DECRETO K
Che Il Viale Sia Nero

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 26 min
Genere: noise/black


Il vocabolario definisce la musica come "l'arte che organizza il tempo e si esprime attraverso i suoni". E' una definizione ampia e generale, e probabilmente tutti i CD, cassette, vinili etc. che abbiamo ascoltato finora, nel bene e nel male, rientrano in questa categoria. "Che Il Viale Sia Nero", il demo di debutto del progetto solista Decreto K (alias Horta VII), è sicuramente uno dei casi più discutibili, perché con la musica intesa come siamo abituati ha davvero poco a che spartire.
Le diciotto tracce del demo per la maggior parte sono composte da una drum machine tirata, priva di qualsiasi variante, una voce effettata e malvagia, delle chitarre inconsistenti e una serie di campionamenti che sfociano quasi sempre nel rumore. Probabilmente la radice di tutto questo va rintracciata nel black metal, al quale si aggiungono notevoli dosi di elettronica. Fanno eccezione degli estratti noise ("Ritus 17: Tu Non Esisti", "Absorbed By Negativity", "Look At My Sword", "Pressione Antisociale Costante", "Che Il Viale Sia Nero", "Ritus 71: Odio La Tua Carne" e "aritmos + ARITMOS = 666"), composti di puro rumore e distorsioni, fischi acutissimi e insopportabili, loop e così via. In tutto questo mancano dei punti di riferimento, i riff non si distinguono neanche lontanamente, non c'è melodia, il tutto viene smaccato in faccia all'ascoltatore così com'è. Ciascuna traccia è un concentrato di ritmiche veloci e incessanti, voci acide e il fruscio generato dalla sei corde, ripetuto in maniera martellante. Gli strumenti sono assolutamente slegati, non c'è un minimo di coesione tra chitarra e drum machine, mentre la voce in pratica è una serie di frasi urlate e distorte, quindi totalmente a sé stante. Salvo qualche rallentamento, tutto il demo continua su questi toni. Pura cacofonia. La registrazione è scadente, la batteria è completamente artificiale e le note di chitarra sono indistinguibili, zanzarose come non mai, lontane e prive di corpo. Personalmente ho trovato tutto questo insopportabile, e non so quanti di voi potranno pensarla al contrario.
L'unico giro di chitarra riconoscibile è quello di "Ugly Cunt Fuck", una traccia lenta e morbosa, che potrebbe avvicinarsi a qualcosa fatto dagli Abruptum. Anche in questo caso, però, tra me e Decreto K si instaura un muro di incomunicabilità, lo trovo estremamente irritante.
E' una proposta troppo lontana da quello che sono abituato ad ascoltare. Se dovessi dare una valutazione sarebbe pesantemente negativa, ma francamente preferisco astenermi.
(BRN - Settembre 2007)

Voto: s.v.


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