TRADATE IRON FESTIVAL
19 e 20 Giugno 2004
Tradate (VA)


Due riflessioni al volo per descrivere la sensazione avuta al Tradate Iron Fest svoltosi appunto a Tradate, presso Varese, in giugno... La prima è la consapevolezza che festival "piccoli" gestiti con passione da ragazzi spesso molto giovani possano tranquillamente tenere testa a raduni più blasonati. La seconda è un appunto al pubblico italiano, sempre pronto a proclami di combattimento specie in sede di forum internet, dove è facile nascondersi dietro nickname e faccine. Dove eravate? Cosa avevate di tanto importante da fare per evitare di spendere 7 miseri euro per vedere Virgin Steele e tutti gli altri gruppi? Contraddizioni di una scena che - con una punta di pessimismo - credo non maturerà mai...
A causa dell'intervista con i Virgin Steele ho perso praticamente tutti i primi gruppi, fino ai DoomSword... dai commenti raccolti pare che tra le migliori performance ci sia stata quella degli street/glam rocker Razzle Dazzle.
Passando ai DoomSword, ho finalmente avuto il piacere di incontrare e vedere dal vivo quello che ritengo il miglior gruppo di epic/doom degli ultimi 10 anni, e non solo in Italia. La band, da poco orfana del bassista e co-fondatore Dark Omen, ha stupito con una prova dalla grande compattezza e con uno spettacolo molto fisico, con il cantante Deathmaster autentico vikingo, pronto a bere birra dal corno e anche a rinfrescarsi dalla calura versandosela in testa. Non da meno il resto della band, sorretta dal drumming devastante di Wrathlord e dal talento del recente ingresso Sacred Heart alla chitarra solista, oltre che dall'ormai rodato Forger alla chitarra e al nuovo bassista, già bene integrato nella band. Toccante la dedica in apertura a Quorthon, seguita a ruota dall'ormai classica "Sacred Metal". Scaletta breve ma davvero intensa, che ripesca i momenti migliori di tutti i tre dischi del gruppo (anche se speravo in "Warbringers"). Stupisce soprattutto la carica con cui la band aggredisce il pubblico, considerato che i DoomSword sono noti anche per la rarità delle esibizioni live, scelte accuratamente in modo da renderle eventi. Spettacolo memorabile (anche alla luce dell'after-show tenuto dai DoomSword una settimana dopo a Balingen dopo la prima giornata del Bang Your Head, ancora più intenso), sperando di poterli rivedere in tempi brevi!
Dopo i DoomSword è il turno degli americani Omen, leggenda dell'epic metal USA. Della formazione originale rimane soltanto il chitarrista e leader Kenny Powell, ma la prestazione della recente formazione, archiviato il pessimo "Reopening The Gates" con il buon disco di ritorno "Eternal Black Dawn" convince il pubblico, che sopperisce alle poche presenze sotto al palco con il trasporto con cui accompagna i brani, con tanto di richieste gridate a Powell, a metà tra il commosso e l'imbarazzato nel ringraziare il pubblico, forse ignaro del calore con cui il gruppo sarebbe stato accolto. Scaletta incentrata sui vecchi brani, da "Battle Cry" alla sempre incisiva "Teeth Of The Hydra", passando per "Bounty Hunter", "Die By The Blade", "Into The Arena" e un paio di nuovi brani, tra i quali c'è anche spazio per una dedica a JD Kimball, primo cantante recentemente scomparso. E' sempre un piacere rivedere vecchie glorie, piccole o grandi che fossero, rientrare sulle scene con la carica e la passione messa in mostra degli Omen, che ho avuto il piacere di vedere per ben tre volte nel giro di una settimana (Tradate, Bang Your Head e after show del Bang Your Head) e che in tutte le occasioni mi hanno convinto.
Comincia ormai a fare buio quando salgono sul palco gli headliner Virgin Steele, per quello che - più che un concerto - somiglierà ad un rito o un'adunanza. DeFeis e compagni non si sono certo risparmiati, suonando per quasi 3 ore di fila, con un'unica piccola pausa prima dei bis. Un paio di errori (di Girlchriest su "The Angel Of Light" e di DeFeis su "Burning Of Rome", oltre ai problemi avuti da Pursino alla chitarra) non hanno oscurato la grandezza di una band, capace a 40 anni di reggere un concerto con la foga dei giovani e la classe dei veterani, passando dai brani più epici e tirati degli ultimi dischi all'hard di classe della vecchia ed inattesa "On The Wings Of The Night". Poco altro da dire, specialmente se avete già visto un concerto dei Virgin Steele, perché in tal caso sapete già di cosa sto parlando. Per tutti gli altri, non perdeteli in caso di nuova calata in Italia (Taranto in agosto, si dice), capita raramente di vedere un cantante in stato di grazia come DeFeis riuscire a cantare su note imprendibili suonando nel contempo le tastiere, e un chitarrista sottovalutato come Pursino macinare riff e assoli personali come nulla fosse. Insomma, per chi ancora crede che si tratti dei "fratelli minori dei Manowar"... aprite gli occhi, qui non servono proclami di battaglia e immagini costruite a tavolino per campare, qui è sufficiente la musica.

Scaletta dei Virgin Steele:
"And In The Red Sea - Intro"
"Kingdom Of The Fearless"
"Life Among The Ruins"
"The Angel Of Light"
"The Wine Of Violence"
"In Triumph Or Tragedy" / "Return Of The King"
"Guardians Of The Flame"
"Victory Is Mine"
"Blaze Of Victory"
"Dust From The Burning"
"On The Wings Of The Night"
"Noble Savage"
"Audience Participation" / "Mind, Body, Spirit"
"Wings Of Vengeance"
"By The Gods"
"Blood & Fire"
"Rising Unchained Intro"
Drum Solo
"The Voice As Weapon"
"Invictus"
"Gate Of Kings (acoustic)"
"A Token Of My Hatred"
Vocal Solo / "Crown Of Glory Intro"
Audience Participation
"Emalaith"
"Through The Ring Of Fire"
"The Burning Of Rome"
"Thy Kingdom Come Intro"
(Piano Introduction)
"When The Legends Die"
Guitar Solo / Vocal Solo / "Burning Sword"
"Great Sword Of Flame"
"Minuet In G Minor"
"I Will Come For You"
Bis:
"A Symphony Of Steele"
"Marriage Theme"
"Veni, Vidi, Vici"

A questo link:
http://pacci.altervista.org/immagini/Tradate/Virgin%20Steele%20-%20Gate%20of%20kings.mov
è disponibile un breve filmato di "Gate Of Kings" in versione acustica registrato durante il concerto di Tradate... grazie a Squilibrio del forum di truemetal.it per avere messo in rete il filmato!
Si ringraziano gli organizzatori del Tradate Iron Fest, i Virgin Steele, i DoomSword e tutti i gruppi che hanno suonato... e ovviamente teonzo per avermi dato la possibilità di incontrare il grande DeFeis!!!
(Whiterider39)




Grandioso! E` la prima parola che mi viene in mente pensando al festival di Tradate. Grandioso per i gruppi, grandioso per l'organizzazione, grandioso per il posto. Innanzitutto, il posto: il festival si svolgeva nel campo sportivo del paese, in pratica avevamo a disposizione il campo da calcio e tutta l'area erbosa attorno. Il palco era ad una estremita` del campo, ai lati qualche bancarella delle paccottiglie, dischi e del cibo e dalla parte opposta un tendone stile festa paesana, riempito di tavoli e panche. Dietro questo tendone c'era lo spiazzo per il campeggio, un fazzoletto di campo dove la ventina di tende sono state piu` che degnamente comode. La cucina era ottima, buonissima la carne, capitanata dalla onnipresente salamella e seguita a ruota da altre bonta` materializzate in carne e fagioli. Lode alla birra, presente addirittura in 3 tipi diversi: chiara, ambrata e rossa; buonissima e gustosa (addirittura una Menabrea!), mica l'acquetta che danno ai concerti in Germania. Tutti i cibi e bevande offerte a un prezzo onestissimo (3 euro un panino e 3.50 euri una media da 40 cc), il che ricalca l'organizzazione amatoriale e non da major_ciucciasoldi.
La scelta del campo da calcio come area concerto si e` rivelata vincente: sabato notte e domenica mattina e primo pomeriggio c'e` stato un acquazzone terribile, ma questo non ha rovinato il campo che ha drenato velocemente tutto quanto, lasciando poco pantano nella zona palco, asciugato immediatamente dal sole pomeridiano. I concerti che erano programmati per il primo pomeriggio di domenica non si e` potuto farli sul palco predisposto, causa acqua e soprattutto il bisogno di ripulire e risistemare il palco, e allora hanno portato sotto il tendone per la marmaglia un piccolo impianto di scorta, e cosi` non si e` dovuto rinunciare a nulla di nulla.
Altra nota di merito per i ragazzi dello staff, tutta gente disponibilissima, cordiale e soprattutto appassionata (molte volte mi e` capitato di vedere i ragazzi della cucina correre in prima fila per vedersi i concerti). L'unica critica che devo fare riguarda i bagni: come servizi utilizzavamo quelli del centro sportivo, peccato che per le ragazze ce ne fosse solo uno, quindi coda chilometrica perenne, mentre per i maschi ce ne erano addirittura 4; ottimo come comunque siano stati tirati a lucido tutte le mattine.
I gruppi: premetto subito che conosco poco quelli che hanno suonato, non aspettatevi una recensione tecnica ma solo dei commenti a pelle. Di quelli che hanno suonato sabato pomeriggio presto non ne ricordo uno, sia perche` sono arrivato tardi, sia perche` ero perso a cercare gli amici che arrivavano da ogni angolino d'Italia.
Il primo gruppo che ho visto sono stati gli Hyades. Il loro concerto e` stato un'esplosione di thrash americano anni '80, un bellissimo show di come non se ne vedevano da una quindicina di anni: converse all star rotte, pantaloncini strappati, maglie piene di buchi come un gruviera e soprattutto musica potente, ottima, suonata col cuore e con l'alcool in corpo. Non ci sono altre parole per descriverli: thrash basta e avanza. Se vi piace minimamente il genere, recuperate i loro demo perche` sono veramente validi.
DoomSword: ottimi anche loro, il loro genere estremamente epico ha colpito nel cuore molta gente che si e` catapultata davanti per vederli. Mi ha commosso molto la dedica del cantante verso Quorthon. Hanno fatto il pieno di gente anche grazie alla loro ottima capacita` di coinvolgimento della gente e di tenere veramente bene il palco.
Omen: spettacolari, i migliori della serata. Non esistono parole per descriverli, uno show perfetto, un carisma unico, un coinvolgimento totale. Hanno suonato tantissimi dei pezzi vecchi e una buona parte del loro discone "Battle Cry"; sono riusciti a far smuovere tutta la massa di gente nel campo, tutti, deathster, blackster, tutti quanti si sono sorpresi dall'energia che scaturiva da loro.
Virgin Steele: hanno mantenuto la promessa e hanno suonato veramente per piu` di 3 ore di fila. Per uno come me che apprezza solo in parte il genere e conosce superficialmente il gruppo sono state un po' pesantucce e quindi sono stato sotto il palco solo per quelle canzoni che mi piacciono, mentre il resto del tempo l'ho passato sotto il tendone. Lo show e` stato comunque ottimo, non un secondo di interruzione, con un David DeFeis in formissima, messo molto meglio dell'ultima volta che lo vidi (al gods di qualche anno fa), cosi` come tutti gli altri musicisti. Niente fronzoli e scenografia pacchiana (viste anche le ridotte dimensioni del palco), solo tanta tanta tanta buona musica.
Qui finisce la parte relativa ai concerti, ora pero` vorrei dedicare qualche riga a quello che e` avvenuto la notte.
Finito il concerto (intorno all'una se non vado errato) sono rimasto con i soliti amici sotto il tendone a bere e mangiare; l'organizzazione aveva detto che ci sarebbe stato l'happy hour fino alle 6 del mattino, solo che verso le 3.30 / 4 eravamo sotto il tendone in meno di una decina di umani e abbiamo visto chiudere la cucina e la spillatrice di birra. Con un po' di tristezza siamo andati alle macchine a prendere sacchi a pelo, biscotti e braulio per combattere il gelo varesino notturno (si crepava dal caldo... pero` avevamo ancora energie per cacciar balle quindi abbiamo preso i rifornimenti) e, lungo la strada per la tenda, abbiamo trovato nell'area backstage i Virgin Steele e gli Omen con alcuni ragazzi dell'organizzazione che si apprestavano per cenare. Uno dei nostri amici ha offerto loro alcune birre e DeFeis e gli altri, tutti esaltati, ci hanno invitato a prendere parte al loro party. DeFeis e` un tipo cordialissimo, si e` messo a parlare con tutti quanti gli rivolgevano la parola e si e` fatto ripetutamente fotografare con tutti. Il piu` mitico e` stato il batterista dei Virgin Steele che mi ha finito l'ultimo bicchierone di braulio rimasto nella bottiglia e si e` fagocitato tutti i miei biscotti al cioccolato. Tutti quanti i Virgin Steele e gli Omen si sono dimostrati dei ragazzi (vabbe`...) tranquillissimi e a volte anche timidi, quando, a fronte di ripetuti ringraziamenti e complimenti, arrossivano e guardavano in basso. Roba da matti! Io son rimasto li` poco, tutto quello che avevo da dire lo dissi e quindi mi son ficcato in tenda. Da li` a poco ha cominciato a piovere.
La mattina nell'area concerti c'eravamo solo noialtri che avevamo pernottato e pochi ragazzi dello staff che coprivano la strumentazione sul palco grosso e, vista la pioggia intermittente, preparavano un piccolo palco nel tendone da pranzo. Intanto, visto che i cancelli avrebbero aperto solo alle 13.30, le cucine erano chiuse e per mangiare qualcosa si e` dovuto convincere i sempre gentilissimi ragazzi dello staff ad aprire un pochino prima, vista la fame e la sete che attanagliava tutti i presenti.
I concerti della domenica erano per lo piu` incentrati sulla musica estrema, black e death in primis. Di tutte le esibizioni fatte sotto il tendone, vorrei ricordare l'ottima esibizione dei The True Endless, gruppo black di Novara, con canzoni originali, un bel tiro da seguire e alcune cover interessanti (fra cui "Freezing Moon" dei Mayhem). Giorni prima, voci indiscrete mi avevano detto che la (bellissima!) bassista avrebbe probabilmente fatto uno spettacolino da mangiafuoco, peccato che non si potesse fare sotto il tendone, sarebbe stata una cosa molto eccitante! Peccato davvero! Degli altri che son passati sotto il tendone, non posso non citare i pessimi Blood Thirsty Demons, gruppo doom che ci ha deliziato, fra le canzoni proprie, con un medley malsuonato dei Black Sabbath di Ozzy e una "Come To The Sabbath" irriconoscibile. Che ci facessero cosi` in alto in scaletta (son stati fra gli ultimi a suonare sotto il tendone) penso non lo sappia nessuno.
Dopo tutto questo, arrivati piu` o meno alle 21, si e` riusciti a recuperare il palco grosso e a fare i concerti finali. I primi a suonare qui sono stati gli HateWork. Per quello che ho visto, sono quelli che mi sono piaciuti di piu` nei 2 giorni. Loro si definiscono (a buon giudizio, direi) Thrash'n Roll, e questo dovrebbe bastare per far capire la potenza e l'energia che sprigionano sul palco. Headbanging a manetta, cori, casino bestiale, grida... tutto il meglio che si puo` volere dal thrash old school americano e dal rock and roll ciabattone made in Motörhead. Il pubblico si e` esaltato, me compreso che non li conoscevo per nulla, figuriamoci quelli che li seguono da un po'! Mi hanno fatto un'impressione veramente ottima che sono corso subito a comprare il loro disco. Nella scaletta era presente anche una cover di "Black Metal" dei Venom, e solo per questo andrebbero supportati.
Causa vari problemi, qui e` terminato il mio Tradate Iron Fest, e cosi` mi sono perso le esibizioni di Vexed e Dismember... peccato, perche` i Dismember, visti a Wacken l'anno scorso, hanno davvero fatto uno spettacolo ottimo, a detta degli amici che sono rimasti la`. Idem i Vexed, che pero` conosco solo di nome.
In conclusione: festival ottimo, ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento negli anni a venire. Speriamo e supportiamo!
(gg)