DISASTER DEVOTION
Metal Density
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2010
Durata: 38 min
Genere: heavy/speed metal
Tornano a distanza di 2 anni dal debutto "Your Joy My Pain" i Disaster
Devotion (che avevo già avuto il piacere di recensire su Shapeless),
con un nuovo platter che conferma le coordinate stilistiche del trio;
la formazione è rimasta inalterata, con Andrea Busato alla chitarra e
voce, Christian Fabris al basso e Giacomo Zanandrea alla batteria, la
qualità della registrazione migliorata, seppur denoti ancora una volta
un'impronta amatoriale, tutto il lavoro nel complesso si è posizionato
ad un livello superiore rispetto al precedente, mostrando ancora una
volta un combo disinteressato a muoversi dai lidi musicali sui quali si
ritrova ancorato, per fissarsi su sonorità prettamente anni '80. Heavy
metal come la scena americana e mitteleuropea ci hanno insegnato ad
apprezzare, con punte più tirate in ambito speed, senza mostrare
l'irruenza di stampo canadese che alcuni brani di "Your Joy My Pain"
avevano calcato, ma richiamando ancora la classe della scena NWOBHM
dell'epoca di massimo splendore. Un songwriting che risulta la logica
prosecuzione del discorso intrapreso in precedenza; un vero peccato
però che 4 dei 9 brani contenuti siano già stati presenti nell'esordio,
seppur in questo caso ottengano una progresso in termini di qualità
sonora. Di certo i nostri hanno sentito l'esigenza di riproporre in una
veste più seria le composizioni cui tenevano maggiormente, e non è
corretto biasimarli.
Un minutaggio finale di 38 minuti, che scorrono rapidi senza
distogliere l'attenzione dell'ascoltatore, con i Disaster Devotion che
puntano molto sul mid tempo senza avere cali di tensione; c'è
affiatamento fra i tre, compattezza e duro lavoro dietro
l'arrangiamento dei brani, pur trovando una sola chitarra a reggere le
redini del gioco. Ancora una volta la chitarra solista di Andrea Busato
mostra un musicista preparato, seppur qualche imprecisione a livello
ritmico sia udibile nello svilupparsi del platter, l'esatto contrario
di quanto accade nella maggioranza dei casi, dove a partiture soliste
di fattura poco pregevole, si contrappone una cura nell'esecuzione dei
riff curata fin nel minimo dettaglio.
Ancora una volta le fonti d'ispirazione sono le stesse, e fra i
solchi tracciati non si faticherà a riconoscere un certo influsso
tedesco sulla falsa riga di Helloween e Rage, così come ancora una
volta esce allo scoperto il lato US Power dei nostri, con i purtroppo
scomparsi Metal Church che si insinuano violentemente fra le righe, e
non risulta insensato parlare dei paladini del power thrash, ovvero gli
Iced Earth del primo periodo; inutile citarli, ma gli onnipresenti Iron
Maiden hanno lasciato ancora una volta un segno indelebile nelle menti
del trio.
Così come i nuovi brani ostentano anche soluzioni più "catchy" (e
sottolineo anche, di certo non le cercano appositamente), il vecchio
materiale ci ricorda come i tre sappiano schiacciare a fondo sul pedale
dell'acceleratore, il lato migliore dove dimostrano di sentirsi a loro
agio, con veri e propri assalti frontali che non lasciano scampo, riff
rubati alla migliore tradizione anni '80, senza mai dimenticare il lato
melodico, anzi, questa caratteristica è prevalente e indispensabile per
i ragazzi, che ne fanno un ottimo uso e vanno così "istituendo" un
forte cardine della loro personale proposta.
L'album non è esente da alcune pecche: la batteria perde linearità
in certi frangenti, volendo eccedere e non limitandosi allo stretto
indispensabile, che è quanto richiede un songwriting diretto, "in your
face" come quello dei Disaster Devotion. La timbrica della voce di
Andrea è particolare, ma non appropriata in tutte le occasioni in cui è
possibile udire il suo cantato. Ma sono particolari considerabili di
interesse secondario nell'economia di un disco, a parere soggettivo,
soprattutto partendo dal presupposto che il contesto in cui si vengono
a trovare è più che discreto.
Per la seconda volta, un plauso ai Disaster Devotion, che hanno
saputo creare nel loro piccolo una dimensione personale ed
accattivante, senza pretendere di inventare nulla o di nascondere le
proprie radici ed i propri gusti... supporto!
(PaulThrash - Luglio 2010)
Voto: 7
Contatti:
Mail: disasterdevotion@libero.it
Sito internet: http://www.disasterdevotion.it/