CANDLESHADOW
Welcome Back...

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 33 min
Genere: black metal


Candleshadow è il gruppo di Vodhas. Anzi, ad essere più precisi si tratta di una one-man-band. Di Treviso. Leggo dal suo sito di MySpace che ha pubblicato, in pochi mesi, ben tre lavori: questo "Welcome Back..." (maggio 2007), "Silence" (giugno 2007 - di prossima recensione) e "Waternumb" (luglio 2007).
"Welcome Back..." ha una confezione amatoriale, ma di buon gusto. Copertina nera con caratteri in bianco; libretto di due pagine contententi i testi.
Già la prima canzone "Anna Dravulia" sembra promettere molto bene. Introdotta da una musica oscura e negativa, presto si trasforma in un brano di black metal ostile e senza compromessi. La qualità di registrazione è scadente, anche se non la peggiore in circolazione; Vodhas fà tutto da solo, e questo porta ai consueti limiti realizzativi dei progetti solitari underground. A parte questo però, si capisce immediatamente che la musica dei Candleshadow sia valida. Questo al di là dei limiti produttivi. Il black metal proposto da Vodhas è veramente inquietante, non la solita musica infantile e priva di spessore. I criteri di istinto e minimalismo sono rispettati con rigore, ma la musica riesce a comunicare sensazioni convincenti. Questa storia di vampirismo al femminile, nei Carpazi, assume contorni ancora più teatrali e decadenti grazie ai brevi inserti di tastiera, quasi dark ambient (vedi la coda finale). Gli strumenti si sentono tutti, e questa è una buona cosa. Vodhas ha un ottimo senso del misterioso e dell'oscuro, e riesce ad esprimelo col proprio songwriting.
Ecco ora la title-track. Ancora più minimale e tirata, esprime un forte senso di odio e rancore, sia dal punto di vista musicale che da quello testuale. I riff veri e propri non esistono: ci troviamo di fronte alle consuete successioni armoniche del black metal. Ascoltando la musica di Candleshadow, si possono riscontrare parecchie influenze, ovviamente quelle più legate al black ortodosso e tradizionale. Il tutto è però riproposto con gusto e con la giusta attitudine. In "Welcome Back..." i passaggi evocativi di "Anna Dravulia" sono scomparsi, rimpiazzati da una sezione quasi meditabonda, intima, occulta. Ripresa violenta a seguire, che chiude la composizione (c'è anche un assolo di chitarra).
In "The Path Of Dreams" ritornano tutti gli elementi presenti nelle traccie precedenti: black metal ostile e sezioni più atmosferiche. Tra l'altro, ci tengo a segnalare che per tutta la durata del CDr ritornano, in sottofondo, degli effetti sonori "liquidi": acqua, pioggia? Il tutto contribuisce a ricreare delle sensazioni sognanti, distanti, nostalgiche, quasi memorie uterine. Il ritorno del black metal, con le sue melodie malinconiche, e con il suo incedere implacabile ed inespressivo, "violentano" questi momenti di calma, facendo male. Al tempo stesso però, non ci sono accostamenti stridenti o di cattivo gusto.
"Forever Lost Winter" è un delicato arpeggio di chitarra, con melodia di tastiere sullo sfondo. Nella distanza, il lamento del vento e il triste scrosciare dell'acqua.
"Ancient Reapers" è pervasa da uno spirito più pagano ed epico rispetto alle canzoni precedenti. Il ritmo è lento, avanza con fatica, severa ed austera. Il testo è lungo e complesso, ma evocativo. Forse come composizione tende a prendere un po' meno delle altre, ma si difende e a non scadere nel banale.
Beh, banale è un termine ambiguo. In effetti, l'utilizzo dei clichè si spreca, quindi qualcuno potrebbe considerare la proposta di Candleshadow "banale". Questione di punti di vista. Visto che le sue composizioni riescono a "parlare" all'amante del black, allora possiamo considerare questa musica di una "piacevole banalità". E ben venga che sia così, perchè Vodhas non vuole cambiare il black metal, ma suonarlo. E questo comporta grandi differenze di presupposti!
Sempre ritmica lenta per "Vyrd", traccia breve ma disperata. Quasi suicida. Essa trova una sua giusta conclusione nello strumentale "Candleshadow", una sorta di coda, e che chiude in maniera perfetta il CDr.
Sicuramente Candleshadow non è una realtà che si distingue su tutte, ma Vodhas ha il giusto talento, e l'attitudine corretta, per suonare il black metal. Credo dia il suo meglio nei brani più black, pregni come sono di sensazioni negative e nemiche. Quando il riffing si fa più "pagano", l'interesse tende a scemare, anche se la forza espressiva dell'artista rimane elevata.
A me, "Welcome Back..." è piaciuto. Con tutti i suoi limiti, e con i suoi clichè. Ha subito risvegliato il mio interesse, a differenza di tanti demo e promo (se non album) soporiferi. Vodhas ha talento, e sono sicuro che col tempo, quando avrà a disposizione più mezzi, potrà sicuramente dire la sua nel panorama nazionale.
Per ora comunque, va bene così.
(Hellvis - Ottobre 2007)

Voto: 7


Contatti:
Mail: candleshadow@hotmail.it
Sito internet: http://www.myspace.com/wandererinthedark