DOOMSAYER
Awake In Darkness

Etichetta: autoprodotto
Anno: 1992
Durata: 16 min
Genere: speed / thrash estremo


I Doomsayer erano uno di quei gruppi che hanno iniziato a suonare musica estrema in Italia a ridosso degli anni '90, quando il genere era ancora rilegato a livello strettamente underground, nel nostro paese in particolare. Provenienti dalla Toscana, da sempre tra le più prolifiche regioni di casa nostra, hanno registrato un unico demo, "Awake In Darkness", nel novembre del 1992, prima di sciogliersi. Un'unica cassetta di quattro canzoni, sufficienti ad inquadrarli come una delle migliori realtà italiane di quegli anni, ma che purtroppo non ha ottenuto ciò che meritava.
Innanzitutto presentiamo la formazione: Marco "K" Cappagli alla voce, Fabio Toty alla chitarra solista, Fabio Fontana alla chitarra ritmica, Federico Nozza al basso e "Andrea "Nucci" Benucci alla batteria. Alle backing vocals, inoltre, ha preso parte Carlo Bellotti dei Necromass, mentre le tastiere sono opera di Paolo Botti.
L'intero demo è stato registrato in appena sei ore. Nonostante tutto, suona meglio di buona parte dei demo usciti allora: la registrazione è ruvida, a tratti fangosa e leggermente disturbata, ma gli strumenti mantengono un certo equilibrio e non si scade mai nel caotico.
Si parte con "Book Of Lies", introdotta dalle tastiere. Il suono, troppo arioso e spaziale, non si accompagna alla melodia. Il brano, fortunatamente, prende subito una piega ben più oscura e aggressiva. Riff thrash ruvidi e taglienti sono si sposano con una voce rauca e catacombale. La canzone è sorretta da una strofa trascinante e un ritornello stoppato, con frequenti stacchi di voce e batteria. Mercyful Fate e Mefisto si incontrano, ma non mancano riferimenti al thrash della Bay Area nell'assolo. Il brano mette subito in chiaro le buone doti del gruppo, sia a livello tecnico che compositivo.
"Doomsday" non è da meno: il metal degli eighties, dalla NWOBHM al thrash estremo di Mefisto e Tormentor, viene riletto in un'ottica cupa e malvagia. Lontano dalle velocità eccessive proprie del death o del black, il gruppo riesce ugualmente a comporre musica altrettanto malata.
"Witch" fonde invece riff speed metal dinamicissimi e irrefrenabili, sfuriate veloci proprie del death e rallentamenti cupi, impreziositi da un arrangiamento abbastanza semplice ma d'effetto, sinistro e posseduto al pari delle prime composizioni dei Death SS. Anche questa canzone conferma le doti dei Doomsayer: senza eccedere con tecnica, velocità e complessità, il quintetto si distingueva per una carica e un'esplosività sopra la media.
Chiude il demo la title-track, nella quale l'ombra dei Mefisto è ancora evidentissima. A metà, un arpeggio introduce un break melodico e teatrale, nel quale compaiono prima le tastiere e poi la chitarra solista. Un altro breve arpeggio, questa volta ispirato ai primi Metallica, riporta il brano dove ci aveva lasciati qualche minuto prima, quando era sorretto da ritmiche martellanti. In conclusione, infine, ricompaiono le tastiere, che vaniscono in fade.
"Awake In Darkness" è un demo decisamente buono, capace di assestarsi sempre o quasi su livelli elevati, pur senza mai eccellere veramente. Lo stile del gruppo non è originalissimo, si notano diverse influenze, a tratti in maniera evidente. Col tempo, inoltre, ha perso in parte il suo fascino: i Doomsayer erano già stati ampiamente preceduti da gruppi che suonavano in maniera simile e, dopo tanti anni, la qualità della loro proposta sembra ridimensionata, almeno in parte. Non si può definire "Awake In Darkness" come un demo intramontabile, quale ad esempio potrebbe essere "The Seventh Day Of Doom". Con ciò non voglio sminuire la proposta dei Doomsayer: erano sicuramente in gamba, ma probabilmente, continuando su quella strada, avrebbero fatto molta fatica a rimanere a galla, visto che il thrash è andato incontro ad un periodo buio negli anni a venire. Se fossero esplosi qualche anno prima, forse sarebbero riusciti a farsi conoscere da un pubblico più vasto.
Sia come sia, "Book Of Lies", "Doomsday", "Witch" e "Awake In Darkness" sono ancora in grado di smuoverci e, perché no, trasmetterci anche un pizzico di nostalgia.
(BRN - Marzo 2008)

Voto: 8