CONFUSION GODS
At The Gates Of Confusion

Etichetta: Necrotorture Agency
Anno: 2007
Durata: 29 min
Genere: black/death metal melodico


I Confusion Gods sono un gruppo di Reggio Emilia formatosi nel lontano 1997. Dopo un paio di oscuri demo registrati a cavallo tra il 1999 e il 2000, la band esordisce ufficialmente con il demo "Darkened" e una formazione rimaneggiata. La dipartita del cantante crea però dei seri problemi al gruppo, che nel frattempo aveva iniziato un'intensa attività live. Risolte queste complicazioni relative alla formazione, la band torna alla ribalta con un nuovo lavoro, intitolato "At The Gates Of Confusion".
Il demo comprende sei canzoni che spaziano dal black ortodosso al death, principalmente di stampo melodico, con l'aggiunta di leggere contaminazioni thrash e frequenti passaggi arpeggiati. A tratti, quando il gruppo rallenta in maniera significativa, sembra quasi di ascoltare certi gruppi doom/gothic degli anni '90. Per descrivere un po' meglio lo stile del quintetto emiliano potrei citarvi gli Handful Of Hate degli esordi (fino al primo album) per quanto riguarda il volto black e la scelta dei passaggi acustici, anche se per la verità quelli che troviamo su "At The Gates Of Confusion" sono più sempliciotti; per quanto riguarda le influenze death, invece, chiamerei in causa i norvegesi Fester e parte della corrente melodica svedese, più una leggera vena malinconica alla Katatonia. Il gruppo riesce a miscelare tutto ciò molto bene, senza dare l'idea di un collage: elementi differenti sono amalgamati tra loro con una certa soluzione di continuità. Il demo, infatti, gode di una certa coerenza, pur essendo composto da pezzi diversi. Ai cambi bruschi, i Confusion Gods tendono a prediligere evoluzioni naturali e sfumate.
Le prime due canzoni, ovvero la title-track e "Ghost", sono abbastanza aderenti ai canoni black, dai riff al cantato, anche se i nostri cercano di variarne la forma mutando spesso registro. La voce di Pier non mi convince appieno, specialmente nelle parti in scream, un po' troppo sforzate, ma forse si potrebbe risolvere il tutto semplicemente con una registrazione migliore, aggiungendo una leggera compressione.
"Dead Flesh", la mia preferita, è caratterizzata da un arrangiamento molto più maturo e intrigante. Retaggi doom/death ne caratterizzano la prima parte, dopodiché sfuriate, passaggi melodici e qualche rallentamento consistente si alternano in maniera dinamica, finché il tema iniziale non viene ripreso. Davvero un bel pezzo, ricco di cambi e dotato di una struttura solida e scorrevole.
"Towers Of Repugnance" è una composizione di death melodico schietto ed essenziale (dura due minuti appena), mentre la successiva "Hell In The Cell" ci ripropone un death/thrash metal melodico che concede al suo interno varianti in puro stile black, alcune molto azzeccate.
Nella conclusiva "Fucking Spiritual Priest", invece, prevalgono gli elementi black. Un break acustico sembra condurre all'epilogo del brano, che invece riprende nuovamente vigore. Il demo termina con una ghost-track di stampo sperimentale, una sorta di remix composto da alcuni riff di "Dead Flesh" con tanto di chitarre stoppate, effetti e drum machine truzza. Evitabile.
Il difetto principale di questo demo è la registrazione, fin troppo grezza e casalinga per un genere come quello dei Confusion Gods, che non sono certo da considerarsi un gruppo raw black. Il loro stile è ben più ricco di elementi, per cui necessiterebbe di una resa migliore e più versatile per riuscire ad adattarsi a tutte le situazioni. La batteria, in particolare, soffre per un suono troppo secco, mentre il missaggio finale non riesce a conferire al tutto un buon impatto. Altro punto che gioca a sfavore del gruppo è la presenza di certi passaggi accentati un po' troppo banali, schematici e bruttini, specialmente per quanto riguarda l'aspetto death metal (prendiamo, ad esempio l'inizio di "Ghost" e qualche giro di "Towers Of Repugnance"). In questi frangenti, le canzoni non riescono proprio a farsi piacere.
Che dire, in questo CD i Confusion Gods hanno messo molta carne al fuoco, cercando di incorporare stili che spaziano in diversi ambiti del metal estremo. Il risultato alterna momenti di un certo interesse e altri sicuramente meno ispirati e convincenti, però la sensazione è che il gruppo abbia trovato una propria strada. Il genere non sarà dei più originali ed innovativi (giri black triti non si risparmiano neanche qui), ma alcune buone idee lasciano ben sperare. Buona l'esecuzione dei musicisti.
(BRN - Settembre 2009)

Voto: 6


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