NEGURĂ BUNGET + DEATH DIES + SERAPHEL
20 Ottobre 2006
Country Star
Albignasego (PD)


Era da un po' che non passavo una settimana così tirata, con tante ore di sonno arretrato, per cui non mi sono neanche preso la briga di chiedere un accredito per vedermi questo concerto. Ma visto che la serata è andata bene e qualcosa riesco ancora a ricordare, ho deciso di buttare giù qualche riga.
Tra l'altro, proprio in questa occasione i Negură Bunget hanno presentato il loro nuovo album, intitolato "Om".
Un mio amico aveva telefonato al locale nel pomeriggio per chiedere maggiori informazioni e gli avevano comunicato che l'ingresso sarebbe stato di 8 euro. Ovviamente quando siamo arrivati la sera era lievitato a 10. Non voglio recriminare sui due euro, anche perché la serata li valeva tutti, però di certi atteggiamenti da parte del Country Star ne ho davvero piene le palle. Tanto più che, quando all'entrata abbiamo chiesto spiegazioni (giusto per rompere a nostra volta le scatole ai gestori), hanno fatto ricadere la colpa su uno dei gruppi, che proprio all'ultimo ha preteso più soldi. Francamente non ci credo, ma non mi sono messo a indagare.
Ma veniamo al concerto. I primi a salire sul palco, verso le 23:00, sono stati i Seraphel (http://www.seraphel.com/), che non avevo mai sentito prima. Il loro stile è un black metal classico, nel quale coesistono praticamente tutti gli elementi tipici del genere. Hanno suonato sei canzoni per un totale di circa mezz'ora. La loro esibizione è stata sufficiente ma non mi ha esaltato. I brani migliori per me sono stati il secondo, con dei riff lenti davvero pesanti, e il terzo (purtroppo non so i titoli), caratterizzato da un bell'arpeggio di basso nella parte centrale. Il resto ripercorreva troppo fedelmente i soliti cliché. Dei quattro si è messo in luce solo il bassista. Avrei preferito che avesse suonato l'intero concerto senza il plettro, e non solo alcune canzoni: ha sicuramente le capacità tecniche per farlo e in più si sentiva molto meglio quando non lo usava, i volumi erano più in linea con quelli della chitarra. Il batterista è stato preciso ma nel complesso la sezione ritmica è risultata troppo stereotipata, mentre la chitarra era spesso nascosta e confusa. La pecca maggiore è stata però la voce, apprezzabile solo in certi growl e tra l'altro altissima rispetto agli altri strumenti.
Pochi minuti di pausa ed ecco presentarsi i padovani Death Dies (http://www.deathdies.cjb.net/), fautori di un black metal vecchio stampo con inflessioni thrash. Più di qualcuno li conoscerà anche per i loro trascorsi negli Abhor e negli storici Evol. Il loro set è stato molto coinvolgente e tirato, hanno suonato le prime canzoni a raffica, senza un attimo di sosta. Nonostante siano solo in tre hanno tenuto bene il palco e dimostrato un grande affiatamento, nonché di sapersela cavare con i propri strumenti. Inizialmente la chitarra mi sembrava troppo confusa e impastata, ma i suoni si sono sistemati di brano in brano. Solo durante gli assoli, peraltro assai rari, si avvertiva un vuoto, visto che rimaneva solo il basso a seguire la parte ritmica, ma rimane un dettaglio di poco conto. Una buona esibizione senza dubbio quella dei Death Dies, protrattasi per circa quaranta minuti.
Sotto ora con i Negură Bunget (http://www.negurabunget.com/). Hanno iniziato con l'intro di "Om", e subito si sono dimostrati coinvolgenti e convincenti. Sul palco erano in cinque (chitarra più voce, seconda chitarra, basso, batteria e tastiere) ed in un brano è comparso anche un flautista. In più in un'occasione è stato usato anche un corno di legno, uno strumento popolare rumeno dalla forma allungata. In poco meno di un'ora di esibizione hanno calamitato l'attenzione del pubblico grazie a canzoni emozionanti e profonde, in un continuo avvicendarsi di momenti eterei, toccanti e avvolgenti, tipici del loro stile, e altri tesi ed aggressivi. Difficile descrivere a parole le emozioni provate.
La resa sonora era buona e gli strumenti ben equilibrati, tranne le tastiere troppo invadenti in qualche passaggio.
Penso che tutto il pubblico abbia apprezzato il combo rumeno, le sbavature sono state davvero poche. Non solo le voci pulite sono state all'altezza, ma forse sono state uno degli aspetti migliori in assoluto. Peccato invece per una corda della chitarra rotta durante un brano (non ricordo se durante il terzo movimento di "N'Crugu Bradului" o se su un brano nuovo), che comunque non ha influito per nulla, e per qualche imprecisione della batteria proprio nel finale di concerto.
Se non ricordo male hanno proposto due canzoni nuove, ma proprio non saprei dire quali. Ho qui il CD sotto mano, potrei azzardare "Tesarul De Lumini" e "Cunoastérea Tacuta", o al limite "Hora Soarelui", ma non ci scommetterei. Posso comunque dirvi che anche il nuovo materiale è sempre nel loro stile, molto toccante, personale e di qualità.
In definitiva, è stata una bella serata e i gruppi l'hanno onorata al meglio. Non c'era tanta gente, pur trattandosi della presentazione del nuovo album di Negru e compagni (ho sentito dire di 85 paganti).
(BRN)