MAYHEM + CADAVER + DEFILED
30 Aprile 2004
Mac2
Schio (VI)
Quella di Schio, in provincia di Vicenza, è stata l'ultima data del tour dei Mayhem in Italia per promuovere il loro ultimo parto discografico, "Chimera". L'attesa per questo concerto, almeno da parte mia, era notevole. Non avevo mai visto dal vivo Maniac e compagni, ed ero curioso di vedere come si sarebbero comportati sul palco, visto il loro ritorno ad un Black più ortodosso, dopo le sperimentazioni del contestato e controverso "A Grand Declaration Of War".
Dopo una giornata ben più che frenetica, arrivo al Mac2 appena dopo le 22; quello di stasera sarà l'ultimo concerto in questo locale, almeno per questa stagione. L'interesse da parte dei fan si vede da subito: non avevo mai visto così tante macchine nel parcheggio antistante, né avevo mai trovato la fila per entrare.
E' così che mi trovo a dover aspettare, perdendomi parte dello show dei Defiled, dei quali riesco a vedere solo le ultime tre o quattro canzoni. Questi quattro giapponesi, per quanto ho potuto vedere, suonano un buon Death Metal brutale e abbastanza tecnico. In formazione c'è un solo chitarrista, ma comunque i suoni erano molto ben bilanciati, e le canzoni filavano via lisce. Il bassista era veramente in gamba, uno dei più veloci che abbia mai visto, tra quelli che suonano senza il plettro. Il cantante, poi, è riuscito a reggere molto bene il palco grazie ad una prestazione coinvolgente e carismatica. Peccato solo che lo spazio che avevano a disposizione sul palco fosse notevolmente ridotto, visto che il retro era tutto occupato dalla batteria di Hellhammer, coperta da un telo nero.
Dopo la buona prestazione dei Defiled, che hanno lasciato il palco più che soddisfatti, tocca ai norvegesi Cadaver. La loro esibizione, purtroppo, non mi ha coinvolto più di tanto: suoni più sporchi e confusi rispetto a quelli dei quattro giapponesi, unititi a canzoni che non hanno fatto molta presa sul pubblico sono state le pecche maggiori del loro show. Anche i musicisti erano abbastanza statici: solo il cantante e bassista Apollyon, grazie anche alla sua voce marcia e rauca, ha mostrato un po' di carisma. Uno dei chitarristi, poi, ha provato a scuotere la situazione saltando oltre le barriere e suonando tra le prime file del pubblico, ma con risultati non esaltanti. Una parentesi divertente, ma nulla di più. In fin dei conti la band non ha suonato male, ma si sono limitati a questo e poco altro. I Cadaver hanno proposto varie canzoni tratte da un po' tutto il loro repertorio, ripescando anche qualche pezzo datato che, a mio avviso, ha un po' stonato nell'insieme. D'altra parte, il pubblico stava tutto aspettando i Mayhem, per cui non è stato molto partecipe.
Per la band maledetta si è dovuto attendere una buona mezz'ora: prima per montare alcune trovate sceniche sul palco e poi per il suond-check. Alla fine, sul palco erano montate tre strutture d'acciaio a forma di croci rovesciate, con delle fiamme che si alzavano, sempre di metallo.
La band si presenta, tra un'ovazione generale, con una formazione a cinque, ma non sono riuscito a distinguere il secondo chitarrista, un po' perché era dalla parte opposta del palco rispetto alla mia, un po' perché ultimamente non li ho seguiti molto.
La band parte subito con "Whore", breve pezzo tratto dall'ultimo "Chimera". Maniac, incappucciato come un affiliato di Satana, si dimostra essere un buon frontman, ma anche gli altri sanno tenere molto bene il palco. Si prosegue con "Fall Of Seraphs" e l'intramontabile "Carnage", con un Hellhammer indiavolatissimo. Maniac, ad un certo punto, si protende verso la folla, per incitare i più esaltati tra le prime file, ma qualcuno, con un atteggiamento puerile, lo afferra per un braccio e non lo lascia. Con un forte strattone il cantante si divincola e ringrazia con un minacciosissimo "Fuck off" chi l'ha trattato come un oggetto. Lo show prosegue con "View From Nihil", la nuovissima "Dark Night Of The Soul" e "Ancient Skin"; durante quest'ultima, purtroppo, dopo circa un minuto salta la corrente del locale. Maniac non gradisce molto, ma i cori del pubblico tranquillizzano un po' la band, che non riprende il pezzo e passa a "Silvester Anfang", che introduce la seconda parte del concerto. Maniac si spoglia un po' alla volta, visto anche il caldo atroce. E' il momento delle datate "Deathcrush" e "Freezing Moon", seguite da "In The Lies Where Upon You Lay" e "My Death", nella quale la band dimostra una carica invidiabile. L'esibizione sembra chiudersi con "Pagan Fears", ma la band torna sul palco, non troppo inaspettatamente, per un altro paio di pezzi, ovvero "Necrolust" e "A Time To Die".
In definitiva, i Mayhem hanno suonato alla grande, riscuotendo i favori del pubblico. Lo status della band norvegese è ormai ampiamente consolidato, e questo concerto l'ha confermato. Si nota una certa consapevolezza che il passato non tornerà: lo testimonia la scelta di non suonare alcuni cavalli di battaglia come "Chainsaw Gutsfuck" e "Pure Fucking Armageddon". D'altra parte, non avrebbe più senso ripete all'infinito i soliti pezzi; la band sta promuovendo il nuovo disco, e così deve essere. Questo è quello che la gente dovrebbe capire, prima di iniziare a contestare un gruppo perché non è più quello di una volta.
(BRN)
Contatti:
Sito Mayhem: http://www.thetruemayhem.com/
Sito Defiled: http://www.angelfire.com/ny/defiledjapan