DRUGATTICTED
Demo 006

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 13 min
Genere: brutal/death metal


I Druggaddicted nascono a Firenze nell'agosto del 2003 per opera del chitarrista Marco Erbì e del batterista Tommaso Secchi, entrambi reduci dei Rexor, band black metal fiorentina.
Nel 2004 si aggiunge Giacomo Lapi al basso e solo nel 2006 la formazione viene completata con l'inserimento dell'attuale cantante Gabriele Ciuchi, proveniente dai techno death metallers Weirdream.
Questo demo è formato da quattro canzoni, quattro schegge impazzite di brutal core, in cui tecnica e violenza si uniscono a perfezione.
Ovviamente i nomi più vicini ai nostri sono di Dying Fetus e Brutal Truth, anche nella scelta delle tematiche sociali e di protesta, nonchè dell'uso di un ottima tecnica strumentale senza 'esagerare'.
La presenza di una sola chitarra è ottimamente compensata da un basso sempre presente e in primo piano a intrecciare riff con la chitarra; tutto sorretto dal micidiale drumming, che ovviamente in linea con il genere non è mai lineare e continua, ma i cambi si succedono continuamente, alternando velocissimi blast beat a continui fill.
Si apre con "Shit", ottimo assalto frontale per aprire il disco, in cui la velocità fa da padrona: un pezzo sicuramente adatto ai concerti.
Nella successiva "Degenerating Word" invece si fanno sentire anche altre influenze, come i Dillinger Escape Plan, per un brano sicuramente più "schizzato" e meno lineare del precedente, ma comunque dalla dose giusta di violenza.
"Eternal Persecution" invece si apre con un mid-tempo in pieno stile Dying Fetus per poi aprirsi in un tempo puramente hardcore da mosh puro.
L'ultima "Obscening Form" raccoglie invece tutta la violenza in un meno di due minuti, in un pezzo che nella sua 'semplicità' (da prendere con le molle, è comunque piena di cambi) è forse il più scorrevole del disco.
Dal lato tecnico va segnalata la prova mozzafiato del batterista, che complice anche di suoni ottimi si porta in primissimo piano nella proposta generale, in certi punti affossando anche un po' la chitarra che a mio avviso ha un suono un po' 'debole'. Ma anche il tasso tecnico di basso-chitarra è invidiabile, i riff non sono semplici e con molta naturalezza i due strumenti si intrecciano portando un muro di suono veramente compatto.
Il growl è comprensibile e abbastanza 'naturale',proprio in stile Dying Fetus ma senza le parti più gutturali.
Peccato per la scarsa lunghezza del demo, ma i quattro brani bastano per capire che abbiamo a che fare con un gruppo già maturo,sia da un punto di vista tecnico che compositivo. Forse in certi punti privilegerei il lato 'mosh', più diretto, sacrificando qualche passaggio un po' troppo cervellotico e tecnico, per rendere le canzoni ancora più massacranti dal vivo.
In definitiva, il risultato posso definirlo ottimo, spero di sentirli nuovamente magari in un CD completo con più brani, tanto i numeri per fare il salto ce li hanno di già!
(DanieleDNR - Settembre 2007)

Voto: 8


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