THE PROPHECY + THUNDERSTORM + GAIA'S VESTIGE
02 Ottobre 2004
Country Star
Albignasego (PD)


Ad aprire il concerto sono stati i vicentini Gaia's Vestige. Questo sestetto propone una specie di incrocio tra death melodico e power sinfonico. Li avevo già visti tempo fa di spalla ai Coram Lethe, e quella volta non mi erano piaciuti minimamente. Questa volta sono stati un po' meglio, ma c'è ancora molto da lavorare secondo me. Le canzoni sembrano un collage di parti che non c'entrano nulla tra loro, il risultato non convince e non coinvolge (tant'è che metà del tempo l'ho passato a spulciare le bancarelle di CD). Hanno chiuso con una cover di "Blinded By Fear" degli At The Gates... ragazzi, servirebbe un po' più di fantasia nella scelta delle cover, sta qua la fanno l'80% dei gruppi death metal agli inizi, ormai ha stancato.
Dopo un veloce cambio palco è stato il turno dei bresciani ThunderStorm. Per fortuna con loro il livello qualitativo è salito notevolmente, raggiungendo picchi molto alti. Per chi non li conoscesse suonano un doom metal molto sabbathiano, bello coinvolgente e lisergico (massì dai, ogni tanto i paroloni che mi vengono in mente li scrivo invece di censurarli). Dal punto di vista strumentale tanto di cappello, chitarra e basso andavano a braccetto in maniera ottimale, ed il batterista pestava veramente come un dannato, tant'è che c'era un pezzo della pelle del rullante che sobbalzava ad ogni colpo, hehehe. La cosa che non mi ha convinto al 100% è la voce di Fabio. Intendiamoci, non fa schifo, anzi, ma secondo me la parte strumentale è strafiga, mentre la voce solo carina, e messa in confronto al lato strumentale ne esce penalizzata. Lo stile vocale di Fabio deve molto ad Ozzy, però manca quel "rinculo" da psicopatico tipico del vecchio Ozzy. Beh, buon per Fabio, vuol dire che il suo cervello funziona, hahahah. Per evitare che al prossimo concerto mi ammazzi (come farebbe ogni doomster che si rispetti), gli faccio i complimenti per gli assoli, molto evocativi. Da segnalare che, causa rottura, il bassista ha suonato l'ultima canzone senza la cordona del mi.
Per ultimi è toccato agli inglesi The Prophecy, di cui un anno e mezzo fa avevamo recensito l'album "Ashes". Loro erano assonnati perché non dormivano da due giorni per guidare i furgoncini, noi eravamo assonnati perché era quasi l'una di notte, ma sono bastati un paio di growl del cantante Matt per svegliarci tutti, eheeheheh! Il loro concerto è stato molto bello e coinvolgente, fanno un doom/death/gothic che non dice molto di nuovo rispetto alle vecchie glorie loro conterranee, ma lo fanno in maniera personale. Le canzoni, pur essendo belle lunghe, erano belle varie e fluide, e non sono mai risultati pesanti. Molto bravi sia a creare riff, sia nelle melodie. Inoltre hanno pure suonato per quasi un'ora e mezza, e sono tutti dei ragazzi simpatici ed alla mano. Cosa chiedere di più da un gruppo?
In complesso è stato un bel concerto, nonostante l'acustica del locale non sia il massimo della vita (il palco da un lato e le colonne in mezzo alla sala non aiutano) i suoni erano buoni e belli pompati. Peccato che sia venuta poca gente, al massimo eravamo una cinquantina.
(teonzo)