BLUE DEERS
Blue Deers

Etichetta: Cuckold Productions
Anno: 2007
Durata: 20 min
Genere: doom / musica elettronica


Mi sono sempre piaciuti quei lavori in cui generi diversi si fondono e convivono contro ogni aspettativa. Mondi lontani si avvicinano e creano quell'alchimia particolare che permette la creazione di qualcosa che, magari, non è proprio innovativo, ma perlomeno risulta personale e curato. Prendiamo, per esempio, questo lavoro dei Blue Deers: purtroppo non sono riuscito a trovare molte informazioni su questo gruppo, quello che so è che vengono da Volterra e che la loro musica è una commistione tra parti di musica elettronica e doom metal estremo ma comunque melodico. Un bel connubio, in effetti, che potrebbe dare vita a qualcosa di nuovo.
A questo punto vediamo cosa riesce a creare la band in questo demo costituito da due composizioni più un breve intermezzo di qualche secondo. Si parte con "Like Feeding Flocks Of Crows" e subito si vede che i Blue Deers non hanno intenzione di scherzare: nei dodici minuti di durata l'ascoltatore intraprende in viaggio in un oceano buio e misterioso, un viaggio senza appigli, senza punti di riferimento, in cui si naufraga in balia delle correnti sonore manipolate dalla band. L'inizio è lento, monotono, con dei campionamenti statici e ipnotici che si dilungano con il passare dei secondi, mentre in sottofondo si sentono rumori stridenti e metallici. Si passa la metà del brano ed è ancora la staticità (cercata e voluta) a farla da padrone, poi lentamente si affacciano gli strumenti tradizionali e il brano cambia completamente: la sezione ritmica scandisce tempi lenti e pesanti, mentre le chitarre zanzarose guidano la melodia principale. Il cantato vero e proprio non c'è, solo una voce lontana e filtrata che declama frasi incomprensibili. Questo primo brano, a mio avviso, mostra tutti i pregi e i difetti dei Blue Deers: l'idea, la struttura del brano e il sound sono molto buoni, le atmosfere vengono ricreate con perizia e quindi si riesce ad immergersi in questo universo sonoro non certo immediato, eppure, a mio parere, la realizzazione del pezzo ha ancora qualche pecca che impedisce di raggiungere il giusto livello di profondità. Certo, è inutile dire che, in questi casi, la sensibilità personale dell'ascoltatore è una componente dominante, ma per quanto mi riguarda questo brano non è riuscito del tutto ad entrarmi dentro, nonostante i buoni spunti.
Dopo l'intermezzo, intitolato "Skalka 3.25 a.m.", si passa alla seconda composizione, "Purple Drops Will Rain From The Castle". L'inizio del brano è ancora ossessivo, ma questa volta la melodia è praticamente assente: l'elettronica è ancora più minimale e si avvicina ad alcune delle uscite più estreme della Eibon Records; ben presto però ricompare la componente doom e il vuoto stridente lascia spazio ad alcuni minuti di dinamismo strumentale. Devo dire di avere apprezzato maggiormente questo brano, che mi sembra più equilibrato ed efficace nel mischiare i due generi in cui si muovono i Blue Deers.
Per concludere, quindi, posso dire che, sebbene questo lavoro della band di Volterra non mi abbia folgorato, credo che ci siano tutti i presupposti per poter crescere suonando musica intelligente e personale. Il mio consiglio è quello di stratificare ancora di più la musica, in modo che il minimalismo non rischi di trasformarsi in qualcosa che si esaurisce dopo pochi ascolti. La ricerca sonora dovrà sempre progredire, senza mai fermarsi. Non sarà facile, ma i Blue Deers possono farcela.
(Danny Boodman - Gennaio 2008)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Blue Deers: neverseenadeerinvietnam@yahoo.com
Sito Blue Deers: http://www.myspace.com/bluedeers

Sito Cuckold Productions: http://cuckoldprod.altervista.org/<