NANOWAR
12 Maggio 2006
Puget Sound
Castelletto Cervo (BI)


Nonostante la locandina indicasse le 22.30 come orario d'inizio concerto, i Nanowar (http://www.nanowar.it/) sono saliti sul palco ben più tardi. Di fronte, solo una ventina di persone. A causa della grandezza del Puget Sound, gli spettatori sembravano ancora meno. Non è facile esibirsi di fronte ad un pubblico così misero, ma la serata era già iniziata sotto una cattiva stella. I Nanowar si erano presentati nel locale con una formazione monca, priva del cantante e di Sir Baffo, il corista. La sfiga sembrava essersi accanita contro questi prodi romani, che comunque si sono dimostrati risoluti, pronti a dare il meglio di loro stessi.
Saliti sul palco con i costumi di scena (Abdul vestito da Aladino, Gatto Panceri 666 con un pigiamino femminile, Uinona Raider con cravatta su petto nudo e mutande sui pantaloni, alla Superman per intederci...), non si sono risparmiati ed hanno portato un po' di sano metallo nelle lande desolate del biellese! Sin dalle prime canzoni, e lungo tutto il corso dell'esibizione, i Nanowar hanno dato prova di un grande carisma e di una spiccata simpatia. Si sono mossi sul palco con una discreta scioltezza, totalmente incuranti di essere solo in tre sul palco! La naturalezza delle loro battute, l'ottima intesa fra i tre musicisti e la bontà dei suoni hanno coinvolto il pubblico quasi immediatamente. Sì, ci è voluto lo specifico invito dei Nanowar per fare avvicinare gli ascoltatori al palco, ma piano piano il pubblico ha preso confidenza, lasciandosi trasportare nel mondo del metallo più TRUE. Tra l'altro, per i meno avvezzi ai Nanowar, erano a disposizione i testi delle varie canzoni, stampati su foglio A4. In questo modo, quasi tutti hanno potuto cantare all'unisono i ritornelli di "Metal La-La-La" o di "Power Of The Power Of The Power ecc." senza sbagliare le parole, ahah!
L'esibizione è stata entusiasmante, corde saltate a parte, e sarebbe un'impresa riprendere tutte le battute di Abdul e Gatto, o passare al setaccio i vari siparietti (un lungo assolo di chitarra sulle note di "Forza Italia", "Bandiera Rossa" e "O Bella Ciao"... e pensare che poco prima avevo criticato i lunghi assoli dei Manowar!). Tra l'altro, l'ugola del chitarrista Abdul non è proprio niente male! Saputo del forfait di Potowotominimak, ho temuto che il concerto ne venisse penalizzato anche da un punto di vista musicale. Abdul invece ha dato prova di un'ottima estensione vocale, e di una sciolta presenza scenica!
I Nanowar hanno snocciolato, nel corso della loro esibizione, tutti i vecchi classici. Un'ottima "Tricycle Of Steel", la buona "True Metal Of The World", ed una coinvolgente "Metal", con sentita partecipazione da parte del pubblico.
Come apprezzare adeguatamente le canzoni dei Nanowar? Semplice, è lo stesso gruppo a spiegarlo! Nel caso di "Metal", la band ha fatto un po' di ripetizioni sulla gestualità da utilizzare lungo il ritornello. Nel caso di "Power Of The Power...", il brano è stato fatto ripassare al rallentatore, fino a rimanere in testa anche ai più tardi!
Tra i successi più recenti, c'è da segnalare una valida versione di "King", nella quale ha fatto capolino per la prima volta uno dei temi portanti della serata: i nomi di Giraudo e Moggi! D'altro canto, come non tributare un omaggio al capoluogo piemontese? L'omaggio non si è fermato alla triade bianconera, ma nel caso di "The Number Of The Bitch" ha avuto modo di trattare anche di Lapo Elkann. In particolare, la figura di Lapo si è rivelata particolarmente preziosa. Essa ha fatto da collante tra canzoni molto diverse fra di loro: non solo "The Number Of The Bitch", ma anche in uno sproloquio tirato che strillava "Omosessualità" nel ritornello, nella scena della doccia in "Metal La-La-La" e, incredibilmente, nel rifacimento del classico "Poser". In questa traccia, anziché parlare di poser, Virtual XI e Reload, si è parlato proprio del giovane rampollo di casa Elkann, di Moggi (ed il suo telefonino) e di Giraudo.
Vi ho detto che la serata dei Nanowar al Puget sia stata sfigata, no? Beh, ringrazino il cielo che sono buono, visto che oltre ad essere un recensore sono pure juventino (grrrrrr)!!
Tra le chicche del concerto, un brano tutto nuovo: "Stormlord Of Power", probabilmente la composizione più violenta mai composta dai Nanowar. Come ha affermato la band, tratta di un individuo cattivo, oscuro, malvagio. Tra l'altro, qualcuno ha indicato uno strano tizio che rideva da solo, in mezzo al pubblico, come il destinatario di tale canzone. Alla voce ha partecipato anche Gatto, il che ha dato a tutta la composizione una tinta cupa e violenta!
Nonostante tutti credano che "L'Uomo Di Sabbia" sia una cover di "Enter Sandman", in realtà i Nanowar hanno spiegato come la situazione sia quella opposta. Anzi, Hetfield ha rubato la canzone ai Nanowar! Mi chiedo, quando otterranno giustizia i quattro true metallari romani? Non lo so, però il pubblico ha gradito la canzone, ed in parte li ha ripagati per il furto subito con una cieca ammirazione!
Tra i leit-motiv del concerto, vi è da segnalare il continuo ritorno sulle note di "Power Of The Power...". Una gioia per gli amanti del power, abituati da anni ad ascoltare sempre le stesse cose! Il virus del "power" ha invaso quasi ogni brano, anche durante la riproposizione in versione System Of A Down di "The True Forest Of The Only True Metal And Other Heavy Minerals" (a dire il vero soltanto accennata). Il power ha raggiunto il suo apice con "Emerald Fork", in versione però jazzata, eheh!
Purtroppo la serata non mi ha permesso di godere del "Gioca Truè", presente in scaletta ma forse cancellato all'ultimo minuto. Il gran finale ha però incluso una versione molto pompata di "Triumphant March Of The Nanowarrior" e l'immortale "Master Of Pizza", con tanto di break centrale con "O Surdato 'Nnamurato".
Nonostante tutte le sfighe, nonostante il pubblico misero, il concerto dei Nanowar ha divertito. Alla fine il banchetto del merchandise è stato assediato, ed i musicisti sono stati circondati dal pubblico. Qualcuno ha pure chiesto gli autografi.
Da parte mia, sono rimasto soddisfatto della prestazione del gruppo. Professionisti, niente da dire. Incuranti del fatto che tutto sembrava andare per il verso sbagliato. Testardi, hanno dato prova di carattere, e di qualità musicale. A fine concerto, ho acquistato la ristampa di "Triumph Of True Metal Of Steel". In questo CD, oltre al vecchio materiale, sono presenti delle bonus-track dal vivo (oltre che un video). Ascoltandole a casa, mi sono reso conto di quanto siano migliorati tecnicamente i musicisti, e della bontà della loro esibizione al Puget.
Il giorno dopo il gruppo avrebbero suonato a Verona, con il cantante di nuovo in formazione. Mi è stato poi detto che il concerto sia andato alla grande, con un pubblico di più di cento persone. E qui mi intristisco. Spero di rivedere nuovamente i Nanowar, magari a Torino, e non con venti persone davanti a loro. Questo gruppo merita, e non va sottovalutato per il semplice fatto di proporre metal demenziale. Le loro canzoni sono frutto di un lavoro attento ed ispirato. Le loro esibizioni a metà strada tra concerto metal e cabaret. Credetemi, lettori di Shapeless, nel mio piccolo ho fatto del mio meglio per pubblicizzare l'evento ma, vuoi per l'ubicazione fuori mano del Puget, vuoi per il classico disinteresse delle mia regione, il pubblico piemontese non ha perso l'occasione per farsi un'altra figura di merda. Più di quello che ho fatto, non avrei saputo fare (a meno di non mettermi due cartelloni davanti e dietro con il manifesto dei Nanowar, e girare per il Piemonte ad annunciare l'evento con un megafono). Le mia regione dovrebbe svegliarsi: l'ho scritto più volte e lo ribadisco con forza.
Cari lettori di Shapeless d'Italia, se i Nanowar venissero a suonare dalle vostre parti, non fategli mancare il vostro sostegno. Accorrete ai loro concerti perché vi faranno divertire, come hanno fatto divertire me! Sono dei grandi, ed andando avanti di questo passo riusciranno a farsi ricordare anche dalle generazioni future!
(Hellvis)