DREKER
In Thrash We Trust
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: 20 min
Genere: thrashcore
Giovane formazione quella dei Dreker, in pista da poco meno di due anni,
decisa a fondare le proprie radici su un thrashcore di chiara influenza
old style, che nulla lascia intendere se non la nitida intenzione di
suonare per divertirsi e divertire. Il quintetto salentino è passato
indenne attraverso vari cambi di line up, riuscendo a trovare una
momentanea stabilità nella formazione che ha registrato questa primo
demo "In Thrash We Trust", la quale ruota intorno al frontman e vocalist
Alessandro Fiore, i chitarristi Christian Scigliuzzo e Germano Panico,
il bassista Davide Bisanti ed il batterista
Matteo Solida. Attualmente la band è ritornata in pista, dopo un breve
periodo di stallo, dovuto alle ulteriori defezioni di Christian, Davide e
Matteo. Insomma, una breve ma travagliata esistenza che si spera abbia
presto a finire, la quale non ha leso lo spirito primario, sottolineato
dalla vena canzonatoria (di sé) che gli stessi dimostrano di avere:
leggete la loro ironica biografia per rendervene conto appieno.
Sono 5 i brani presenti nel debutto dei nostri, per un minutaggio finale
di 20 minuti; un'autoproduzione senza troppe pretese, esclusivamente
votata a sancire che anche i Dreker ora sono della partita, e vorrebbero
ritagliare un po' di spazio per sé all'interno del nostro ormai
sviluppato movimento underground.
La voce di Homer Simpson introduce il primo brano, evidentemente a tema
trattandosi di un titolo goliardico come "We Want To Drink"; la sete dei
nostri si trasforma in musica, con una precisa dichiarazione di
intenti, sia a livello lirico che a livello musicale, e si trasferisce
in un brano dal forte impatto e dal chiaro gusto retro thrash, sulla
falsa riga dello speed anni '80, con un interludio solista dal forte
sapore Exodus, per intenderci. "Bimbominkia" non lascia molto spazio
all'immaginazione, e questa volta è quella giovane fanciulla che
registrò un video in difesa dei sublimi Tokio Hotel contro il moderato e
mai sobillatore Pino Scotto ad aprire le danze, lasciando spazio a
ritmiche quasi anthraxiane, ed intermezzi che pescano a piene mani dal
calderone Testament. Ancora una spensierata intro, tratta da una
simpatico e "civile" scontro televisivo tra titani (di cui stavolta
ignoro i natali), e "War Of The Whores" ribadisce le influenze distinte
in precedenza; potrei aver inteso male le motivazioni, ma sin dal titolo
la successiva "A Moment Of Lucidity" sembra voler manifestare come i
Dreker siano in grado di cambiare registro, ed arrangiare con più verve
un brano, curandolo dettagliatamente, dando così vita ad una prolissa
strumentale. Conclude il lotto la titletrack, muovendosi verso territori
teutonici.
La pronuncia inglese del cantante Fabio necessita di migliorie, pur
dovendosi confrontare con partiture veloci che presuppongono e
richiedono un cantato che si muova di pari passo (un esempio banale,
prendete gli attualissimi Municipal Waste, e pensate al fiume in piena
di parole che urla in ogni canzone il caro Tony Foresta, non è di certo
semplice per chi non è madrelingua); anche la sezione solista necessità
di applicarsi maggiormente, ma essendo attualmente mutata, è un lato che
può benissimo passare inosservato, anche perché non è certo uno
struggente solismo che rappresenta la furia dei Dreker, ma bensì la loro
attitudine quasi stradaiola, volutamente provocatoria ed irriverente.
Davvero un peccato che la qualità audio sia piuttosto pessima,
considerato come attualmente vi sia la possibilità di registrarsi quasi
professionalmente anche senza i servigi di studi quotati; essa influisce
sulla valutazione finale, fermo restando che non è di certo il lato
fondamentale, almeno a livello underground. Confido che in futuro la
band voglia valorizzare maggiormente la propria valida proposta,
sforzandosi di presentare ai supporter italiani un prodotto più curato
da questo punto di vista. Ad ogni modo, non resta che offrire tutto il
supporto possibile ai 5 scatenati pugliesi!
(PaulThrash - Agosto 2011)
Voto: 6
Contatti:
Sito Dreker: http://www.myspace.com/drekerband