DURTHANG
Passage Beyond The Cold Vales Of Desolation

Etichetta: autoprodotto / Last Candle / Last Way / Midwinter Records
Anno: 2004
Durata: 32 min
Genere: black metal lento e minimale


Non c'è molto da dire sui Durthang. Si tratta di un duo svedese formato dal cantante e chitarrista Archaic e dal bassista, batterista e chitarrista Nachtzeit. Ha mosso i suoi primi passi nel 2004, pubblicando il demo "Passage Beyond The Cold Vales Of Desolation", ed ha esordito l'anno dopo con uno split in compagnia degli Hypothermia. In seguito, il gruppo si è sciolto e così è terminata la sua storia. Per quanto riguarda Archaic, non so che fine abbia fatto. Nachtzeit invece era impegnato già da tempo con altri gruppi, e probabilmente starà continuando a prestare i suoi servigi ai Life Neglected, ai Mortem Parto Humano ed ai Lustre.
Curiosamente, mi trovo a dover recensire proprio il demo del 2004, questo "Passage Beyond The Cold Vales Of Desolation". La copertina, in rigoroso bianco e nero, ci mostra il profilo di una montagna ricca di vegetazione, dalla quale si innalzano vari banchi di nebbia. Il libretto, di due pagine, contiene i testi stampati in caratteri gotici. Le informazioni ci spiegano com i testi siano tutti opera di Archaic, mentre la musica sia un lavoro d'assieme.
Questo demo dura più di mezzora e contiene quattro composizioni: "The Embrace Of Shadows In Bleeding Harmony", "A Journey In Chains Of Grief", lo strumentale "Of Landscapes Shaped In Solitude" e la conclusiva title-track.
Cosa posso scrivere di questo demo? Non molte cose. Quasi per uno scherzo del destino, come c'è stato poco da scrivere sulla biografia dei Durthang, anche per quanto riguarda "Passage Beyond The Cold Vales Of Desolation" non è che sia molto su cui dilungarsi. Infatti, il duo svedese ci propone quattro composizioni minimali e ripetitive, talmente semplici e banali da lasciare interdetti. Ora, si sà che il black metal non richiede necessariamente tecnica nè strutture complesse. Talvolta, non richiede nemmeno creatività. Occorre però essere obiettivi, e questo demo è obiettivamente privo di motivi di interesse. Infatti, il gruppo ha composto quattro brani dei quali è facile intuire le fonti di ispirazione. Questo però nè palesa la natura di "vorrei ma non posso". Credo che Archaic e Nachtzeit abbiano voluto creare una musica a metà strada tra il Burzum del primo album e quello di "Filosofem". Inoltre, ritengo che parte della loro ispirazione derivi da epigoni secondari attivi nel primo decennio del 2000, e forse in parte al depressive black metal. Purtroppo le quattro canzoni qui presenti non riescono nemmeno ad avvicinarsi a questi obiettivi, e non sono altro che successioni armoniche continue sulle quali si staglia il consueto strillo black metal, il tutto sostenuto da una qualità di registrazione scadente. Questo vale sia per le tre canzoni che per lo strumentale. Il brutto è che, a parte la mancanza di creatività che come ho scritto prima non sarebbe un difetto così grave, il demo risulta noioso e pesante. Dura solo mezzora, ma è una mezzora interminabile. Purtroppo i Durthang non sono riusciti a dar vita nè ad arrangiamenti interessanti, nè a melodie convincenti, e non ce l'hanno fatta nemmeno a creare atmosfere sinistre o negative. Questo demo è un semplice esercizio di black metal, punto e basta. Sembra il lavoro di due artisti che abbiano voluto cimentarsi nel black per la prima volta nella loro vita. Infatti il risultato è ingenuo e fa un po' tenerezza.
Qualcuno mi ha suggerito che nello split con gli Hypothermia del 2008, i Durthang hanno fatto dei passi in avanti. Non lo so quanto questo sia possibile. Forse è vero ma non ne ho la prova, visto che questo split non ho mai potuto ascoltarlo. Comunque sia, poco importa. I Durthang non esistono più.
Il voto finale potrebbe essere più basso, ma non me la sento di essere inutilmente cattivo. In fondo, si tratta di un lavoro col quale gli artisti hanno voluto esprimere la loro ispirazione, e forse all'epoca non erano in grado di fare di più. Mi tengo alto così che Archaic e Nachtzeit, in caso leggessero e comprendessero questa mia recensione, non si sentano liquidati in fretta dal solito nemico del black metal, ma possano capire come le mie considerazioni nascano da un ascolto attento del loro demo. Perchè ogni lavoro merita rispetto, anche quello che è più scadente da un punto di vista artistico e creativo.
(EGr - Dicembre 2010)

Voto: 5


Contatti:
Sito Last Way: http://www.waragainstyourself.com/

Sito Midwinter Records: http://www.midwinterrecords.com/