LEGENDS NEVER DIE
01 Maggio 2007
Mulligans Pub
Montespertoli (FI)


Primo Maggio tutto all’insegna del metallo, quello più puro, a Montespertoli, alle porte di Firenze.
Per l’occasione hanno calcato il palco del Mulligans, noto pub del paese con ampio spazio all’aperto, diverse leggende dell’heavy metal tricolore, gruppi che hanno fatto la storia dell’heavy italico già negli anni 80 e oggi relegate a band di culto, ma con intatta l’energia e l’attitudine di allora.

L’apertura è affidata ai fiorentini Frozen Tears, i “piccoli” della giornata: infatti nonostante i dieci anni di carriera risultano i più giovani della manifestazione.
Autori di un classico heavy metal fortemente influenzato dai Judas Priest, i nostri incentrano il loro set sui pezzi di “Nights Of Violence”, ultimo album uscito sotto My Graveyard Production, ma non mancano estratti anche dal precedente “Metal Hurricane”, nonché una cover, “2 Minutes To Midnight” (non sto a dire di chi…) che ha scaldato definitivamente il pubblico.
Sul palco l’attenzione maggiore viene catturata dal cantante e dal bassista Max, che sono i due più attivi sul palco, mentre i chitarristi sono un po’ troppo in disparte. Complimenti vivissimi al batterista, autore di una prestazione davvero ottima nonostante fosse nel gruppo da solo venti giorni.
Il loro concerto termina dopo quaranta minuti, con un risultato più che positivo.

Cambio palco ed è la volta degli Adramelch: ero curioso di sentire il gruppo, poiché avevo sentito poco ma mi eran sembrati validi.
Attivi dall’86 mi pare, autori di un heavy-epic dalle tinte oscure: canzoni molto lunghe e complesse ma non per questo prive di tiro, anzi, e con un cantante veramente ottimo nell’interpretazione (beh, sono una leggenda del metal tricolore degli anni ’80, si vede che sei giovane Daniele, eheh – nd Hellvis).
Non voglio azzardare paragonandoli ad una sorta di Dark Quarterer più “heavy” e meno prog (Mah, io considero i due gruppi piuttosto diversi, comunque… - nd Hellvis).
Il loro set dura circa un’ora, e nonostante la proposta non fosse delle più “leggere” il pubblico è sembrato coinvolto al punto giusto.

Ancora un cambio palco (stavolta più lungo) ed è la volta di altri veterani, i miei concittadini Dark Quarterer.
Partono con “Black Hole”, tratta dal loro ultimo lavoro “Violence”, e con la musica arriva anche la pioggia. Niente però smuove il pubblico, ipnotizzato dalla classe e dalla tecnica dei quattro piombinesi.
Seguono canzoni prese da tutti gli album, dalla omonima “Dark Quarterer” a “War Tears”, passando per “Retributioner” (da “The Etruscan Prophecy”) come sempre introdotta da un mostruoso assolo di batteria del Nipa, e altri estratti sempre da “Violence”.
Ovviamente non stiamo parlando di un concerto da puro headbanging, ma la gente non ha abbandonato nemmeno per un secondo il gruppo, addirittura chiedendo un bis quando stavano per andarsene…

Ed è il turno dei Crying Steel, anche loro veterani degli anni 80 tornati sulle scene da qualche anno. E con loro si torna ad una proposta più “heavy”, con forti rimandi a Judas Priest e Accept.
Il gruppo picchia duro e il cantante è veramente in forma, nonostante un volume troppo basso della voce. Con loro riparte l’headbanging, e infatti l’ora abbondante di concerto scorre velocemente, conclusa con una cover di “You’ve Got Another Thing Comin” (neanche qui sto a dirvi di chi è…) che ha scatenato tutti i presenti.

A questo punto dovevano esibirsi i Sabotage, ma purtroppo Morby era influenzato e non ce l’ha fatta a riprendersi in tempo. Peccato perché ero felice di rivederli dopo la bellissima prestazione del Siddharta di Novembre scorso.

Ed ecco il pezzo forte della giornata, il gruppo che alla fin fine tutti aspettavano e che ha richiamato gente da tutta Italia: è la volta della Strana Officina, alla loro seconda data post-reunion dopo quella dello scorso Gods of Metal.
Formazione, ricordo, che vede i due membri storici Bud Ancillotti-Enzo Mascolo accompagnati dai due giovani Dario e Rolando Cappanera, figli dei compianti Fabio e Roberto.
Pubblico calorosissimo li accoglie, e il gruppo sembra carico a mille: Bud come sempre sembra un giovanotto, Enzo calpesta monolitico il suo basso mentre i due giovani stupiscono tutti con una prestazione tecnica sopra le righe, soprattutto Rolando alla batteria.
Il pubblico, anche se non troppo numeroso, è caldissimo, e canta a squarciagola ogni singola nota dei grandi classici come “Gamblin’ Man”, “Unknow Soldier”, “King Troll”, “Kiss Of Death” e “Metal Brigade”.
Il punto più alto viene però raggiunto nel medley che ha compreso “Luna Nera-Autostrada Dei Sogni-Piccolo Uccello Bianco”, con Bud che più volte alza il dito al cielo a commemorare Fabio, Roberto e Marcello (Masi, anche lui scomparso nel 2002), con i presenti vicini alla commozione.
Bis con il classico “Viaggio In Inghilterra” e poi il concerto finisce, lasciando ogni singolo presente soddisfatto.
Concerto memorabile, e la cosa che più ci lascia contenti è che il gruppo ha programmato diverse date per l’estate: consiglio a chiunque di non perderseli, ora come ora pochi concerti in campo heavy possono essere considerati al pari di uno della Strana, in cui potenza e emozioni combaciano così bene!





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