GOZER
Promo 2010

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2010
Durata: 18 min
Genere: melodic death metal


Pensiero personale: non ricordo di aver mai smesso di mal sopportare l'idea di una donna dietro il microfono di un act metal. Ancora non mi rendevo conto che band come Acid, Znowhite, Sentinel Beast et similia, per citare nomi meno conosciuti ma ormai divenuti di culto, dovevano la loro fortuna al carisma delle grandi donne che si trovavano a fronteggiare folle di maschi intransigenti ed abituati a rudi frontman. Difficile ritornare sui propri passi senza passare per un imberbe "cioccolataio". Poi, quando di esponenti del gentil sesso ve n'è in abbondanza in una sola band, e quello che mettono in mostra è una caratura oltre la media, morsicarsi la lingua non è certo abbastanza, bisognerebbe ricorrere a metodi più drastici.
I Gozer sono la classica clamorosa smentita a pensieri come quelli sopra menzionati, ed un invito a staccarsi da certi luoghi comuni; qui non parliamo di una band rock 'n roll al limite dell'heavy come ne abbiamo viste nei trascorsi anni, ma parliamo di un combo death melodico affiatato, costituito dalle infinitamente valide Valentina Tendas (voce), Isadora Galeazzi (chitarra) e Alessandra Pepe (basso) e supportate dalla classe di Piero Senigalliesi (chitarra) e Andrea Massetti (batteria). La band nasce ad Ancona nel 2009, e si propone di mixare "violente sfuriate e fraseggi tecnici che si fondono con progressioni melodiche originali e suggestive", come da citazione degli stessi membri nella propria breve biografia. Il promo in questione, che ha visto la luce ormai più di un anno or sono, vuol essere la valvola di sfogo dei membri del quintetto, trasformando rabbia e rancore in musica, il tutto suggellato dai testi della bassista Alessandra ("sotto la tetra luce delle sue ossessionanti parole", sempre citando la biografia), un calderone pronto per esservi scagliato in faccia, fine ultimo dei Gozer.
Niente di nuovo sul fronte occidentale, chiariamolo subito: un quintetto affiatato e che tecnicamente avrebbe da insegnare a molti, ma dal punto di vista del songwriting risulta piuttosto canonico, pur avendo dalla sua il pregio di saper costruire interessanti trame melodiche in un continuum progressivo. La lezione dei maestri è stata assimilata con attenzione, e da essi i nostri vanno ad intessere una struttura personale, fatta di tempi veloci inframmezzati da rallentamenti, il tutto arricchito da una struttura basata su un duro lavoro di arrangiamento dei brani, farciti di scale e melodiche armonizzazioni.
Nei 18 minuti a loro disposizione, condensano in 5 brani l'amore per la scuola nordeuropea, senza tralasciare l'aura tecnica a cui ci aveva abituati sua maestà Chuck Schuldiner (d'altronde un must, per i secoli a venire). Ne sono esempio la opener "F.A.Q. - Addiction Is Art (If The Voice Is Yours)", la seguente "Well: I Lie", che richiama a gran voce At The Gates, The Haunted e conseguenti cloni, con tutte le caratteristiche del caso. "Halfmoons Of Glass Through The Veins", dalle sue suadenti venature orientali nei fills, "What's Mine Is Perfectly Hostile" che prosegue il discorso più ragionato ed evocativo, e la conclusiva mistura di "Stalker", smorzata solo inizialmente da una intro acustica, vanno a costituire il corredo nuziale con cui i nostri si presenteranno prossimamente all'altare. Brani veloci, che non si perdono in un bicchiere d'acqua barcamenandosi in lunghe suite, ma puntano all'essenziale: questo il verbo che i Gozer vogliono coniugare, con il quale vogliono acquistare la fiducia di chi si avvicina alla loro proposta.
A distanza di soli due anni dalla nascita del combo, un sintomo di una maturazione ad ottimi livelli e di una convinzione nei confronti dei propri mezzi è palese dal semplice ascolto di queste cinque tracce; il quintetto deve ora lottare per uscire allo scoperto nella nostra penisola, e magari conquistarsi un posto all'interno del panorama underground mondiale. Lo scoglio principale è proprio il nostro paese, che nella sua totale esterofilia ed indifferenza, riesce ancora a stupire attribuendo elogi a poco validi epigoni internazionali, bellamente dimenticandosi di gallinelle dalle uova d'oro che il più delle volte abitano a due isolati di distanza dalla nostra casa. Speriamo che almeno i Gozer riescano ad ottenere una maggiore fiducia ed una visibilità quantomeno dignitosa, nel frattempo invito chiunque si ritenga appassionato del filone al loro supporto!
(PaulThrash - Novembre 2011)

Voto: 7


Contatti:
Sito Gozer: http://www.myspace.com/gozerband