BLADE
The Day Of Deads
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 10 min
Genere: thrash/speed metal
Ma che bel demo questo degli italobrasiliani Blade! L'ho comprato
casualmente durante un concerto, e devo dire che mi ha spiazzato. Dalle
foto dei muicisti sul retro della copertina, tutti col giubotto di
pelle e gli strumenti in mano, e dal titolo sgrammaticato mi sono
immaginato un demo ultrarozzo, suonato da un gruppo dedito ai suoni più
retrò.
Beh, che lo stile sia retrò è una certezza. I Blade infatti
suonano un thrash metal cattivo e senza compromessi, in puro stile anni
'80. Quello che non mi sarei aspettato però è la cura con la quale sono
state realizzate queste due canzoni, e l'ottima qualità di
registrazione. Per essere un demo, è veramente ben fatta.
Solo due canzoni, in questo demo, come ho scritto. Ma, come si suol dire, meglio poche ma buone.
La formazione che ha inciso il CDr vede Carlos ed Ale alle
chitarre, Andrea al basso e Fabio alla batteria. Non capisco chi sia il
cantante.
"The Day Of Deads", la traccia d'apertura, è una mazzata sullo
stomaco! E' aperta da un riff che prende subito, e dal quale si
sviluppa una cavalcata thrash mai arrembante, ma tesa e nervosa. La
voce del cantante è acuta, strillata e carica di rabbia. Ottima
l'attitudine, e la struttura del brano. Tutto è old-school, ma è
suonato con passione e capacità. Il riferimento sembra andare più al
thrash europeo che a quello della Bay Area, ma le influenze sono sempre
e solo indicative. Non c'è nulla di personale o innovativo in questa
musica, però trascina! Cazzo, se trascina! Bella la sezione in
mid-tempo verso la fine.
"Fighting In The Hell" parte in mid-tempo, però si sente che
l'esplosione di violenza è in agguato. Ecco difatti partire una
struttura più agile, seppur non velocissima. Ma i Blade sembrano non
voler suonare thrash il più velocemente possibile: a loro basta
spaccare, ed iniettare adrenalina nelle vene dell'ascoltatore. Anzi, a
dire il vero questa traccia è più vicina al heavy metal che al thrash
vero e proprio, o comunque si sviluppa sui territori dello speed.
Ottimo il lavoro di chitarra, col gruppo sempre capace a creare trame
ritmiche avvincenti. Molto bello l'utilizzo del portoghese nel finale.
Questo mi fa supporre che sia Carlos ad occuparsi della voce.
Che dire? Il gruppo non inventa niente e suona la stessa musica di
mille altre band. Ma lo fa bene. E le due canzoni qui contenute
spaccano veramente. Mi rammarico di non aver trovato notizie su questo
gruppo, però spero che si ancora attivo. Sarebbe un peccato che tanta
capacità rimanesse legata a quest'unico CDr.
(Hellvis - Gennaio 2008)
Voto: 7.5
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