CANDLESHADOW
Silence

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 30 min
Genere: atmospheric black metal


A qualche mese dalla pubblicazione di "Welcome Back...", valido demo black metal, ritorna il polistrumentista Vodhas con "Silence". Si tratta di un lavoro completamente diverso dal suo predecessore, sebbene tra le pubblicazioni dell'uno e dell'altro non sia passato che un mese (da maggio a giugno). Diverso è lo stile, così come diversi sono la produzione e l'impostazione stessa del CDr.
Praticamente "Silence" è costituito da un'unica traccia, lunga e strutturalmente complessa, sorretta questa volta da una qualità di registrazione discreta, più pulita e dinamica di quella di "Welcome Back...".
In trenta minuti, Vodhas ci mostra un altro volto della sua arte, meno istintivo e più ragionato. La musica svolge, ovviamente, il ruolo principale; il testo non fa altro che intervenire in momenti chiave, enfatizzando la potenza espressiva con frasi evocative, sognatrici e pervase da una vaga malinconia.
A fare da collante ai vari passaggi vi è il "solito" effetto sonoro dell'acqua, particolare questo che lega il demo presente con quello precedente. L'elemento liquido pare sottostare a tutta l'estetica di Candleshadow, un'estetica semplice ma affascinante, nè troppo intellettuale, nè eccessivamente scontata. Tra l'altro, il mare compare anche nella decorazione del CDr, l'unico elemento colorato di una confezione nera come la notte. Nel libretto di due pagine c'è il testo, e la consueta dichiarazione sull'Ars Goetia, cioè il tipo di arte di cui Vodhas si dichiara sostenitore.
In "Welcome Back..." l'ascoltatore si trovava di fronte ad un valido esempio di black metal classico, oscuro, intervallato da passaggi ambient molto evocativi. Comunque, un lavoro legato alla tradizione del genere, senza aperture a qualsivoglia novità. Con "Silence", le cose cambiano. Evidentemente Vodhas ha voluto sfogare la sua ispirazione più creativa, ed ecco che non ci troviamo di fronte una serie di composizioni black, ma qualcosa di diverso.
Ecco un'unica traccia di trenta minuti, divisa in più passaggi, ma coerente con una diffusa sensazione di sogno, malinconica, nostalgica ma al tempo stesso tanto intima. Descriverla passaggio dopo passaggio sarebbe ambizioso, e forse inutile visto che la musica va "vissuta", assaporata secondo dopo secondo. Si potrebbero descrivere le ariose sezioni strumentali, come ad esempio la lunga introduzione ai limiti del gothic/doom, nelle quali gli strumenti creano strutture musicali semplici, ma efficaci. Le atmosfere vengono evocate da una musica non più aggressiva, ma meditabonda, che parla al cuore. Non c'è nulla di avanguardia qui, solo metal lento e struggente. Interviene anche la voce, che scandisce parole cariche di significati intimi, nei quali ognuno può immedesimarsi. La traccia poi si incattivisce fino a tramutarsi in un brano black fatto e finito, il cui testo è ruggito con rabbia. Ed infine, ecco l'anticlimax, con un ritorno alle atmosfere iniziali.
In breve, è questo lo svolgimento di una canzone per certi versi affascinante, per altri colpevole di essere talvolta un po' impalpabile. Però è bello vedere come Vodhas, e la sua creatura Candleshadow, sia capace di giostrasi su diversi moduli espressivi. E' la dimostrazione che l'artista abbia talento da vendere, e che Candleshadow non sia un'entità immobile, ma sia in continua evoluzione. Da seguire con attenzione.
(Hellvis - Ottobre 2007)

Voto: 7


Contatti:
Mail: candleshadow@hotmail.it
Sito internet: http://www.myspace.com/wandererinthedark