RUSH
21 Settembre 2004
Mazda Palace
Milano


Di solito non mi piacciono le esagerazioni, però in questo caso parlerò di un evento veramente unico, sicuramente di uno dei concerti più importanti degli ultimi anni: il primo live dei Rush in Italia!
Beh, non serve che dica chi sono i Rush, da quanto suonano, cosa hanno fatto e qual è la loro importanza. Di certo posso dire che il trio canadese spesso ha rinunciato a suonare dal vivo se la struttura non rispecchiava le esigenze dello show che la band voleva proporre ed il più delle volte la gran parte dei concerti era lontano dall'Europa. Questa volta in occasione del loro trentennale d'attività ecco il fatidico tour, da maggio ad agosto nel Nord America, in settembre prima in Inghilterra e poi nel resto del vecchio continente.
Inutile dire qual era lo stato d'animo dei fan accorsi al Mazda Palace: sicuramente ognuno sapeva in cuor suo che avrebbe assistito ad un qualcosa di grandioso, eccezionale, indescrivibile. Beh, personalmente per quanto mi fossi preparato psicologicamente, neanche lontanamente avrei mai potuto immaginare quello che ho visto e sentito. Ho solo una parola: IMMENSI. 31 brani, oltre 3 ore di concerto inframezzate da una pausa di circa una quindicina di minuti per allestire diversamente il palco con altri effetti speciali (già... perché non bastano quelli che ci offrono i 3!!!).
Dopo un video introduttivo con un simpatico vecchietto in cui viene passata in rassegna tutta la discografia grazie ad immagini dei relativi album, Neil, Alex e Geddy salgono sul palco ed aprono le danze con un medley di poco meno di una decina di minuti, con estratti dai primi album. Si ha già l'impressione di essere fuori dal mondo e dal tempo: anche se emerge qualche problemino di acustica, si vede subito che i tre sono in perfetta forma e che ci regaleranno emozioni uniche. Si susseguono poi brani quali "The Spirit Of Radio", "Force Ten", "Animate", "Subdivisions", "Red Barchetta", "Roll The Bones", "Bravado", fino a raggiungere l'apoteosi con "YYZ". In precedenza viene anche proposta "Earthshine" tratta da "Vapor Trails". Prima della pausa vengono proposte anche "The Trees", "The Seeker" (brano degli Who inserito nell'ultimo lavoro "Feedback") e "One Little Victory", tratta sempre da "Vapor Trails", con effetti speciali veramente sorprendenti.
E' giusto far notare una cosa: è ovvio che la musica prima di tutto si ascolta, ma le atmosfere ricreate grazie alle luci e alle immagini proiettate sul maxischermo hanno reso ancora più bello tutto quanto: atmosfere surreali, psichedeliche... una cosa veramente magnifica e suggestiva.
Dopo la pausa ecco arrivare il video di "Darn That Dragon", altra animazione in stile Rush, come sempre molto divertente. Appena il video finisce, il trio riparte sulle note di "Tom Sawyer". E non ce n'è per nessuno! E' impressionante vedere la scioltezza di questi tre cinquantenni, muoversi e saltare sul palco come dei ragazzini e, nello stesso tempo, fare numeri da circo con un gusto, una classe, un'anima che solo le vere rock band di certe annate possono avere.
Si va avanti con "Dreamline", "Secret Touch", "Between The Wheels", "Mystic Rhythms", "Red Sector A". e a questo punto... piccolo spazio pubblicità? Eh, spazio al professore, il sig. Peart, Neil Peart. Inchinarsi e riverirsi in umile prostrazione di fronte a quest'uomo. Il solo di batteria è quello che potete ammirare su "Rush In Rio" però vederselo dal vivo è tutt'un'altra cosa!!! Fa subito seguito un piccolo medley acustico con "Resist" e "Heart Full Of Soul". Poi ripartono le mazzate con "2112", non si fa tempo a riprendersi che arriva "La Villa Strangiato". Da paura!!!
Chiudono "By-Tor And The Snow Dog", "Xanadu", "Working Man", I Rush lasciano il palco ma rientrano poco dopo per riproporci "Summertime Blues", "Crossroads" e "Limelight". Alla fine riecco il vecchietto del video iniziale che si va a coricare soddisfatto e che ci chiede: "ma come? 31 brani e non siete ancora soddisfatti?". Beh, la risposta è decisamente no. No perché ho assistito ad un concerto semplicemente immenso e di fronte a manifestazioni di questo tipo, in cui comanda la musica nel senso più puro del termine, non si può continuare a non volerne ancora soprattutto quando la musica giunge a noi attraverso l'anima, il cuore, le mani questi tre personaggi.
Sono molto dispiaciuto per il fatto che in Inghilterra le date dei Rush hanno fatto sold-out ovunque mentre in questo paese gli stadi vengono riempiti da ubriaconi o da menestrelli rockettari che fanno della banalità la loro bandiera. Il Mazda aveva ancora diversi posti vuoti. E allora mi domando: perché ad un evento del genere la gente non muove il culo? Dove sono tutti questi "esperti" che popolano i forum, dove sono questi cari intellettuali della musica esperti delle scale di Petrucci e dei passaggi di Portnoy pronti a criticare qualsiasi gruppo?
Beh, bisogna ricordarsi che non basta tentare di scimmiottare un passaggio di batteria per "saper suonare": suonare è vivere la musica, trasmettere e condividere le emozioni che solo lei ci può dare. Chi non c'era, che stia zitto per sempre e se parla che vada a fare in culo lui e la sua ignoranza!!! Chi non c'era ha perso un'occasione, l'occasione di crescere, di capire cosa differenzia le band di una volta da quelle di oggi, cosa manca alle band di oggi, qual è il valore aggiunto degli anni '70 e '80. ha perso una lezione di musica che vale 1000 volte di più di un qualsiasi clinic, o forse dovrei dire che ha perso una lezione di storia.
Ma forse ancora più semplicemente dovrei dire che ha perso l'occasione di sentire pulsare il proprio cuore, forte, vivo più che mai. Proprio come quei tre "vecchietti", il professore, il nasone ed il ciccione, che con più di 50 anni sulle spalle sanno ancora regalarci uno spettacolo del genere.
Immensi... ed anche commoventi, come mi ha detto un certo "ragazzino" che ha fatto la storia del metal italiano. Geddy ha salutato con un "arrivederci a presto": speriamo sia il prima possibile!!!
(Disconnected)