitarre sono sporche, ruvide e graffianti; le vocals
si dividono equamente tra brevi e profonde growls e stacchi in
screaming, leggermente più slabbrati e taglienti. Stacchi melodici
spezzano più volte la struttura principale del brano, lasciando libero
spazio e sfogo alle tastiere ed alle vocals pulite. Da sottolineare,
purtroppo, come durante le partiture più dure le tastiere risultino
troppo al di sotto del volume generale, durando veramente fatica ad
uscir fuori, inficiando così il loro contributo finale; e come, durante
tutto il brano vi siano dei veri e propri sbalzi di volume, sia
generale che rispetto ad ogni singolo strumento, rendendo difficile e
discontinuo l'ascolto.
Un breve solo introduce il terzo brano in scaletta,
"Hallucination"; la partenza è veloce e potente, stavolta ben
supportata dalle tastiere e dai suoni spaziali ed onirici che vanno a
creare un netto e particolare contrasto con le ritmiche rudi e
compresse ed il riffing potente e distorto delle chitarre; nuovamente
brevi accenni melodici, improvvisi cambi d'intensità e melodia,
spezzano il brano in più occasioni, atti a mantenere viva la curiosità
dell'ascoltatore, ma che talvolta lasciano un minimo spiazzati. Pezzo
questo che convince, sia per l'impatto ed il groove generale che per il
risultato complessivo, ponendoci di fronte ad un buon black/death di
scuola nordeuropea.
Tappeti di tastiera aprono "Souls Under Revolution", la batteria
si fa più tambureggiante e le chitarre leggermente più cadenzate; la
struttura principale del brano gira essenzialmente intorno alle
tastiere ed la pianoforte, sino ai ritornelli dove la maggior spinta
melodica delle chitarre prende il sopravvento dando una netta sferzata
al brano tutto, che poi prosegue in maniera farraginosa tra stacchi
tastieristici, slanci chitarristici e sfuriate thrash/death.
Nella biografia in mio possesso i Jolly Black Sins si definiscono
autori di una specie di Alternative Industrial Metal, ma non penso
proprio sia giudicabile industrial il solo utilizzo ed inserto di
tastiere, per lo più space-oriented e dal netto sapore onirico, direi
quindi che con questo lavoro ci troviamo di fronte ad un death/thrash
di netta estrazione nordeuropea, arricchito da tastiere dal netto
spirito sinfonico ed a tratti psichedelico, con grosse venature,
soprattutto per quel che riguarda la chitarra, hardcore, sempre molto
serrate e graffianti. Le idee, in generale, sembrano esserci; forse
anche troppe. I nostri, infatti, sembrano voler inserire nei brani di
tutto e di più, correndo spesso il rischio di perdere d'identità e di
non sviluppare sino in fondo le pur buone idee proposte, e perché,
allora, non utilizzare meno cambi di melodia, di tempo ed inserti
melodici, e provare a dar giusto sfogo a poche idee, ma buone, cercando
di rendere tutti i brani più compatti ed incisivi, sia dal punto di
vista sonoro che strutturale.
Cosa fondamentale, infine, per compiere un deciso ed obbligato
salto di qualità, la ricerca di una miglior produzione e registrazione,
troppo spesso lasciata in balia di se stessa, con volumi che vanno e
vengono e strumenti che ora si sentono e poi non più. Peccato.
Va ricordato, comunque, che, come ho già detto, l'età media dei
nostri è decisamente bassa, che suonano insieme da pochissimo tempo e
che tutti sembrano avere una gran voglia di dare il massimo con il
proprio strumento, tutte cose, da porre a loro deciso vantaggio. "Just
For You" è il loro primo vero lavoro e non può essere altro che un buon
inizio e come tale, penso, vada considerato. In futuro è lecito e
sicuramente auspicabile aspettarsi di più. Così sarà.
(Pasa - Dicembre 2007)
Voto: 5.5
Contatti:
Mail Jolly Black Sins: jollyblacksins@yahoo.it
Sito Jolly Black Sins: http://www.myspace.com/jollyblacksins
Sito Pieronero: http://www.pieronero.com/