TANKARD + IRREVERENCE + EVISCERATE
30 Settembre 2006
Siddharta
Prato


Dopo tre anni finalmente il metal torna al Siddharta, e lo fa col botto! Questo tempio toscano della musica alternativa chiuse alla fine del 2003 dopo che i proprietari decisero di trasformarlo in un locale per lap dance (!), ma dopo tre anni è stato fatto dietro-front e il metal è tornato di casa. Ovviamente per i toscani l'evento era importante anche per questo, per rivedere il metal nel loro locale storico, e non nascondo che anche io, che l'ho frequentato per solo una stagione prima della chiusura, non vedevo l'ora di pogare nuovamente nella mitica saletta!!!
Finita questa doverosa introduzione passiamo ai concerti. Entro nel locale all'apertura, alle 22, e dopo meno di quindici minuti gli Eviscerate salgono sul palco. Di loro avevo sentito alcuni pezzi qualche tempo fa e ricordo che mi avevano positivamente colpito, e anche stasera confermano la mia impressione: la loro proposta è un thrash-death influenzato in primis da Chuck Schuldiner e i suoi Death, ma in generale anche dalla scena svedese. Si nota subito la grande tecnica del chitarrista solista e del bassista, che esegue moltissime parti in tapping, contrapposte alla rabbia del cantante-chitarrista e del batterista. Forse forse il cantante era l'unico che metteva veramente rabbia nei pezzi, con una voce simile a Mille Petrozza e un'ottima presenza scenica, mentre chitarrista e bassista sopraccitati scenicamente erano molto scarsi, non un accenno di headbanging, non una mossa, e questo secondo me ha fatto perdere un po' di potenza nel complesso. Comunque sia compositivamente hanno dimostrato la loro classe, con molte parti arpeggiate e sfuriate degne di nota. In tutto ciò li ha aiutati molto un suono davvero ottimo, e questo è un bene perché spesso le band di apertura sono quelle che godono del suono peggiore. Dopo cinque pezzi scendono dal palco, promossi a pieni voti!
Breve cambio palco ed è la volta degli Irreverence, thrash band milanese oramai famosa in suolo italiano. Stesso tipo di formazione degli Eviscerate, ma proposta musicale molto più diretta e d'impatto, con molti richiami ai Sodom (similissima la voce del cantante). Il pubblico inizia a scaldarsi e sotto il palco si generano i primi poghi, mentre il gruppo continua a picchiare come un fabbro grazie a pezzi come "Hate Has No Name" o "The Last Charter". C'è spazio anche per due cover: mi aspettavo "Agent Orange", invece è la volta del mega classico dei Motörhead "Ace Of Spades", eseguita alla velocità della luce, e una sorpresa, un pezzo degli Onkel Tom (perdonatemi, ho il motivo del ritornello in testa ma non ricordo il titolo, il tedesco lo so poco...), dove sembra davvero di sentire cantare lo Zio Tom. Ma attenzione, durante l'esecuzione di quest'ultima sbuca sul palco un omone riccioluto... ma sì, è proprio lui, Gerre dei Tankard, che corre al microfono a cantare il pezzo insieme al cantante (visibilmente sorpreso), e generando ovviamente il putiferio tra il pubblico. Unico neo della prestazione, i suoni, veramente indecenti, con la batteria a volume bassissimo e la voce che spariva in continuazione, peccato davvero. Otto pezzi in totale per loro, ed è l'ora di lasciare ai Tankard il pubblico oramai scaldato a dovere!
Cambio palco leggermente più lungo e alle 23.30 circa i quattro Kings Of Beer da Francoforte irrompono sul palco come un treno in velocità, scatenando il putiferio nella piccola saletta del Siddharta. Gerre sembra in formissima, canta davvero bene ed è un frontman eccezionale, alterna sfuriate in headbanging a balletti da Oktoberfest, e il resto del gruppo non è da meno! Ovviamente vengono eseguiti pezzi dall'ultimo "The Beauty And The Beer" come "Ice-Olation" e "The Beauty And The Beast", ma è il numero impressionante di classici che provoca il macello maggiore, pezzi come "Zombie Attack", "Chemical Invasion", "The Morning After", "Beermuda"... Ovviamente non mancano siparietti col pubblico, del tipo "la security dice di fare più piano, ma io non capisco, è una festa, no?", oppure "noi siamo un gruppo che tratta anche temi seri come la morte" per introdurre "Die With A Beer In Your Hand", ma di pause ce ne sono state pochissime, i pezzi sono stati tutti sparati in faccia al pubblico uno dietro l'altro. Tecnicamente l'esecuzione non è il massimo... ma vabbè, stiamo parlando dei Tankard, ha importanza? La panza di Gerre ovviamente viene mostrata continuamente, quasi come un trofeo e simbolo del gruppo! La risposta del pubblico è micidiale, con un pogo inarrestabile, continuo crowd surf e lanci di gente dai soppalchi laterali! La chiusura viene affidata al mega-classico "Empty Tankard", ultima fatica di un pubblico oramai stremato dal pogo e dal sudore, e nel finale Gerre per non risparmiarsi si lancia anche sul pubblico (come se fosse piccolo...) e corre a salutare tutti i presenti. Poche parole da spendere sulla storia di questo gruppo, forse secondi a molti come qualità tecnico-compositive in campo thrash, ma forse forse secondi a nessuno in quanto ad attitudine, tant'è che pochi concerti riescono ad essere così caldi e intimi, complice anche un Siddharta colmissimo e "sudato".
Per citare un saggio:
Li ammiro molto perché, pur essendo stati fatti passare più che altro per un gruppo di macchiette dall'approccio demenziale, hanno tenuto alto il vessillo dell'heavy metal più di tanti defender-de-noattri, che invece hanno già messo le pantofole da tempo mentre loro, i crucchi briaconi, saranno a menare riff thrash con impeto e voglia di divertirsi.
E come non essere d'accordo, il thrash è soprattutto questo!!!
Saluto quindi il Siddharta quasi a chiusura, con un Gerre ubriachissimo che girella nel locale, balla nella sala dark e viene a fare headbanging su "Over The Wall" in quella metal... lunga vita ai Tankard!!! Ora mi vado a stappare una birra in onore di questa serata...
(DanieleDNR)


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