EXCIDIUM (ITA)
Defunto

Etichetta: autoprodotto
Anno: 1991
Durata: 18 min
Genere: death metal oscuro


Gli Excidium (da non confondere con gli omonimi svizzeri che esordirono a metà degli anni '90) sono stati un gruppo italiano molto promettente, tra i primi a cimentarsi nella frangia più estrema del metal. Dopo i primi anni trascorsi a suonare thrash, lo stile del gruppo è mutato verso un pregevole death metal.
"Defunto", datato 1991, è il loro quarto demo. Purtroppo non sono riuscito ad avere il loro precedenti, "Symphonies of Death" (1987), "Virus Tenebrarum" (1988) e "Anthropophagy" (1990).
La copertina di "Defunto" consiste in una foto sbiadita in bianco e nero, dall'aria molto vecchia. Ai piedi di una croce sono posti due teschi. Il "libretto" che accompagna la cassetta è in pratica inesistente: oltre alla copertina, comprende solo un altro terzo di pagina, nel quale sono scritti i titoli delle canzoni. Non è segnalata neppure la formazione che ha preso parte alle registrazioni. Un timbro, sul retro, fornisce l'indirizzo al quale si poteva contattare la band.
Passiamo allora in rassegna le quattro canzoni presenti.
"Gates Of Eternal Death", introdotta da una intro tenebrosa e inquietante, è una canzone che sintetizza molto bene lo stile della band. Trattasi di un death metal solido, compatto, cattivo e violento ma mai esasperato, contraddistinto da un alone oscuro, misterioso. Il gruppo concede alcune aperture melodiche capaci di rendere il tutto ancor più perverso, ricorrendo occasionalmente anche alle tastiere. Il growl molto rauco, quasi sofferente, si intona bene alla musica.
"The Abyss" è un intermezzo lugubre, fatto di organo e voci lontane.
Segue "The Vermis Mysteriis", altro brano di death metal ruvido, dalle tinte grigie. Le ritmiche, incalzanti, non raggiungono mai velocità esagerate, i riff sono cupi e aggressivi e c'è anche spazio per qualche parte stoppata. Gli assoli sono funzionali e ben eseguiti. La struttura stupisce anche per la complessità: la classica forma-canzone lascia il posto ad uno scheletro molto più articolato, nel quale trovano posto molti cambi e le ripetizioni risultano contenute. Il medesimo discorso, comunque, vale anche per le altre canzoni.
In chiusura troviamo la title-track, dall'inizio mesto e funereo. Uno stacco di chitarra cambia totalmente volto alla canzone, che accelera improvvisamente. Belli gli inserimenti di tastiera a metà, ma è quando i rintocchi di una campana iniziano a sottolineare gli accenti della batteria che "Defunto" raggiunge il massimo del suo potere evocativo. L'atmosfera cimiteriale e occulta che avvolge tutto il demo raggiunge in questo pezzo la sua massima esaltazione.
Il nastro termina con una sorta di preghiera al signore degli inferi, che si riallaccia all'intro e a "The Abyss". Probabilmente sono spezzoni rubati a qualche vecchio film, ma non posso confermarlo. Roba da sette segrete! Da brivido.
La base death è indiscutibilmente influenzata dalla scena che stava esplodendo in quegli anni in Europa: la propensione alla melodia e la naturale predisposizione a preferire tempi medio-veloci ad un vero e proprio assalto frontale erano elementi tipici di quella scuola. Inoltre, l'interpretazione e la costruzione delle canzoni dimostrano una notevole personalità da parte dei musicisti. Ad ogni occasione, gli Excidium danno sfoggio di una spiccata abilità compositiva, riuscendo a creare un'atmosfera carica di pathos nell'arco di tutto il demo.
La registrazione è più che buona, considerando il periodo in cui è stata fatta. Ovviamente il suono è grezzo, molto ruvido. Le chitarre risultano penalizzate in fase di assolo, ma questo è forse l'unico difetto di tutto il demo.
Per tutti questi motivi, non posso che elogiare il suddetto lavoro. Nel suo piccolo, è uno dei prodotti più caratteristici che l'Italia abbia mai sfornato.
(BRN - Settembre 2009)

Voto: 8.5