CROP CIRCLE
Inside Nothing Remains Immutable

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 39 min
Genere: alternative


Ecco arrivato anche il secondo lavoro in studio per i piemontesi Crop Circle; questo "Inside Nothing Remains Immutable" segue di circa due anni, infatti, il loro primo demo d'esordio, già recensito sulle pagine di Shapeless. "Parabola" non è altro che una lunga introduzione sonora, che per struttura, composizione e recondite reminiscenze richiama e non poco i sempre grandi Metallica,loro notevole fonte d'ispirazione, a detta del gruppo stesso. "Perceiving" è contraddistinta dal basso in netta evidenza; chitarre acustiche sorreggono le strofe per poi indurirsi e farsi più robuste e corpose sui chorus. Decisamente fuori contesto le vocals sulle strofe, sia melodicamente che musicalmente; sguaiate, non ben controllate e spesso fuori nota. Grossi cali di volume caratterizzano i vari passaggi, mettendo assolutamente in risalto ed in negativo la mancanza di un vero e proprio batterista; la drum-machine oltre a risultare eccessivamente fredda, non sorregge, poi, in pieno le idee dei nostri. Ogni cambio d'intensità ed atmosfera risulta slegato, come se ogni singolo pezzo del brano fosse messo lì senza spirito di continuità. Peccato.
In "Opposite", terzo brano in scaletta, chitarre robuste e distorte ed il basso martellante e sempre molto presente, la fanno da padroni; il brano sembra riunire in se le molte influenze del gruppo, passaggi thrashy lasciano posto a brevi fraseggi acustici, per poi aprirsi in sferragliate ai limiti del death passando attraverso singulti new-metal, ma ancora una volta il tutto risulta sconfitto dall'approssimativa registrazione; i bridge di passaggio sono pressochè inesistenti mentre le linee melodiche non risultano mai troppo convincenti, così come i cantati sono spesso privi di vigore e carattere, assolutamente necessari. Ancora molti, poi, gli sbalzi di volume tra l'entrata di uno e dell'altro strumento. Nirvana, leggermente più stoner e psichedelici; questa è l'idea che di primo acchito mi sovviene ascoltando "Salvation Is White", dalle chitarre confuse e slabbrate, dal basso perennemente distorto e dalle vocals ora in leggero screaming ed ora in growl. Brano questo che passa veloce senza lasciare alcuna traccia dietro di se; meglio i Nirvana.
Ancora una volta i nostri cambiano volto e stile; questa volta partiture acustiche ben sorrette dal basso si alternano a brevi sfuriate, più veloci e potenti dove affiorano growls incontrollate. Un lento ed acustico stacco centrale serve ad aprire il crescendo per la seconda parte del brano, di per se molto simile alla prima. Sembra quasi che le strutture new-metal provino a fondersi con lontane reminiscenze death, senza però non riuscirci in pieno, creando un ibrido che proprio non convince. Questa era "Nothing & Nothing".
Svariati richiami punk caratterizzano, inizialmente, "Animosity", che poi muta di nuovo volto lungo i ritornelli, duri, pesanti e lasciati in pasto al growling; quindi un netto cambio d'atmosfera per tornare su lidi molto più vicini al rock tradizionale, dove ancora una volta, sono le vocals a non convincere assolutamente. Una buona dose di rock venato di metal anche per "The Step", brano che scorre dritto per dritto, senza eccessivi cambi d'atmosfera o di ritmo, muovendosi su strutture relativamente semplici, ma nella cui semplicità trovano compimento e ragion d'essere. Niente per cui si possa gridare al miracolo, ma finalmente un inizio.
"Cold", ultimo brano del lotto in questione, ruota fondamentalmente intorno ad un riff acustico di chitarra ben sorretto dal basso; vocals spiccatamente korniane si stagliano sul tutto, risultando comunque in pieno contesto e capaci di creare una litania, cupa e malinconica, il cui lento incedere ci accompagna al finale distorto e slabbrato, impreziosito da un buonissimo solo, ispirato, fluido ed orecchiabile. Il tempo intercorso tra il primo lavoro dei Crop Circle e questo "Inside Nothing Remains Immutable" non sembra, purtroppo, aver portato ai nostri molto giovamento, sia dal punto di vista compositivo che strumentale; le deficienze e le lacune presenti allora non sono state colmate; certo, i brani hanno sicuramente acquisito una maggior fisionomia ed una pur minima personalità, ma il tutto è reso vano dall'assoluta precarietà delle registrazioni, non ancora all'altezza ed assolutamente da migliorare; così com'è da migliorare l'amalgama tra le varie partiture ed i numerosi passaggi, mettendo ancor più attenzione sugli arrangiamenti ed sui numerosi bridge; da riguardare, poi, sia lo stile che la performance vocale di Gabriele, fin troppo approssimativo in taluni contesti e con la spiccata propensione a calare di nota sui finali; quindi il lavoro da compiere è ancora molto, un altro piccolo passo è stato fatto, ma ne mancano ancora moltissimi prima di arrivare ad essere, finalmente, un gruppo credibile. Nuovamente rimandati.
(Pasa - Marzo 2009)

Voto: 5.5


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