ROCK HARD FESTIVAL: SODOM + Grave Digger + Exciter + Tygers Of Pan Tang + Strana Officina + Gama Bomb + Rain + Elvenking + Irreverence + Malnatt
19 Settembre 2010
Estragon
Bologna


Appuntamento imperdibile per un amante di certe sonorità più "datate" quello del Rock Hard Fest organizzato dalla nota testata giornalistica metal in quel di Bologna, presso l'Estragon, tempio della musica metal bolognese.
Fortunatamente, dopo essere stato in forse fino a due giorni prima, riesco ad accordarmi con un amico per raggiungere la location bolognese dove si svolgerà il tutto, quell'Estragon che ha ospitato molti concerti ma che ancora non avevo avuto il piacere di "visitare". La giornata è soleggiata, l'atmosfera rilassante, e sebbene inizialmente dispiaciuto per il fatto che la manifestazione si sarebbe tenuta al coperto, ora di sera ho già cambiato parere, essendosi abbassata rapidamente la temperatura; comunque un'ottima cornice, l'esatto contrario di quanto accaduto il giorno precedente al mitico Metal Disorder in quel di Pogliano M.se. Mi si permetta di aprire una piccola parentesi: la sfortuna gioca sempre a favore dei ragazzi che organizzano questa bella manifestazione underground, ed il sabato in cui ci si aspettava una buona affluenza per via degli headliner Gama Bomb (rivisti a Bologna il giorno seguente), una pioggia incessante durata tutta la notte precedente e buona parte della giornata di sabato 18 settembre ha cambiato inaspettatamente le sorti dell'evento, allagando il campo sportivo e costringendo allo spostamento del palco sotto l'unica tettoia che avrebbe garantito quanto meno il corretto svolgersi del festival. Così è avvenuto, seppur il meteo abbia fatto desistere molta gente dal recarsi in loco.
Ritorniamo in Emilia Romagna, dove arriviamo a manifestazione già inoltrata; perdiamo i primi 3 gruppi, Malnatt, Irreverence ed Elvenking, ed entriamo in occasione delle battute iniziali dello show dei Rain. Non avevo mai visto il combo in questione, che gioca in casa e riesce già a cominciare a scaldare gli animi dei presenti, con l'heavy spruzzato di hard rock che da sempre caratterizza il corso della band. Buona la prestazione dei singoli componenti, che raccolgono il consenso dei fan più sfegatati e di buona parte dei metallari accorsi non troppo intenti a fumare o bere birra all'esterno, soluzione decisamente scaltra dopo aver pagato un biglietto per l'ingresso non poco salato... ma lasciamo perdere, anche questa è Italia.
Primo cambio palco al quale assisto, ed ecco salire gli irlandesi Gama Bomb, acclamati da molti giovani thrashers accorsi sul posto anche per loro, oltre ovviamente che per gli headliner; per il sottoscritto, come già detto, è la seconda esibizione in due giorni, avendoli osservati in azione anche il giorno precedente (insieme a tante interessanti realtà del panorama italico underground), e decido di godermeli senza accedere al pit. Per chi conosce la discografia della band, sa che non ci si può aspettare altro se non un concerto a testa bassa dall'inizio sino alla fine, con brani che hanno il primario e solo intento di schiacciare l'acceleratore fino a fine corsa, estrapolati da "Survival Of The Fastest", "Citizen Brain" e l'ultimo "Tales From The Grave In Space"; alla fine i 5 ragazzi dimostrano di divertirsi quasi più del pubblico, e l'attitudine è giusta e piace agli astanti che approvano e applaudono.
L'Estragon diventa gremito di fans accorsi da tutto il nord Italia, ma anche dal centro, per assistere all'esibizione della Strana Officina, che ancora una volta richiama un gran numero di accaniti fans e li delizia con i brani che hanno fatto la loro storia, oltre ai nuovi estratti dall'ultimo "Rising To The Call". Dario, Rolando, Bud ed Enzo mettono l'anima ancora una volta, e sono ripagati da una moltitudine di persone che canta con loro "King Troll", "Metal Brigade", "Profumo di Puttana", "Autostrada dei Sogni" ed altri classici, per chiudere come di consueto con "Officina". Un'esibizione da manuale, con la componente più "giovane" scatenata, per caricare alle stelle il morale dei presenti. Sempre grandissimi, difficile stancarsi anche dopo averli visti solo due mesi prima in quel di Trecate.
E' tempo di calmare le acque, e ci pensa una leggenda della NWOBHM quali sono i Tygers Of Pan Tang a rilassare e nel contempo emozionare sulle note di brani più o meno classici della propria discografia; per chi non ne fosse a conoscenza, l'attuale voce della band è l'italianissimo Jacopo Meille, che ce la mette tutta nello scaldare il pubblico e promuovere una band che in una nazione come la nostra è relegata quasi allo stato underground, o comunque nota solo a pochi dei presenti, complice l'ultimo dei membri storici, nonché fondatore, Robb Weir. Alla faccia degli anni che passano, i "vecchietti" inglesi stupiscono per la grande forma e il calore trasmesso con la propria comparsa sul palco, un grande applauso alla band conosciuta dai più per lo storico "Spellbound" e le citazioni di nomi famosi come punto di riferimento della propria musica.
Errore clamoroso il sedersi a tavola proprio all'inizio dell'esibizione che più attendevo; dopo un'ottima performance al Tradate Iron Fest del 2005, ed avendoli persi in occasione di una passata calata di promozione per l'ultimo "Thrash Speed Burn", riecco in gran forma i paladini dello speed metal: signori e signore, i canadesi Exciter! Purtroppo della scaletta totale riesco a seguire solo 7 brani, ma fortunatamente posso assaporare le note di classici come "Rising Of The Dead", "Heavy Metal Maniac" e "Violence & Force", che ripagano in toto le speranze riposte. Sempre sporchi, rozzi, ma dannatamente dritti al punto! Onestamente, si sente la mancanza di Belanger, anche se l'attuale singer Kenny Winter svolge il proprio compito di mattatore nel miglior modo possibile, con Clammy, Rik Charron e l'inossidabile John Ricci a completare l'opera all'insegna dell'adrenalina pura. Grandi Exciter!
Arriviamo ai piani alti della scaletta, che prevede ora le ultime due comparse: ecco giungere sul palco i tedeschi Grave Digger, decisamente fra i più acclamati ed attesi nella giornata di domenica 19 settembre, all'interno di un festival che è comunque riuscito a mettere d'accordo più "indirizzi di pensiero". Ammetto di non aver mai seguito più di tanto i power metallers teutonici, e della discografia dei nostri conosco brani del calibro di "Excalibur", "Rebellion" o "In The Dark Of The Sun", quindi quanto di più noto abbiano mai scritto. Nonostante tutto, l'esibizione è molto apprezzata fra i presenti accorsi, compreso il sottoscritto, con una band che sembra non sentire il peso degli anni ed affronta l'uscita di un nuovo lavoro con la nuova formazione in gran spolvero.
Tempo di salire sul palco dell'Estragon per gli headliner della giornata: Tom Angelripper, Bobby e Bernemann, un trio dall'aria trasandata e dal fare scanzonato, pronto però a trascinare il pubblico senza sosta, con il meglio della discografia ancora una volta rispolverato per saturare di thrash teutonico le orecchie degli spettatori. Come non citare l'opener "The Saw is the Law", la violenza di "Outbreak of Evil", una "Witching Metal" dedicata allo scompaso Chris Witchunter, "Agent Orange" e "Remember the Fallen", la classica cover di casa Motorhead "Iron Fist", ed il loro, diciamo così, personale tributo a Lemmy "Ausgetbomb", altro classico che sembra essere particolarmente apprezzato dai presenti, per chiudere con "Bombenhagel". Un concerto ancora una volta caratterizzato da una violenza estrema (così come lo scorso anno in quel di Pavia per il Milano Thrash Fest), che impegna lo zoccolo più duro ed accanito fino all'orario limite consentito dalla legge.
Un'ottima rassegna, che si spera possa avere un seguito in futuro, considerata comunque la buona affluenza di pubblico e la risposta positiva di una grande fetta dei metalheads presenti praticamente a tutte le band alternatesi. Heavy regards!

(PaulThrash)