CANDLESHADOW
Waternumb
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 41 min
Genere: black metal
Ritorna Vodahs col suo progetto Candleshadow ed un demo registrato tra
maggio e luglio 2007: "Waternumb". Già dal titolo del CD, si avverte
come l'acqua rivesta un ruolo importante nel concept di questo demo. E
non solo. Anche nei demo precedenti l'elemento acquatico era sempre
presente, vuoi come scrosciare di tempesta, vuoi come un delicato
scorrere. In questo caso, però, l'acqua prende il sopravvento su
qualsiasi altra tematica, e travolge tutto come una delle onde selvagge
che vediamo in copertina. La copertina è in bianco e nero, nel classico
stile Candleshadow, e il libretto di due pagine contiene i testi, con
le profondità azzurre del mare sullo sfondo. Nel libretto troviamo i
testi delle tre canzoni, i cui titoli sono inequivocabili: "Lost At
Sea", "Drowning" e "Dark Depths". Dalle note, scopriamo che l'immagine
di copertina tratta dal dipinto "The Sea" di Ted Nasmith, ispirato al
"Silmarillion" di J.R.R. Tolkien. E sempre nel libretto, troviamo la
solita frase presente in tutti i lavorio di Candleshadow: "Support Ars Goetia or die!".
Ci tengo a fare una precisazione a questo punto. Nelle mie recensioni
passate, avevo supposto che con "ars goetia", il nostro intendesse
proprio il particolare tipo di magia. In seguito, lo stesso Vodhas ha
precisato che Ars Goetia è il nome di una band, il suo gruppo
principale per la precisione, nel quale suona la chitarra con lo
pseudonimo di Vinvdvalr. Mi scuso quindi con l'artista per il mio
errore.
Le prime due canzoni del demo sono abbastanza simili, almeno come
idea di fondo. Si tratta di composizioni lente e suicide, cariche di
negatività e contraddisinte da una struttura semplice e ripetitiva. E
proprio questa ripetitività è un'arma a doppio taglio che, se da un
lato ossessiona, dall'altro rischia di annoiare. Soprattutto in luce di
quanto ha fatto Candleshadow in passato. "Lost At Sea" e "Drowning"
sono due canzoni piuttosto nella norma, senza un vero e proprio exploit
creativo, e senza curiosità nell'arrangiamento. Certo, anch'esse hanno
un loro fascino, apprezzabile soprattutto dagli amanti del black lento
e delle canzoni che non finiscono più. La produzione scadente dona al
tutto quel tocco di underground, che al tempo stesso però appiattisce
un po' la resa complessiva del demo. Dal punto di vista dei testi, il
primo brano ci descrive l'agonia di un naufrago in balia delle onde;
nel secondo invece, ecco l'annegamento di questo individuo, che
accoglie la morte quasi come un sollievo alle immense sofferenze che
l'hanno preceduta.
Con "Dark Depths" scopriamo che all'annegamento non è seguita una vera
morte, ma il naufrago è rinato a una nuova forma di vita, più potente:
è diventato parte del mare. E "Dark Depths" è, a mio modo di vedere, la
traccia più convincente dell'intero demo. Se le prime due canzoni non
si prestano ad un vero e proprio commento, nonostante la lunghezza,
"Dark Depths" ha invece il potere di attrarre l'attenzione, nonostante
i limiti produttivi. E' un brano violento, carico di rabbia, ma
addolcito da una malinconia diffusa. Il testo è espresso con il
consueto astio da Vodahs, e l'arrangiamento risulta convincente,
sebbene sia sempre minimale. Trovo poi che sia bellissima la parte
ambient che segue l'esplosione black: molto evocativa, misteriosa,
nostalgica. Infinita, è come seguire con lo sguardo il mare centimetro
dopo centimetro, fino all'orizzonte. Chiude lo scrosciare delle onde.
Dicendo le cose come stanno, "Waternumb" non è il miglior demo di
Candleshadow. Non tanto per la sua lunghezza, che comunque poteva
essere contenuta, quando piuttosto per il songwriting, meno originale e
convincente che in passato. Qui Vodhas sembra più intenzionato a creare
una specie di black/ambient, lungo e ripetitivo, ma in fin dei conti
non dissimile a ciò che già hanno fatto migliaia di gruppi, chi meglio
chi peggio. La musica migliora con la finale "Dark Depths", però siamo
sempre un gradino sotto a ciò che Candleshadow ha fatto in passato.
Beh, ogni artista sente la necessità di esprimersi in un dato
modo, in determinati periodi della sua vita. E, questa è la forza
dell'underground, può farlo quando e come vuole. Perciò, "Waternumb" è
comunque un tassello del quale tener conto, se si volesse seguire
l'evoluzione artistica di Vodhas e del suo progetto. Per i fan dei
Candleshadow, quindi, un'uscita della quale tener conto.
Concludo con una notizia: "Wilderness", il nuovo demo di Candleshadow,
è già pronto. Manca solo l'artwork. Quindi, presto avermo nuove notizie
di questa valida realtà italiana. Aspettiamo con fiducia!
(Hellvis - Febbraio 2008)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: candleshadow@hotmail.it
Sito internet: http://www.myspace.com/wandererinthedark