SUFFOCATION
19 Maggio 2007
Temo Rock
Gualtieri (Reggio Emilia)


I paladini del brutal finalmente in Italia per ben quattro date, accompagnati da band di supporto tutte tricolori, nella fattispecie Natron e Mindsnare, nonché Cripple Bastards nella data di Palermo.
Guest che, purtroppo, a Reggio Emilia non sono presenti, poiché il tempo stringe per dar spazio a una festa sudamericana (!) dopo il concerto, party che poi non avrà luogo…

E’ un Tempo Rock abbastanza pieno quello che accoglie i cinque newyorkesi, e il prezzo di 11 euro era un ottimo invito di sicuro.
E sono le 23 quando, sulle note di “Abominations Reborn” (opener dell’ultimo disco) i cinque assalgono gli spettatori annichilendoli all’istante. Il pogo si scatena istantaneamente e con violenza.
Intanto la scaletta, in ordine fedele ma non precisissimo:

Abominations Reborn
Thrones of Blood
Infecting the Crypts
Catatonia
Blind Torture Kill
Liege of Inveracity
Redemption
Entrails in you
Breeding the Spawn
Pierced from Within
Funeral Inception
Jesus Wept

Ben quattro pezzi quindi dall’omonimo ultimo album, lavoro davvero ottimo che deve aver soddisfatto molti vista la calorosa accoglienza sui pezzi proposti.
Pezzi che vengono sapientemente mescolati con i grandi classici come “Catatonia” (prima canzone scritta dal gruppo, ripresa poi nell’EP “Despise The Sun”) e “Infecting The Crypts”.
Nella formazione attuale troviamo Derek Boyer al basso (gia presente nei Decrepith Birth) e Guy Marchais alla chitarra ad affiancare gli storici Frank Mullen, Terrence Hobbs e Mike Smith.
Un Mike Smith veramente impressionante che più volte cattura da solo tutta l’attenzione del pubblico, cimentandosi in ottime finezze condite da una potenza con pochi pari in campo death.
Poi ovviamente Frank Mullen, autore di una prova vocale perfetta (con qualche effetto, ma solo riverbero e poco altro) e dal gran carisma, con tutto il pubblico a mimare il suo famoso gesto del blast beat con la mano.
Ottimi anche i suoni, con un basso potentissimo e le chitarre molto simili a quelle che abbiamo sentito sull’ultimo album, suoni un po’ particolari ma davvero belli se ci si fa l’orecchio.
Il tempo stringe e la classica “Funeral Inception” chiude il concerto. Il roadie aveva già spento l’amplificatore del basso, ma la continua insistenza di un pubblico calorosissimo ha richiamato il gruppo sul palco che ha eseguito una micidiale “Jesus Wept”, ponendo una lapide sopra un pubblico stremato.
Finito il concerto musica metal nella saletta secondaria, con il gruppo al completo ad incontrare i fan, scambiare due chiacchere e bersi una birra insieme a loro. Alla mano e molto simpatici, soprattutto Mike Smith: non si sarebbe mai detto che quell’uomo una mezzora prima era sul palco a demolire un drum kit…





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