DÜNA DIESEL
Düna Diesel
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 15 min
Genere: garage/punk rock
I Düna Diesel sono un trio della provincia di Milano e nascono in una
maniera un po' strana: tutto comincia con un incidente in moto. Il
chitarrista coinvolto lascia il gruppo, che allora si chiamava 131
Sport, e gli altri decidono di rimettersi in sesto cambiando macchina.
Ed ecco qui i Düna Diesel: Danny Rex (batteria), Frankie Ferrari
(basso) e Diana Blue (voce e chitarra).
In realtà il demo dei Düna Diesel non è esattamente il genere di lavoro
che trovereste normalmente recensito sulle pagine di Shapeless; qui di
metal non ce n'è nemmeno l'ombra, ma in fondo chissenefrega, non è
certo la prima volta che capita!
I Düna Diesel suonano un genere che non è poi così facile da definire:
a grandi linee possiamo dire che si aggirano dalle parti del garage,
una sorta di proto-punk che va a pescare nell'America di trent'anni fa.
Se proprio devo fare un nome, potrei fare quello di Iggy Pop e gli
Stooges, ma non c'è solo quello; c'è anche del buon vecchio rock alla
Kinks e un po' di quelle melodie cazzone che funzionano sempre. La cosa
importante da ricordare, come dicono gli stessi Düna Diesel, è questa:
'musik ist nakedness'. La loro musica è così, lineare, diretta e
semplice, il che non significa necessariamente banale. È musica che non
va a cercare chissà cosa ma va diretta allo stomaco. Sembra facile, ma
non lo è. Bene, i Düna Diesel ci riescono in almeno quattro pezzi su
cinque del loro demo.
Si parte subito alla grande con "Rodeo Trip" che, con il suo minuto e
venti di durata, è la perfetta apertura per il CD: veloce,
adrenalinica, punkeggiante, una Düna Diesel sparata a duecen... vabbé,
facciamo 130 all'ora in una strada polverosa. "Little Life" rallenta i
ritmi e punta più alla melodia saltellante; le chitarre staccano la
distorsione e si fanno meno dure e si inizia a scapocciare qua e là.
È il momento di "Dance!" e qui devo dire che il demo si arresta un po':
i ritmi sono ancora abbastanza lenti, la melodia portante è piacevole
ma ci sono un paio di cose che non mi quadrano. La prima è la voce di
Diana Blue: il suo stile urlato e sguaiato funziona alla grande nei
pezzi più adrenalinici, ma in questo brano mi pare fuori luogo. L'altra
cosa riguarda l'atmosfera generale del pezzo: "Dance!" mi dà
l'impressione di viaggiare col freno a mano tirato. Qui si doveva
buttare alle ortiche ogni dignità e invece il trio mi sembra poco
convinto. Poco male, comunque, perché si torna in carreggiata con "Do
It For Money", dove si ricomincia a spingere sull'acceleratore.
La chiusura, infine, è affidata a "Motorik" che a me ha ricordato il
vecchio Alice Cooper (siamo sempre a Detroit, in fondo...). Un bel
brano, non c'è che dire, rockeggiante al punto giusto, con una chitarra
acustica ad affiancare il trio che dà un tocco di classe in più. Il mio
pezzo preferito assieme a "Rodeo Trip".
Infine vale la pena di fare un paio di considerazioni slegate
dalla qualità delle canzoni. L'artwork è semplicissimo ma elegante,
adatto a dare quell'aria da 'biglietto da visita' che è lo scopo
primario di un demo: cartoncino bianco, logo 'timbrato' in rosso e
qualche foto volutamente sfocata. Anche la produzione è di buon
livello, con solo una piccola pecca: tutti gli strumenti sono ben
amalgamati, ma lo stesso non si può dire per la voce, che a volte
sembra essere staccata dal resto: forse sarebbe stato meglio lasciarla
più indietro, in modo da calarla di più nel contesto degli altri
strumenti.
Detto questo, comunque, rimane un fatto certo: i Düna Diesel ci sanno
fare, le canzoni prendono al primo ascolto e il loro piglio ironico
aggiunge quel pizzico in più. A questo punto non vi resta che farvi un
giro sulla loro pagina MySpace!
(Danny Boodman - Novembre 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail: dunadiesel@gmail.com
Sito internet: http://www.myspace.com/dunadiesel