IN COLD BLOOD
Promo 2008

Etichetta: autoprodotto / Extreme Agency
Anno: 2008
Durata: 24 min
Genere: metalcore/death metal melodico


Gli In Cold Blood si sono formati nel 2005, ed hanno pubblicato il loro singolo d'esordio, "In Cold Blood", proprio quell'anno. Nel 2006, la band è tornata sulla scena col MCD "Echoes Of Decadence".
Questo "Promo 2008" è il capitolo più recente della loro discografia. La formazione che ha inciso tale lavoro vede Fulvio al basso ed alla voce, Vito e Nicolò alle chitarre, Giuseppe agli effetti sonori e l'altro Niccolò alla batteria. Simone Vallecorsa si è occupato degli effetti sonori aggiuntivi.
La copertina di questo CD è molto scura, e rappresenta dei teschi ammassati l'uno sull'altro. Lo stile grafico potrebbe trarre in inganno qualcuno, poichè è molto simile a quanto, solitamente, viene proposto dai gruppi black. Il libretto, di due pagine, contiene le informazioni relative alla registrazione, alla line-up ed i ringraziamenti.
Un'introduzione cibernetica ed inquietante introduce "Hold My Own". Il brano è molto aggressivo, sorretto da una ritmica vigorosa, e caratterizzato dapprima dalle belle armonie delle chitarre, ed in seguito da un riffing ritmico di valore. La voce di Fulvio è uno strillo potente, ideale per il genere proposto. "Hold My Own" presenta diversi motivi di interesse: l'abilità esecutiva dei nostri, la bellezza degli arrangiamenti e l'impatto devastante. Per contro, la canzone tradisce un'adesione eccessiva ai clichè del metalcore odierno, in particolare ogni volta che la melodia sale in cattedra. Questa cosa fa sì che vengano accostate parti interessanti ad altre prevedibili e meno avvincenti.
Anche "Under Concrete" sembra soffrire dei medesimi difetti di "Hold My Own". Allo stesso modo, ne condivide i pregi. Il riffing iniziale, il tipo di melodie, le armonizzazioni delle chitarre ripetono schemi ormai triti e ritriti. Per fortuna, la canzone si apre successivamente ad altre soluzioni, alcune delle quali di rara efficacia. Molto buono l'utilizzo degli effetti sonori. Validi il ricorso alle dissonanze e le trovate d'arrangiamento curiose e particolari.
Più rilassata delle precedenti, "No Sun" è un gioiello di creatività, sebbene gli In Cold Blood non tradiscano nemmeno in questo episodio il loro asservimento ai canoni del metalcore. "No Sun" conferma la bontà degli arrangiamenti del quintetto. Anzi, gli arrangiamenti sono proprio il punto di forza della band laziale. La melodia è spesso prevedibile, ma il loro utilizzo dei suoni, delle armonie, dei timbri è sempre notevole. Anzi, poche volte ho avuto a che fare con gruppi metalcore tanto creativi. Peccato che non sempre gli In Cold Blood riescano ad esprimersi a livelli altissimi, o comunque personalissimi. Se tutto il promo fosse a livello di "No Sun", avremmo a che fare con una grande band!
"Unblind Eyes" unisce sezioni fangose (ma sempre veloci), a dei riff rock. Il tutto inserito in un contesto metalcore. Proprio queste caratteristiche mi hanno portato alla mente gli Alabama Thunderpussy. Però gli In Cold Blood preferiscono non mettere troppa carne al fuoco, e ritornano in breve su territori più sicuri e, ahimè, prevedibili. Però, "Unblind Eyes" rimane una composizione sempre di altissimo pregio, proprio perchè il quintetto tenta comunque di sfruttare al meglio il potenziale, immenso, che l'utilizzo della melodia può garantire. In ambito metalcore, spesso, la melodia non è sfruttata a dovere. Troppi gruppi utilizzano melodie simili, in maniera insensata. Gli In Cold Blood, pur non scollandosi di dosso i difetti del genere, nè limitano l'entità. E provano ad utilizzare la melodia in maniera creativa, personale, libera da schemi che ormai hanno stancato un po' tutti.
La cosa è ancora più evidente in "Burn It Down", altra canzone di valore, nella quale il metalcore è soltanto un pretesto per esplorare territori musicali più vari ed innovativi. Ascoltate la melodia come viene utilizzata in maniera convincente ed intelligente. Il groove c'è, la potenza pure, ma il tutto è impreziosito da una personalità finalmente evidente in tutto il suo splendore. Bellissima la melodia tutta in maggiore che, in poche battute, frantuma clichè incancreniti da tempo. Bravi, complimenti! "Burn It Down" è una delle canzoni più entusiasmanti che mi sia capitato di ascoltare ultimamente, in questo ambito musicale.
"Age Of Destruction", con la sua irruenza thrash, chiude il CD in maniera più tradizionale, e quindi per me meno entusiasmante. La tecnica dei nostri è sempre validissima, e così i consueti arrangiamenti perfetti e talentuosi. Il suono è nitido e poderoso, grazie all'ottimo lavoro svolto dal 16th Cellar Studio e da Stefano Morabito. Però la canzone non va oltre alla norma. Canzoni così se ne sentono tante, troppe. Tutte carine, ma noiose nella loro prevedibilità melodica, armonica e ritmica. E la cosa è irritante, perchè nelle tre tracce precedenti gli In Cold Blood hanno dimostrato di poter fare molto, molto di più!
In conclusione, questo promo contiene tre canzoni esplosive (in ordine di bellezza, "Burn It Down", "No Sun" e "Unblind Eyes") e tre composizioni nella norma, piuttosto scontate (più "Hold My Own" ed "Age Of Destruction" che "Under Concrete"). Quindi, un lavoro decisamente positivo, con il quale gli In Cold Blood hanno dimostrato di poter veramente far qualcosa di buono per il metalcore. Alcune loro intuizioni, riescono davvero a portare una ventata di aria fresca in una scena che, anno dopo anno, diventa sempre più affollata e, in proporzione, perde sempre più il proprio vigore. Mi auguro che in futuro il gruppo riesca a sviluppare le idee proposte nelle sue canzoni più valide, senza fare passi indietro. Sosteniamoli con fiducia.
(Hellvis - Aprile 2010)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail In Cold Blood: info@incoldblood1.com
Sito In Cold Blood: http://www.myspace.com/incoldblood1

Sito Extreme Agency: http://www.extremeagency.org/