Pollution Fest
Darzamat + Mind Snare + Paulzeder + Forgotten Tears + Rosa Antica + Decadence Death

04 Febbraio 2007
Noise Club Via S. Massimo 1
Torino


Ed eccomi qui a scrivere di questa nuova edizione del Pollution Fest. Sebbene i cartoncini che reclamizzavano l'evento indicassero le 19.00 come orario di apertura dei cancelli, sono arrivato al Noise (l'ex Barrumba) alle 20.15. Ovviamente la manifestazione non era ancora iniziata, come succede sempre quando si svolge un concerto nel nostro Bel Paese. Nel complesso, comunque, ero abbastanza rilassato e desideroso di godermi lo spettacolo. Anche se, a onor del vero, la mia mente era attraversata da strani presagi, rafforzatisi quando ho visto le poche persone in attesa davanti al Noise. In effetti, quando una settimana prima mi era capitato fra le mani il volantino del concerto, non ho potuto fare a meno che alzare un sopraciglio. I Darzamat sono sì un gruppo emergente molto talentuoso, non per nulla li sostengo con passione, però non penso siano indicati per il ruolo di headliner, soprattutto in Italia. Sono sì conosciuti, ma non famosi al punto di attirare schiere di fan. Stessa cosa per il secondo grande nome dell'evento: i Mind Snare. Una leggenda inossidabile, che però soffre di quella cronica malattia dei gruppi estremi italiani che li porta ad essere più stimati all'estero che qui da noi.
In occasione dell'edizione precedente del Pollution, quella con gli Impaled Nazarene, ero però stato colto di sorpresa da un'affluenza di pubblico veramente consistente. Ragion per cui, a pensare certe cose mi sentivo un po' come il classico uccello del malaugurio. Perciò, ho ingoiato mentalmente i miei pensieri, perchè spesso la realtà tende a sorprendere.
Sceso nel locale, sicuro di non bere alcolici perchè il giorno dopo mi sarei dovuto alzare prestissimo (proposito che poi ho gettato alle ortiche), giusto un piccolo attimo d'attesa ed ecco i Decadence Death (cthulhu@decadencedeath.com / http://www.decadencedeath.com/) salire sul palco. Questo è un giovane gruppo di ragazzi torinesi, dediti ad un death metal di buona fattura. Peccato solo che la prima canzone mi abbia lasciato un po' di sasso, visto il missaggio completamente sballato, un microfono spento, una chitarra senza volume. Non è stata certamente colpa dei Decadence Death, già in possesso di qualche idea personale, però tutti i gruppi che aprono i concerti devono pagare scotti di questo genere. Fortunatamente, i suoni sono migliorati canzone dopo canzone, ed i musicisti mi hanno fatto una buona impressione: il piglio è quello giusto, ed anche l'attitudine. Mi sono stati subito simpatici, e per questo motivo ne ho acquistato il demo al piccolo stand (assieme a quello dei Blade e dei torinesi Heretica).
A seguire i Rosa Antica (daniel_m33@libero.it / http://www.rosantica.com/), gruppo piuttosto personale e legato solo superficialmente al contesto annunciato dal sottotitolo del Pollution di quest'anno: "Death Attitude". Il death metal fa certamente parte del background dei musicisti, ed a volte fa sentire la sua presenza massiccia in tante composizioni. Ma definire i Rosa Antica una death metal band sarebbe impreciso e fuorviante. A partire dai vocalizzi puliti del cantante, proseguendo con le melodie onnipresenti e le note atmosferiche della tastiera, il sound di questo gruppo (sempre torinese) sembra prendere a piene mani dal gothic, senza disdegnare fugaci capatine su altri generi. Le loro composizione riescono a prendere quasi subito, e gli artisti si muovono bene sul palco. Gli arrangiamenti mettono in luce una certa raffinatezza, che viene spesso corrotta da improvvisi slanci di brutalità (mai esasperata). L'unico limite, così a naso, è una certa similitudine nelle melodie. Ripetò però, è solo una mia impressione. Ho qui con me il loro promo, lo ascolterò e saprò darvi un giudizio più obiettivo in futuro, e vedrò se un ascolto attento confermerà le mie impressioni del momento.
Talvolta il pubblico ha la bizzarra abitudine di pagare un biglietto intero per vedersi un concerto dalla metà, in attesa dell'headliner. Viste le poche persone, ho pensato che magari il locale si sarebbe riempito mano a mano che la manifestazione si avvicinava al suo clou. Invece, ed i poveri Forgotten Tears (www.myspace.com/forgottentearsband) ne sono testimoni, il pubblico non solo non aumentava, ma dimostrava una freddezza sempre maggiore. Quando i milanesi hanno cominciato a suonare il loro professionalissimo death metal melodico di matrice svedese, il pubblico in pista sarà stato ridotto a quattro, cinque persone. Gli altri a bere al bancone, o in sala fumatori, o a cazzeggiare. E' sempre dura per un'artista esibirsi di fronte a nessuno, ma Torino ormai mi ha abituato a questa cosa. Ed io mi vergogno, perchè amo questa città. Perchè a Torino c'è gente capace di litigare e di sbattersi a rischio della propria salute per vedersi un festival metal, come il sottoscritto. Ma la lotta di uno non serve a nulla, ed a poco a poco il pubblico torinese perderà anche le poche occasioni di buona musica che gli vengono concesse. Pazienza, si accontenterà di invidiare Milano... Comunque sia, i Forgotten Tears mi hanno soddisfatto, sebbene non ami molto il loro genere (condito poi da una cover degli In Flames). Però non si sono tirati indietro, e scommetto che se ci fosse stato un solo spettatore, avrebbero dato il loro meglio lo stesso. Bravi, onore a voi. Scusatemi per l'accoglienza che Torino vi ha riservato.
Dopo di loro, i Paulzeder (www.myspace.com/paulzeder) hanno fatto il loro ingresso in campo. Decisi, severi e dal suono compatto, hanno svolto bene il loro compito senza però far gridare al miracolo. Durante l'ascolto dei loro brani, non ho potuto fare a meno di pensare a come siano limitanti determinate scelte compositive. Già i Forgotten Tears, per quanto bravi, risultano a mio avviso penalizzati da alcune scelte compositive prevedibili, figlie di una notevole aderenza ai modelli svedesi. I Paulzeder, per quanto diversi, condividono con i milanesi questa tendenza a scegliere melodie un po' scontate, grazie alle quali tentano di rendere varia la loro proposta musicale. Una proposta creativa e convincente, ma che a volte sà di già sentito e sorprende poco. Comunque sia, un gruppo valido da non sottovalutare e, lo scrivo così ad istinto, non ancora al massimo delle sue potenzialità. Si sente che la stoffa c'è, ma è ancora "frenata" da alcune scelte compositive prevedibili.
Dopo i Paulzeder, ecco i Mind Snare (info@mindsnare.it / http://www.mindsnare.it/). Beh, qui non si deve certo pensare a chissà quale innovazione. No, i Mind Snare hanno sempre suonato death metal, di quello puro e genuino. Niente melodie, niente passaggi influenzati dal heavy classico, nessuna voce strillata. Sul palco esplode un assalto di death metal oscuro, tradizionale ed indistruttibile come quello che il gruppo ci propone da anni. Se di "Death Attitude" si dovesse veramente parlare, i Mind Snare ne sarebbero la rappresentazione in carne ed ossa. Riff su riff, ritmica devastante, growling profondo, poche parole tra una canzone e l'altra: solo un death metal terremotante, vero come pochi. E' un peccato che il nome dei Mind Snare comparisse così di sfuggita nel volantino. Io l'avrei evidenziato, ma non per scarso rispetto nei confronti degli altri gruppi. L'avrei evidenziato per il rispetto che porto ai musicisti, per il contributo che hanno dato allo sviluppo del death metal in Italia. In questo Pollution, il pubblico di Torino non ha tributato questi loro onorevoli concittadini con una folta presenza. Però un tributo l'hanno voluto fare i Mind Snare, con una bella cover degli Slayer.
I Darzamat (darzamat@d.pl / http://www.darzamat.art.pl/) sono saliti sul palco dopo aver risolto i problemi con il loro autista, che avrebbe dovuto guardargli lo stand dei CD e magliette. Sparito, stavano ritardando lo show perchè non volevano lasciare il merchandise sguarnito. Fortunatamente hanno poi trovato un ragazzo nerovestito che si è proposto di fare il cane da guardia per loro. Indovinate un po' di chi si è trattato? Ehm... Comunque l'autista è presto tornato al suo posto ed i Darzamat, attorniati da grandi drappi ritraenti l'immagine di copertina di "Transkarpatia", sono partiti subito alla grande. Peccato per i volumi sciagurati che non riuscivano proprio a far rendere le due voci contemporaneamente. Quando cantava Flauros, Nera non si sentiva. Quando invece alzavano il volume di Nera, Flauros scompariva. Alla fine i volumi sembravano aver preso una quadra ed il gruppo ha potuto sfoderare tutta una serie di nuovi classici. "Vampiric Prose", "Hallucinations", "Blackward" e così via, fino alla vecchia "Storm" a concludere la loro esibizione. I polacchi non hanno deluso: grintosi, arrabbiati e precisi nonostante tutto. Eh sì, le difficoltà tecniche sono state tante, ma soprattutto credo sia stato deludente per loro suonare di fronte a così poche persone. Insomma, di fronte al palco ci saranno stato quattro gatti e, sinceramente, la gente di prima non saprei dire che fine avesse fatto. Possibile che tanti abbiano pagato dodici euro per andarsene prima che suonassero gli headliner? A parte che prima ho visto una lista accrediti chilometrica, quindi penso che i paganti siano stati veramente una minoranza. Però mi è pianto il cuore a vedere i Darzamat, e i gruppi nostrani prima di loro, così bistrattati dalla città di Torino. Se proprio dovessi fare un appunto a chi ha organizzato, gli farei presente come l'evento non sia stato pubblicizzato più di tanto. Sì, sono stati stampati dei cartoncini, qualche manifestino e sono state inviate mail agli iscritti alla newsletter. Però la notizia dell'evento ha raggiunto pochissime persone, più che altro gli addetti ai lavori ed ai vari aficionados di appuntamenti metal torinesi. Al di fuori del capoluogo, la cosa era conosciuta da ben poche persone. Ma il tipo di pubblicità scelto, per quanto possa aver influito, non è la causa principale della scarsa partecipazione. Anzi, devo dire che gli organizzatori e lo staff affine sono stati molto gentili e disponibili, premurandosi per aiutare una ragazza in sedia a rotelle, e sul loro operato e la loro accortezza non ho nulla da dire. No. La vera colpa del Pollution così deserto sta tutta nella freddezza del pubblico di Torino. Nel suo ipocrita lamentarsi che i grandi eventi li facciano da altre parti, quando nessuno muove il culo per vedersi gruppi di tutto rispetto. Nel capoluogo piemontese, città che io amo, la gente non partecipa alle cose, rimane distaccata e distante, soprattutto quando c'è da pagare un biglietto. Ed io mi rodo dal nervoso, perchè c'è gente che ama alla follia la musica, e che deve sgobbarsi chilometri per vedersi un concerto, visto che la loro città snobba gli eventi. E' una cosa tristissima, sia per i gruppi che suonano, sia per chi organizza. Andando avanti così, risulterà più conveniente mantenere in vita le discoteche e lasciar perdere del tutto la musica dal vivo.
E' stato triste comunque vedere i Darzamat, in una data del loro tour europeo, eseguire qualche brano e poi dire: "Vedo che siete stanchi: questa è l'ultima canzone". Nessun incitamento, nessuna richiesta di bis, ma un veloce fuggi fuggi su per la scala. Una cosa triste, perchè Torino rimarrà segnata come una data inutile nel cuore di questi polacchi. Ed anche in quelli dei Forgotten Tears, che si sono sbattuti fin da Milano per suonare davanti a dieci persone. Ed infine mi è spiaciuto anche per gli organizzatori: che senso ha organizzare eventi così, quando la risposta del pubblico è fredda e disinteressata? Speriamo che in futuro Torino riesca a farsi apprezzare di più. Da tutti. Anche dal sottoscritto che la ama: il giorno dopo, a lavoro con sole due ore e mezza di sonno alle spalle, mi sentivo in colpa per non essermi scusato, un'innocente per tutti, dell'indifferenza del capoluogo piemontese.

( Hellvis - Febbraio 2007)


Contatti:
Sito internet: http://sitogruppo