HEADLESS
Son Of Failure

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 14 min
Genere: brutal death metal


E' passato poco più di un anno da quando gli Headless hanno pubblicato il primo demo, ed eccoli tornare alla carica con quattro nuove canzoni. In questo lasso di tempo il gruppo ha affinato il proprio stile, concentrandosi sia sull'aspetto tecnico, sia sulla registrazione, senza perdere di vista il loro obiettivo primario: quello di scrivere brani devastanti.
"Blood Desire" non è stato un fuoco di paglia e "Son Of Failure" è qui a testimoniarcelo. Stiamo parlano di un demo di tutto rispetto, breve ma sicuramente incisivo e capace di lasciare il segno. Il quartetto non ha stravolto il proprio modo di suonare (e tanto meno ha rivoluzionato le sorti del death metal in generale), anzi direi che ha proseguito per la sua strada sostanzialmente senza cambiamenti, migliorando però alcuni aspetti.
Dopo l'intro di circostanza, la title-track esplode con tutta la sua feroce brutalità. Ritmiche serrate, growl profondi, riff taglienti e un bell'assolo fanno di questa canzone un ottimo biglietto da visita. Nel finale, il gruppo rallenta per materializzare un'atmosfera sepolcrale, sottolineata anche dalle note di chitarra acustica.
"Blinded By Faith" è meno sofisticata e più tradizionale. Nei frangenti veloci non dà tregua, complice anche una doppia cassa tiratissima, mentre nelle parti lente si rivela un autentico macigno.
Il massacro prosegue con "Bring Me The Head (Of Your Messiah)", altra canzone sostenuta e brutale. Gli Headless, salvo rari passaggi, non sono certo un gruppo innovativo, propongono un brutal death che non tradisce gli schemi classici del genere, ma questo non è un grosso problema. Sanno come confezionare pezzi brutali, diretti e dirompenti, senza per questo annoiare o apparire scontati. Lo stesso discorso vale per la conclusiva "Filthy Icons".
A conti fatti, le tracce presenti godono di un impatto notevole e proprio questo è il loro punto di forza. Per essere un gruppo ancora giovane, gli Headless hanno stoffa. Le title-track è una spanna sopra le altre, sia perché è la più completa e organica da un punto di vista strettamente musicale, sia perché in essa si intravede una maggiore personalità. Gli altri brani sono comunque all'altezza, ma appaiono a tratti un po' troppo canonici e convenzionali, privi di spunti davvero eccellenti.
In definitiva, una buona prova, che rilancia il combo tricolore verso un futuro che ci auguriamo essere ricco di soddisfazioni. C'è ancora qualcosa da sistemare, ma si tratta di sottigliezze di poco conto. Personalmente, il suono della chitarra solista non mi ha entusiasmato, avrei preferito una distorsione più calda e corposa, e pure il basso è un po' freddo nelle note più acute. A parte questo, la registrazione nel complesso è sicuramente migliore rispetto al demo d'esordio, per non parlare dell'esecuzione.
Se in futuro il gruppo riuscirà a variare maggiormente il proprio stile, inserendo qualche elemento nuovo come già peraltro fatto nella title-track, allora gli Headless potranno davvero essere considerati tra i migliori esponenti nel panorama estremo italiano.
Diamo loro tempo per crescere, intanto godiamoci "Son Of Failure".
(BRN - Gennaio 2008)

Voto: 8


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