FUCKTOTUM
Rimane Solo Il Roccheroll
(Ristampa)
Etichetta: ME Records / autoprodotto
Anno: originale 1992 / ristampa 2007
Durata: 38 min
Genere: punk/hardcore/garage demenziale
Per un caso curioso della vita, Shapeless Zine ha recensito qualche
tempo fa l'ultimo lavoro dei torinesi Fucktotum, il validissimo
"Cerebroloser". A distanza di qualche mese, ecco comparire la
recensione del loro primo lavoro, datato 1992. Beh, si tratta della sua
ristampa, pubblicata in una tiratura amatoriale e dallo scopo
principalmente promozionale. Ne ho ricevuto una copia alla fine di un
loro concerto tenutosi al Robin Hood di Robassomero (TO), e ne sono
stato contento. Infatti, l'originale di "Rimane Solo Il Roccheroll" è
ormai irreperibile, e molte di queste canzoni o le si ascolta dal vivo,
oppure nisba.
In copertina compare la figura di un uomo senza braccia e senza
gambe, e tramite un fumetto pronuncia quello che è il titolo
dell'album.
La formazione che ha inciso questo lavoro consiste nell'Animale,
il Fastidio, il Bega, l'Insaccato, il Problema ed il Pancia. Le
informazioni relative alla registrazione ci informano che il tutto è
stato registrato e remixato nell'agosto 1992 su Fostex 26 e 812, e con l'ausilio del cyberdio Zoom 9030". Ci troviamo di fronte quindi ad un lavoro ben distanze dalle ultime produzioni professionali dei Fucktotum.
"Rimane Solo Il Roccheroll" inizia con "Tristezza", il brano che meno
ci si aspetterebbe da un gruppo demenziale. E del punk/hardcore al
quale i torinesi ci hanno abituato, non c'è assolutamente nulla. E' il
classico inno alla depressione, le cui parole esprimono tutto ciò che
abbiamo dentro. E la soluzione per questo stato d'animo ci viene
suggerita dal brano successivo, un classicone: "Voglio Il Vino". Eh sì,
questa è una canzone alla Fucktotum, sia da un punto di vista musicale,
sia testuale. La prima parte, con il suo elogio al vino, comunica
all'ascoltatore quello che poi sarà un leit motiv della produzione dei
Fucktotum: l'ubriachezza come divertimento, come rimedio al logorio
della vita moderna (oltre al Cynar) e come salvezza da una vita noiosa
ed infame. Ecco infatti la seconda parte che, da una visione gioiosa
della vita di coppia, trasforma il tutto in un susseguirsi di bestemmie
e di imprecazioni nei confronti di un'esistenza così pallosa.
"Pino" è la prima versione dello stesso brano che verrà ripreso (ed
unito a "Seghetto Alternativo") in "Odio La Natura". Anche qui è il
vino a farla da padrone, con la sbornia come buona seconda. Vi è mai
capitato di entrare in un bar al mattino, distrutti dall'arsura dopo
una notte di bagordi, e scoprire di essere nudi? Ecco, la canzone
"Pino" parla di questo. E anche questa traccia è un classico.
"Non Conviene" è una canzone strana, non molto divertente, da una musicalità piuttosto psicotica. Sperimentalismo o boiata? Boh.
"Sto Impazzendo" ci riporta su territori più consoni ai Fucktotum.
Anche qui la musicalità è quella tipica del gruppo. Il testo comunica
la consapevolezza del protagonista di stare impazzendo (ovviamente), e
complessivamente si tratta di una buona canzone.
"Ci Siamo Comprati..." è l'introduzione ufficiale di tutti i
concerti del gruppo, nel quale la band spiega il culo che si è fatta
per suonare sul palco. Dato però che il pubblico reagisce con
freddezza, alla fine il gruppo manda tutti all'inferno con una frase
come "queste chitarre ve le sbattiamo in culo"!
"La Mia Italia" è un inno all'Italia della corruzione, del magna magna,
della mediocrità, dell'ignoranza... in effetti, le cose non sono
cambiate da quando la canzone è stata scritta, se non in peggio.
"Irene" lascia i territori punk a favore di un tendenza più pop.
E' la storia di un paese, nel quale tutti ballano con questa Irene, che
alla fine si scopre essere un travestito.
"Ma Che Vita E'" è un altro classico, in puro stile Fucktotum (a parte l'intermezzo), dal ritornello accattivante.
A seguire, le due versioni de "L'Uomo Merda", la prima in versione
disco music con cantato in falsetto, il secondo in un hardcore
distruttivo.
"Il Moscone" è appunto la storia del noto insetto, del quale tutti
conosciamo le abitudini. Da notare le influenze blueseggianti.
La canzone finale si intitolat "Diventa Una Bestia", dal retaggio surf, conclude "Resta Solo Il Roccheroll" nel modo migliore.
Dunque, con tutti i limiti, questo CD è comunque una manna per i
completisti, e ci mostra i Fucktotum ai loro esordi, quindi è anche una
curiosità. La cosa buona è che il gruppo sta proponendo alcuni di
questi brani dal vivo. Quindi, i Fucktotum non dimenticano il loro
passato, anzi, ce lo ripropongono con convinzione. Sosteniamoli!
(Hellvis - Novembre 2007)
Voto: 6
Contatti:
Mail Fucktotum: maurogari@libero.it